giovedì 24 Settembre 2020

Prepariamoci al cambiamento, una società sostenibile è possibile
P

Il contesto dello sconvolgimento economico sociale globale a cui stiamo assistendo e che presumibilmente durerà fino a quando non sarà reso disponibile il nuovo vaccino, vedrà un graduale ritorno all’espletamento delle attività (alcune dovranno verosimilmente mutare la propria proposta) e parziali libertà di movimento, determinando una condizione di persistente “caos”, dovuta anche ai possibili ritorni di fiammate che manterranno vivo il problema dei contagi e del rischio di morte dei contagiati.

Proprio in un’epoca in cui finalmente iniziava a farsi strada, a partire dai giovani dei “Fridays for future” per arrivare al Green Deal europeo, la responsabilizzazione di fronte alla minaccia del cambiamento climatico e del disastro ambientale è piombata una crisi sanitaria mondiale che, per ragioni di presunta salvaguardia della tenuta economica di ciascun paese, rischia di farci tornare indietro alle logiche del “PIL a tutti i costi”.

L’urgenza dettata dal dramma ambientale esiste in realtà da decenni (basti pensare al rapporto “The limits to growth” del 1972) e aveva già mosso le coscienze con una presa di posizione delle Istituzioni mondiali nel proporre metodologie gestionali atte a modificare i processi produttivi delle imprese e le relative “Supply Chain” della fornitura e del consumo (CSR ed Economia Circolare). Nello stesso periodo si è tuttavia affermata anche quella finanza speculativa capace di devastare la cultura delle Imprese con un approccio efficientistico orientato alla crescita del valore dell’Impresa a discapito di una responsabile gestione orientata allo sviluppo e alla soddisfazione dei reali bisogni delle persone. Sono stati anche gli anni che hanno portato alla progressiva comparsa di una depressione sociale caratterizzata dal divario crescente tra ricchi e poveri, tra paesi emancipati e quelli in via di sviluppo, tra chi crede alla tenuta della democrazia e chi non va neanche più a votare, tra chi continua a vivere come parte di una comunità e chi si arrocca nell’individualismo del “mors tua, vita mea”.

Non stiamo solo assistendo ad una crisi sanitaria mondiale, siamo nel bel mezzo di una crisi di sistema complessivo in cui si stanno creando le basi per una svolta temporale generalizzata – Global Shift – che cambierà la modalità di esistenza della nostra specie: i comportamenti di consumo, gli ordini economici, le espressioni dei governi e i costumi sociali.

Noi stessi di Planet Life Economy Foundation, partendo da una concreta esperienza gestionale/strategica sui cicli economici e sullo “sbandamento” e perdita di senso delle Imprese, avevamo fin dall’inizio previsto (siamo attivi dal 2003) e divulgato nei nostri seminari interni questo cambiamento e avevamo immaginato il momento della trasformazione del ciclo economico proprio attorno al 2020.

Dal nostro punto di vista, la crisi che stiamo vivendo può quindi avere il benefico effetto, non solo di far finalmente comprendere ai decisori l’entità delle minacce sopra descritte, ma anche di offrire l’opportunità di affrontare tali minacce con i giusti strumenti che l’evoluzione culturale dell’immediato futuro richiede. Se non ci prepariamo ora al cambiamento, quando?

In questo periodo abbiamo avviato uno scambio continuativo ed informale con tutti gli aderenti alla nostra associazione in relazione a come affrontare l’emergenza, dal quale sono emersi temi considerati prioritari nello spirito della FASE 2, che abbiamo ritenuto utile – forti anche della nostra reputazione sui temi a noi collegati – mettere a disposizione della task force governativa impegnata a gestire le fasi di uscita dalla crisi sanitaria.

Dal nostro punto vista di associazione impegnata dal 2003 a far crescere nei soggetti economici, nelle istituzioni e nella società civile la consapevolezza dell’importanza del rispetto dei vincoli di Sostenibilità (ambientale, sociale ed economica), tutto ciò che attiene alla fase 2 e alla successiva fase 3 deve essere coerente con la volontà di integrare il programma di ripartenza con l’attività di conversione del sistema paese verso la sostenibilità.

