giovedì 24 Settembre 2020

Per una nuova mobilità responsabile e sostenibile
P

Muoversi: lentamente e responsabilmente. Questa più o meno breve pausa forzata dalla frenesia a cui eravamo assuefatti può essere un’occasione per un cambio di passo nel modo in cui ci muoviamo. Uno stop per ripartire, e ripartire con uno sguardo nuovo al nostro rapporto con lo spazio urbano che in queste settimane abbiamo osservato, per la prima volta, vuoto.

Uno spazio che siamo abituati a vedere invaso da auto inquinanti, da treni stracolmi, da folle di persone stipate o dalla frenesia di pedoni e bici accavallati in strade che sembrano sempre troppo poche. Il distanziamento fisico che ci viene richiesto ora per sconfiggere il covid ridurrà la capienza del trasporto ferroviario e metropolitano, almeno per un po’ di tempo.

Potremmo utilizzare questo tempo per rendere i trasporti pubblici più a misura d’uomo, aumentandone frequenza ed efficienza, con l’obiettivo di generare un cambiamento che sia strutturale e non temporaneo, e migliorare i servizi di bike sharing nelle stazioni. Mezzi che siano più vivibili anche dopo la fine dell’emergenza: stare a un metro di distanza non serve solo a prevenire contagi, ma ad avere uno spazio vitale intorno a sé, a rendere confortevole il viaggio e alla portata di tutti.

Più treni, un trasporto pubblico locale più efficiente e più bici tuttavia non sono sufficienti: occorrono incentivi per auto elettriche e ibride che permettano a chi deve fare lunghe tratte di spostarsi in sicurezza e autonomia inquinando il meno possibile, ed è necessario un cambio di approccio da parte dei cittadini alla mobilità.

È impensabile continuare secondo il modello “orario fisso” nelle aziende, e bisogna trovare soluzioni per aprire anche le zone più trafficate alle ciclabili, altrimenti si noleggia la bici in stazione ma poi si rischia di essere investiti alla prima rotonda. Milano sta incominciando a farlo, collegando centro e periferie con una rete di 23 km tutta nuova in fase di realizzazione proprio in questi giorni: un piccolo passo nella giusta direzione.

Occorre un approccio multilivello che metta insieme i cambiamenti dei tempi del lavoro e una nuova visione dello smartworking con il servizio scolastico e con la disponibilità di mezzi pubblici efficienti e che permettano il distanziamento e con la mobilità lenta, e la fase 3 di questa emergenza potrà trasformarsi in una rivoluzione verde: muoversi sì, ma non in modo abitudinario e secondo lo schema precedente allo stop forzato, bensì con la consapevolezza che ogni nostro gesto ha un impatto sull’ambiente circostante e ogni nostra scelta di vita è una scelta politica.

>>> Contenuto inviato tramite il form “Dì la tua” – Partecipa

Più letti

Le regionali e quell’onda verde che da sola non basta

I dati delle ultime elezioni regionali esprimono a mio giudizio un significativo paradosso. Le liste che a vario titolo...

Lega amica del cemento

La Regione Lombardia spostato 30 milioni dalle risorse pubbliche ai fondi immobiliari: oneri in gran parte utilizzati dall'amministrazione comunale per investimenti nei...

Decreti sicurezza, Mes e Recovery Plan. Avanti senza indugi

Archiviate le elezioni che, inevitabilmente, hanno sospeso i tempi della politica in una lunga attesa, è tempo di rimettersi in cammino. Non...

Non negatemi l’entusiasmo della politica

In questi giorni sui miei profili social ho esposto alcuni ritagli di giornale che si focalizzavano sul mio aspetto esteriore nonostante io...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

“Il futuro dell’arte, della cultura, della società e della mia Toscana”. A colloquio con David Riondino

Le donne e gli uomini di cultura sono coloro che, forse più di altri, sono in grado di percepire lo stato di...

“Il deserto sociale dei nostri ragazzi si combatte con la cultura”. Parla il Pojana, Andrea Pennacchi

"Stasera porto Pojana alla Festa dell'unità". Così scriveva su Twitter, mentre viaggiava da Trento a Modena in questa sua "estate molto movimentata"...

“Canto i grandi per contrastare il populismo dilagante”. Intervista a Neri Marcorè

Cantante, imitatore, attore: abbiamo imparato a conoscere Neri Marcorè ed apprezzare la sua capacità di trasformista negli anni. E ora, dopo il...

Quella foto è già storia. L’Nba cambia il rapporto tra politica e sport

"Non devi mai avere paura di quello che fai se sai di essere nel giusto". Forse hanno pensato a questa potentissima frase...

“Scrivo come il reporter di me stesso”. A colloquio con Andrea Pomella

“Mi sento l’inviato di me stesso nel mondo che vivo, ed è questo che voglio raccontare”. È suggestiva l’immagine che ci consegna...