mercoledì 2 Dicembre 2020

La nostra sfida per arginare il populismo delle destre
L

Articolo di Ciro ZabiniLe 6000 sardine mettono fortemente i bastoni tra le ruote a Matteo Salvini sin dalla campagna elettorale in Emilia Romagna. Impossibile dimenticare la citofonata dell’ex ministro degli interni al Pilastro, in cerca – per sentito dire – di uno spacciatore. Come non dimenticare Sergio, il ragazzo rilanciato e sbeffeggiato sulla pagina personale di Salvini per aver fatto un discorso ad una piazza delle sardine; o la foto del vicesindaco di Ferrara “Naomo” in cui indicava di fare un “mazzo tanto” ai suoi avversari e ai media che stavano avviando inchieste giornalistiche sul suo conto.

Lo schema è sempre quello: tenere alto il tono, altissimo, esagerare per far sì che le persone possano reagire d’impulso, per poi colpire la pancia. Di solito ha sempre funzionato, fino a quando non è nata una community di piazze, fisiche e virtuali, in grado di arginare il populismo e di informare sempre più persone.

Questa community è la rete digitale delle 6000 sardine. Sono circa 1 milione gli iscritti su facebook alle diverse pagine e gruppi delle sardine. In ogni città in cui veniva organizzata una piazza ittica, automaticamente si creava il gruppo e/o la pagina facebook.

Veri e propri anticorpi sociali, corpi fisici e virtuali, pronti ad attivarsi in caso di emergenza e bisogno, contro il linguaggio d’odio, la propaganda e le fake news. 6000 sardine distribuite in maniera capillare, in ogni città, provincia e regione, che realizzano esattamente lo schema comunicativo opposto alla gerarchica piramide del populista di turno. E questo per la comunicazione populista è tuttora un’enorme problema.

Le foto delle piazze sono ovunque, i gesti populisti vengono condivisi e ri-condivisi all’interno della rete, gli iscritti alle pagine e ai gruppi raggiungono ed informano anche chi è esterno alla rete, con picchi di 10 milioni di persone online, senza contare i media televisivi. Un boomerang potentissimo, per chi deve sempre sparare alto.

Nasce il primo antagonista virtuale alla macchina di propaganda. La Bestia non è più sola. Salvini oggi è in calo, la strategia comunicativa cambia, c’è bisogno di rinforzi.

Il Capitano occupa il Parlamento, vuole risvegliare gli istinti peggiori di chi in tempo di pandemia è disperato; la Meloni si finge moderata, prende le distanze, ma con alcune esternazioni, fomenta parti della popolazione ad assembrarsi in piazza contro le scelte del governo. È la nuova strategia comunicativa di facciata, ma dietro le quinte c’è altro.

Suona l’allarme per gli anticorpi digitali delle 6000sardine. Organizzazioni di Forza Nuova e Casapound già avevano raccolto 18mila adesioni per partecipare a manifestazioni contro le celebrazioni del 25 aprile e per “riaprire la gabbia di una quarantena intollerabile”, il 1 maggio a Roma e Trieste sono state organizzate manifestazioni di protesta contro il governo. Il tutto collegabile ai fenomeni oltreoceano di protesta contro i governi che impongono il lockdown.

Si scoprono gruppi eversivi e autonomi in ogni regione che attraverso Telegram invitano ad organizzare manifestazioni in tutta Italia il 4 Maggio. I “Reattivi” – così si chiamano – si preparano a riempire piazze per il 4 maggio.

Questa è solo la punta di un iceberg comunicativo che strategicamente sta preparando i nuovi strumenti. #italexit è un altro grande cantiere in cui attraverso chat e gruppi facebook da un milione di membri ciascuno, si cerca di catalizzare il malcontento dei cittadini verso un nuovo nemico: l’Europa.

La sfida per il banco delle 6000 sardine non è mai conclusa ed è sempre tecnicamente più ambiziosa, sia perché da mesi tutto il lavoro è svolto senza contributi ai social e dalla rete di volontari, sia perché i social network si basano sulla velocità di reazione dell’utente rispetto a ciò che vede. È evidente che è più semplice comunicare per slogan e alla pancia delle persone per ottenere istintivamente la reazione: un like o una condivisione; piuttosto che alzare il livello di approfondimento delle tematiche ed utilizzare un linguaggio educato, costruttivo, empatico e propositivo.

La speranza oggi deve rivolgersi ai millennials. Gli over 45 rappresentano il pubblico maggioritario sui social nelle piazze virtuali di confronto politico.

La next generation sarà sempre più tecnologicamente istruita e difficilmente si farà incantare dalla macchina di propaganda populista. Determinante sarà educare le nuove generazioni all’approfondimento.

Più letti

Quanta ipocrisia su Diego. Era un mito anche per le sue fragilità, si chiama vita

Quante polemiche, moralismo, bigottismo e ipocrisia inutile in questi giorni su Diego Armando Maradona. Lasciate perdere. Lasciate perdere chi pensa di separare l'uomo dal giocatore...

I valori comuni europei non sono in vendita

Come ormai noto l’Ungheria e la Polonia, con il sostegno della Slovenia, hanno bloccato l’approvazione dell’accordo raggiunto faticosamente a luglio dai rappresentanti del Consiglio...

La legge sul divorzio compie 50 anni. Diede il via alla rivoluzione dei diritti

Il 1º dicembre 1970 il divorzio venne introdotto nell'ordinamento giuridico italiano. Cinquant'anni da quel primo dicembre 1970 quando il Parlamento diede il via libera alla 'Disciplina...

Cybersecurity: non la trama di un film di fantascienza, ma una impellente necessità

La cybersecurity non è più soltanto una questione da addetti ai lavori, né la trama di un film di fantascienza. Proprio per questo, credo...

Articoli correlati

2 COMMENTI

  1. Ciao, condivido il contenuto della lettera da sardina quale sono.
    Ci tenevo solo a precisare che la manifestazione di Trieste non era stata chiamata né partecipata da populisti, bensì da vari movimenti di sinistra e in particolare per i lavoratori dello spettacolo.
    Grazie per l’articolo.

  2. Ciao sono una 71enne, ritrovo finalmente nel vostro movimento quegli ideali e quelle lotte sociali che mi hanno accompagnato per tutta la mia vita. Grazie

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

La sfida per la legalità riparte dai ‘boschi’: ecco come Troina ha vinto il Premio Comuni virtuosi 2020

Rispetto all’antica e originaria vocazione, che li vedeva in prima linea soprattutto nella gestione dei servizi fondamentali per i cittadini, oggi gli enti locali sono...

“Il Jazz per salvare i ragazzi, anche dal Covid”. L’idea di Massimo Nunzi, trombettista e inventore del GiocaJazz

Il suo primo incontro con la musica non è stato dei più felici. Il suo primo maestro di Conservatorio non ha riconosciuto il suo...

Non dipende da lei. Dipende da Noi

C'è un'enorme questione maschile che ci impedisce di vedere. Che ci impedisce di capire che il problema non è il rapporto tra le donne e...

Il primo antidoto contro la violenza è la parità in tutti i settori

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Layen ha più volte affermato che "la parità di genere è un principio fondamentale dell'Unione Europea,...

“Essere complottista è facile, ti semplifica la vita. Ecco perché è così complicato uscirne”. Parla Emilio Mola

Assalti alle autoambulanze e video girati negli ospedali per testimoniare che "non ce n'è coviddi" ma anche la setta digitale QAnon e le teorie...