sabato 26 Settembre 2020

Ripartiamo dalla forza dei lavoratori
R

Oggi festeggiamo il lavoro. È un primo Maggio è diverso nella forma, ma non nell’energia, nello spirito, nei valori con cui lo celebriamo. Se possibile, è ancora più forte e significativo. Non saremo nelle piazze delle nostre città, ma siamo uniti nello spazio infinito della rete che, per quanto sia grande, fatica a tenere l’immensità del mondo del lavoro.

La forza dei lavoratori l’abbiamo vista in queste settimane di contrasto a una malattia che ci ha colpito profondamente negli affetti, che ha messo in crisi l’economia, che ha imposto a tutti noi radicali cambiamenti nella vita di tutti i giorni.

L’abbiamo riconosciuta sui volti del personale sanitario, stremato ma mai arreso; nel sudore di chi portava nelle nostre case beni di prima necessità; nella fatica delle commesse, degli impiegati pubblici, delle forze dell’ordine, di chi continuava a produrre beni per garantire a tutti di mantenere una parvenza di normalità.

A loro va un pensiero speciale, un ringraziamento e la promessa di non dimenticare mai più l’importanza loro e del lavoro che svolgono. Tutti, dovrebbero aver capito che i cosiddetti “lavoratori essenziali” su cui la società si basa per andare avanti, sono spesso le persone più maltrattate e meno considerate. Una lezione da cui si dovrebbero trarre precise conseguenze, se ha un senso dire che “nulla potrà essere come prima”.

Si è detto che il virus inciderà profondamente nelle relazioni geo-politiche e geo-economiche, nell’economia, nella politica, negli aspetti più banali della società. Il Covid-19 ha reso evidente i limiti dell’attuale modello di sviluppo, ha svelato come un’economia basata sulla finanza e sulla crescente diseguaglianza non sia più sostenibile, ha reso visibile la necessità di mettere tutto in discussione: dal welfare al fisco, dalla sanità all’assistenza, dalla politica industriale alla tutela ambientale, dagli stili di vita allo spazio in cui abitiamo. Bisognerà riconsiderare tutti questi aspetti coinvolgendo l’intelligenza delle persone.

Dobbiamo ripensare l’intera organizzazione sociale del lavoro, mettendo la sicurezza e la salute delle persone al primo posto, il lavoro come valore, il pubblico come soggetto attivo del cambiamento, il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci dobbiamo impegnare per ridare diritti al lavoro, perché i lavoratori contino di più nelle scelte, a tutti i livelli: internazionale, con il sindacato mondiale ed europeo; nazionale; nel sistema delle imprese; nelle singole aziende.

Quella che abbiamo di fronte è dunque una prospettiva politica, sindacale e culturale, in cui il mondo del lavoro potrà giocare un ruolo importante, se saprà mettere a frutto l’intelligenza collettiva, se vorrà aprirsi alla partecipazione, se offrirà e metterà a disposizione, ma anche in discussione, le sue elaborazioni.

Dovrà essere una fase di grande e spero utile sperimentazione di nuove forme di democrazia, solidarietà e condivisione.

Insieme ci batteremo per ridare forza e prospettiva al lavoro, per dare più potere di scelta i lavoratori. Lo faremo insieme per cambiare e rendere migliore il Paese.

Maurizio Landini è il segretario generale della CGIL

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1 COMMENTO

  1. Stimolo per un dibattito.
    Ho letto con un certo interesse l’articolo che ha stimolato la concretezza dei miei settantanni. Non mi limito ad enunciare principi e valori del tutto condivisibili e apprezzabili e patrimonio da sempre di tutti noi.
    Ma ritengo che questa “peste” del XXI secolo debba portarci alla concretezza delle proposte che non possono più solo essere “visioni”, “narrazioni”, “intendimenti”, “enunciazioni”.
    Il “Che fare” diviene perentorio. E lo sarà sempre più visto l’incalzare di un’economia post covid 19 che rischia di produrre danni maggiori di quelli del 1929.
    Formulare proposte possibili e in linea con i nostri principi, i nostri valori, la nostra tradizione e la nostra Costituzione è obbligo storico oltre che morale.
    Ed è qui che diviene doveroso il richiamo all’art.46 della nostra costituzione che in un momento come questo diviene il sine qua non per una vera e reale partenza. L’art.46 è rimasta una norma incompiuta! Quanto scritto di nostri padri costituenti nel lontano 1947 lo voglio qui riportare per la sua impressionante attualità: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.
    Nella notte di un “male oscuro” in cui i pesanti interventi finanziari dello Stato (cioè di tutti noi “lavoratori”) dovranno essere necessariamente erogati per far partire l’ “economia” sia nei settori pubblici che privati torna un problema da troppo tempo accantonato: la COGESTIONE! “La partecipazione diretta dei lavoratori a pieno diritto agli organi direttivi delle imprese e possano influenzare le loro attività”. La si declini come la si vuole (alla tedesca, alla olandese, alla belga ecc. https://bit.ly/2YFffoa). Non penso ci siano altre vie se non questa del resto già indicata da coraggiosi politici nel dibattito delle Commissioni e dell’assemblea costituente (si vedano gli inetrventi di Fanfani, Calamandrei, Togliatti, La Pira… https://bit.ly/2YD8Iu7).
    Nel corso degli anni il dibattito sulla Cogestione si è rivelato sterile (purtroppo). E’ dal primo dopoguerra che se ne parla con poche o scarse realizzazioni concrete. Pareva fosse stato accolto in termini propositivi anche dalla CGIL (Camusso https://bit.ly/3caF979), ma non se n’è fatto di nulla. Come sono andate nel dimenticatotio diverse proposte e disegni di legge presentate dai diversi gruppi parlamentari (dal sen. Ichino il 18.5.2009) e in parte riprese nella XVII legislatura (Sacconi ed altri; v. Treu, T. Napoli ecc.). Solo il recente dibattito interno al PD (si vedono le Mozioni di Zingaretti, di Martina e di Giachetti) ha portato alla ribalta un tema tanto caro ai nostri padri costituenti e che oggi è il momento di riproporre alla luce delle attuali perniciose vicende
    Non va poi trascurato
    Alcuni spunti per una lettura veloce sulla COGESTIONE: https://bit.ly/3caCw54 https://bit.ly/2WvwxkS https://bit.ly/2SGKQ4Q https://bit.ly/3b7Jc2O

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