Questo per noi significa che nella comunicazione di obiettivi e risultati diventa necessario affiancare sistematicamente e congiuntamente oltre agli indicatori del PIL anche quelli del BES (Benessere equo e sostenibile) in grado di misurare la qualità della vita; significa adottare soluzioni che siano coerenti ai posizionamenti dei nostri territori(intesi come aree pedo-geo-climaticamente e culturalmente omogenee); significa dare priorità ad una riallocazione delle risorse, sia fiscali che di spesa (ad es. da sussidi dannosi all’ambiente a quelli favorevoli), orientata a contrastare il cambiamento climatico e le diseguaglianze come i due principali problemi ambientali e sociali; significa fare ricorso a sottoscrizioni di prestiti popolari, di ripartenza e conversione, a livello nazionale ed europeo; significa adottare criteri meritocratici orientati alla Sostenibilità nei territori e nei settori, per l’assegnazione di interventi di sviluppo pubblico a responsabilità specifiche di tipo commissariale, per una rendicontazione di efficacia ed efficienza (non burocratica) in termini di qualità, valore, occupazione e sicurezza; significa valorizzare il nostro sistema di PMI di territorio con sistemi di eccellenza locale, che ci hanno fatto conoscere nel mondo.

Per poter inseguire efficacemente tali obiettivi sarebbe a nostro avviso prioritario istituire a livello territoriale Centri Permanenti di osservazione, informazione, formazione, consulenza e finanziamento, anche straordinario. Questi enti, sottoponibili ad una vigilanza sulla trasparenza, dovrebbero essere introdotti testandoli per ciascuna area, progressivamente autorizzata alla “ripartenza” e costituirebbero un nuovo soggetto di imprenditoria pubblico/privata con competenze derivabili da strutture centrali come ISTAT, CNR, ENEA, ISPRA, ICOM, ISS, CDP, in grado di attivare il cambiamento, affiancando imprese ed enti del territorio (A.L., Scuole, CCIA, etc.), così da affrontare le vulnerabilità e sfruttare le potenzialità grazie a conoscenze, buone pratiche, normative e finanza, messe a disposizione dai livelli territoriali superiori (Regioni, Governo italiano e Strutture europee).

La nostra convinzione è che un approccio alla fase 2 così configurato possa consentire di vedere la fase successiva (3), come quella della reale trasformazione, in cui definire il nuovo contesto di cambiamento globale: la visione del sistema paese, delle sue comunità locali, delle sue aggregazioni internazionali, con la ridefinizione di valori e principi regolatori per la società civile e il sistema delle imprese.


Planet Life Economy Foundation

Più letti

Le regionali e quell’onda verde che da sola non basta

I dati delle ultime elezioni regionali esprimono a mio giudizio un significativo paradosso. Le liste che a vario titolo...

Lega amica del cemento

La Regione Lombardia spostato 30 milioni dalle risorse pubbliche ai fondi immobiliari: oneri in gran parte utilizzati dall'amministrazione comunale per investimenti nei...

Decreti sicurezza, Mes e Recovery Plan. Avanti senza indugi

Archiviate le elezioni che, inevitabilmente, hanno sospeso i tempi della politica in una lunga attesa, è tempo di rimettersi in cammino. Non...

Non negatemi l’entusiasmo della politica

In questi giorni sui miei profili social ho esposto alcuni ritagli di giornale che si focalizzavano sul mio aspetto esteriore nonostante io...

Articoli correlati

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

“Il futuro dell’arte, della cultura, della società e della mia Toscana”. A colloquio con David Riondino

Le donne e gli uomini di cultura sono coloro che, forse più di altri, sono in grado di percepire lo stato di...

“Il deserto sociale dei nostri ragazzi si combatte con la cultura”. Parla il Pojana, Andrea Pennacchi

"Stasera porto Pojana alla Festa dell'unità". Così scriveva su Twitter, mentre viaggiava da Trento a Modena in questa sua "estate molto movimentata"...

“Canto i grandi per contrastare il populismo dilagante”. Intervista a Neri Marcorè

Cantante, imitatore, attore: abbiamo imparato a conoscere Neri Marcorè ed apprezzare la sua capacità di trasformista negli anni. E ora, dopo il...

Quella foto è già storia. L’Nba cambia il rapporto tra politica e sport

"Non devi mai avere paura di quello che fai se sai di essere nel giusto". Forse hanno pensato a questa potentissima frase...

“Scrivo come il reporter di me stesso”. A colloquio con Andrea Pomella

“Mi sento l’inviato di me stesso nel mondo che vivo, ed è questo che voglio raccontare”. È suggestiva l’immagine che ci consegna...