lunedì 6 Luglio 2020

Una manovra senza precedenti, la strada per un’Italia più giusta e semplice è tracciata
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È arrivato il via libera da parte del Consiglio dei Ministri al decreto “Rilancio Italia”.  Si tratta della manovra economica più importante della storia repubblicana: 25 miliardi a marzo con il Cura Italia e 55 a maggio, per fronteggiare la più difficile e dura crisi economica dal dopoguerra generata dall’emergenza del Coronavirus. A differenza delle altre manovre, che erano riduzioni di spesa, questa volta si tratta di una manovra “espansiva” nel vero senso della parola, perché sono risorse aggiuntive che il Governo mette in campo per aiutare tutti i settori dell’economia, nessuno escluso.

Il tratto della manovra va nella direzione giusta e da noi auspicata: sostenere famiglie e imprese perché nessuno sia lasciato indietro e solo di fronte alla crisi.

Le scelte compiute dal Governo con il decreto “Rilancio Italia” tengono conto della complessità e della profondità con la quale la crisi ha colpito l’intera produzione e l’economia italiana: l’ulteriore proroga della Cassa integrazione e la semplificazione e accelerazione delle procedure, l’abolizione della rata Irap di giugno per tutte le imprese fino a 250 milioni senza il vincolo sulla perdita di fatturato, un doppio livello di aiuti di Stato per le imprese più grandi e aiuti a fondo perduto per le piccole imprese.

Da sottolineare il “bonus vacanze” da 500 euro per aiutare le imprese turistiche, bollette più leggere per tre mesi per le piccole e medie imprese, misure per gli affitti, risorse importanti per sostenere imprese e operatori della cultura.E poi misure di grande importanza economica e civile: la regolarizzazione dei lavoratori domestici e dei braccianti agricoli per combattere il lavoro nero e contrastare caporalato e mafie.

Ed ancora: incentivi per la mobilità sostenibile, ecobonus e sismabonus al 110% per i lavori di riqualificazione energetica e antisismica per rilanciare l’attività edilizia, proroga dei congedi parentali fino a 30 giorni e estensione del bonus baby sitter , misure per il Terzo settore, sostegno alla ripresa delle attività scolastiche e ai bisogni educativi dei bambini e delle bambine. Un lavoro enorme, anche di mediazione e concertazione, per cercare di dare risposte concrete alle ansie degli italiani.

Inoltre, dopo i 600 euro di aprile ecco i 1000 euro per i liberi professionisti titolari di partita Iva che hanno perso almeno il 33% del reddito. Di grande importanza è anche la scelta del Reddito di Emergenza (Rem) che permetterà di tutelare un milione di nuclei familiari in difficoltà e fino ad oggi esclusi dagli attuali sussidi, e nelle nostre intenzioni, di avviare un ripensamento ed una riforma del reddito di cittadinanza. Scatterà invece il 16 settembre e non il 20 maggio il versamento dell’Iva e viene cancellato l’acconto Imu di giugno per gli alberghi e gli stabilimenti balneari. Una manovra anticrisi senza precedenti che mette in moto anche un meccanismo sblocca-pagamenti da 12 miliardi per la liquidazione a favore delle imprese dei debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2019 da parte di enti territoriali e Asl. Viene sostenuta e ristorata in gran parte la rete dei comuni e degli enti locali dalle perdite ingenti dovute ai mancati incassi, anche se ancora un lavoro andrà fatto in tal senso.

E poi ci sono ancora risorse per oltre tre miliardi per la sanità pubblica e per un miliardo per la ricerca e l’università, con l’assunzione di 2000 giovani ricercatori.

Sarebbe impossibile elencare tutto. E’ un decreto di oltre 250 articoli e oltre 400 pagine. Non poteva essere diversamente perché la portata della sfida è enorme; nonostante la corposità questo provvedimento tiene conto di una esigenza fondamentale, più volte sottolineata dal Partito democratico: avviare un vero processo di semplificazione, velocizzazione e sburocratizzazione amministrativa. Una grande lavoro. L’inizio di un percorso che dovrà proseguire in modo serrato e senza tentennamenti, con all’orizzonte quattro grandi pilastri: una riforma dello Stato, un’Italia semplice, una nuova economia, un nuovo welfare. 

Abbiamo, infatti, necessità di una nuova e più salda architettura, che ridefinisca gli equilibri tra lo stato centrale, le regioni, i comuni, le città metropolitane e le Province. Un Paese moderno e che vuole crescere ha bisogno di un assetto equilibrato e di ricostruire e rafforzare la solidarietà e sussidiarietà istituzionale.

Anche in questi giorni sentiamo spesso il peso della burocrazia e necessitiamo di costruire un Passe più giusto e semplice, che tenga insieme velocità delle risposte e legalità. Le misure varate sono importanti, ma altrettanto importante è che le risorse arrivino agli imprenditori e ai lavoratori rapidissimamente. 

Dovremo dare continuità ad una politica economica espansiva e ad un’economia giusta, capace di coniugare solidarietà sociale e competizione, che non contrapponga il sostegno agli investimenti e all’innovazione industriale e produttiva con il sostegno anche ai consumi. Il decreto indica una strada precisa: utilizzare nel modo giusto la leva della spesa pubblica in settori decisivi come la sanità, la scuola, la ricerca, l’innovazione digitale e verde.

Infine bisogna evitare la frammentazione del lavoro e contrastare il precariato, impedire lo scivolamento verso la povertà di milioni di uomini e donne, rafforzando la protezione sociale e puntando ad universalizzare il diritto al lavoro e al reddito.

Ci sarà molto da fare ancora e serviranno le risorse e l’impegno solidale e corale dell’Unione Europea: dalle risorse del Mes per la spesa sanitaria diretta e indiretta alla necessità di un grande Recovery found.

Per un’Italia semplice, giusta e competitiva occorre una politica illuminata, accorta, aperta ai cambiamenti e alle sfide nuove e difficili di questo tempo. Dobbiamo essere realisti. E nutrire il nostro realismo di una sana utopia, della quale dobbiamo cibarci per avere la forza e il coraggio di immaginare e provare a costruire un mondo migliore.


Chiara Braga è deputata, responsabile Ambiente e coordinamento Ufficio per il programma nella segreteria nazionale del Partito Democratico.

Nicola Oddati è responsabile Cultura e Coordinamento dell’iniziativa politica nella segreteria nazionale del Partito Democratico.

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