Nessuno si salva da solo. Lettera dell’Europa al mondo

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Sventola la bandiera dell'Europa
Photo by Markus Spiske on Unsplash

Eppure mi sentivo così lontana da certi scenari già vissuti… È vero, mi era già capitato e ben quattro volte nello scorso secolo, ma ero certa che il tempo della conquista della luna, non potesse essere sospeso da una particella infettiva di dimensioni submicroscopiche! Submicroscopiche, capite?

I primi giorni non riuscivo a capacitarmi e mi ripetevo che io, io che avevo conquistato il tempo dei voli supersonici, ero stata presa a schiaffi da un qualcosa di invisibile! La mia storia passata, quella storia che tanto mi ha fatta sentire superiore rispetto agli altri popoli, non è servita a proteggermi. Io che ero andata in giro per il mondo, ad imporre la mia “civiltà”. Io che mi ero mossa con tutti i mezzi disponibili per affermare il mio primato culturale. Io che avevo sviluppato e imposto un etnocentrismo capace di assoggettare Interi popoli. Io che avevo reso accettabile la schiavitù, la rapina di territori e la distruzione di tradizioni millenarie. Io che con le mie navi ho portato in giro le epidemie e consentito lo sterminio di popoli. Io che ho creduto di essere padrona di ciò che avevo “scoperto” ed ho dato origine al più potente rappresentante del Capitalismo. Io che ho dato origine a ben due guerre Mondiali ed ho ospitato i campi di stermino.

Nel tempo di internet, sono stata mortificata da quel submicroscopico. I primi giorni sono stati così. Ero livida. Ero incapace di accettare che la mia corsa dovesse essere arrestata da un qualcosa che non aveva neppure la dignità di consistenza. Qualcosa che non aveva neppure il decoro di mostrarsi!

Eppure in questi giorni dolorosi, ho iniziato a ragionare su ciò che forse meritava più importanza. Le storie di donne e di uomini che mi hanno resa fiera e valorosa. Donne e uomini passati per “devianti” , fuori dagli schemi, dal sentire del tempo che vissero. Come quel Giordano Bruno, che per primo intuì che la Terra non fosse il centro dell’universo e pagò con la vita, arso vivo, il suo dissentire. 

Ho ripercorso i secoli che hanno portato ad oggi ed ho rivisto i versi immortali dei poeti, le scoperte geniali degli scienziati, i trattati eccelsi dei filosofi, le gesta degli eroi. Ho rivissuto tutte quelle vite, tutte quelle storie che mi hanno resa madre orgogliosa. Mi sono soffermata, ho prestato attenzione ed ho visto che l’idolatria del profitto ha prodotto una grande povertà sia materiale che spirituale

Ed allora chiedo scusa per tutte le volte in cui ho privilegiato l’avere a discapito dell’essere. Tutte le volte che non sono accorsa ad un grido d’aiuto. Tutte le volte che mi sono voltata di fronte ad un’ingiustizia. Questa pandemia ribalta i paradigmi, come avviene dopo le rivoluzioni. In questo tempo di cattività ho compreso che nulla di ciò che era scontato, potrà più essere e che dovrò impegnarmi moltissimo per ricostruire. 

Ho pensato che fosse un buon momento per scrivere al Mondo, a tutti quei Paesi con cui per anni ho trattato solo in virtù di interessi commerciali. Scrivo a voi, da continente a continente. Da contenitore di popoli e di storie. Lo faccio per rivolgervi le mie scuse e chiedere il vostro aiuto. Sono in ginocchio e badate, il virus con la corona c’entra il giusto. Sono disperata perché tutte le mie certezze sono svanite e se dovessi proseguire da sola non potrei farcela.

Ma ho capito che non sono sola e che forse anche voi come me in questo momento state soffrendo. E allora perché non ripartire davvero insieme? Io sono vecchia e logorata da lotte di potere, ma ho tanto da offrire. Posseggo esperienza, arte, storia e cultura. Ho centri di eccellenza tecnologica e una diversità culturale che posso mettere a disposizione. Sono ricca di ciò che davvero è ricchezza. Si tratta di una ricchezza generosa e per questo più utile al progresso dell’umanità. Sediamoci a un tavolo.

Decidiamo che nome dare a una moneta unica e in che città mettere 5 banche centrali, una per continente. Discutiamo su che colore dare alla nuova carta d’identità mondiale e togliamo le frontiere. Creiamo un Parlamento mondiale, una camera di Giovani che dialoga con un Senato degli anziani. Investiamo un decimo della nostra spesa militare per creare il più grande centro di ricerca tecnologica del Pianeta. Se sapremo coniugare la razionalità dei popoli del Nord all’allegria dei popoli del Sud faremo grandi cose insieme.

Nessuno si salva da solo.  

Vostra. Europa.

1 COMMENTO

  1. Utopia? No, potrebbe avverarsi, potrebbe essere la salvezza di tutti. Che bel sogno! Solo i giovani potrebbero far sì che questo miracolo avvenga. La nostra generazione dei sessantenni e oltre, malgrado qualche eccezione, hanno rovinato, distrutto, mangiato tutto ciò che la terra ci offriva. Solo l’unione tra popoli potrebbe salvarci. Partire dall’Europa. Certo. Da qui è nato tutto, da qui è stato distrutto tutto, da qui si potrebbe ricominciare.

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