giovedì 9 Luglio 2020

Semplificazioni e investimenti, ora giochiamo bene il secondo tempo
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Attraverso un perfetto gioco di squadra, il Partito Democratico, insieme al governo e a suoi parlamentari, è riuscito, nell’ambito del settore del trasporto e delle infrastrutture, a determinare gli interventi, privilegiando una visione d’insieme, sulle difficoltà derivate dall’emergenza Covid.

Infatti sono stati messi in campo una serie di interventi finanziari che coinvolgono tutte le modalità del trasporto, con particolare riferimento alle aree più strategiche, per mantenere l’operatività dei porti, del trasporto aereo e del trasporto pubblico. Allo stesso tempo si è puntato con decisione a favorire le infrastrutture e servizi ecosostenibili sia in ambito urbano (soft mobilità) sia sulle lunghe tratte di trasporto merci e persone. Questi provvedimenti hanno assicurato non solo i servizi per i nostri utenti, ma hanno soprattutto messo in sicurezza migliaia di posti di lavoro nel settore della mobilità pubblica e privata.

Ora però dobbiamo giocare bene il secondo tempo, portando a termine tutto il lavoro svolto in queste settimane sia sugli investimenti che sulle semplificazioni.

Il nostro orientamento, per determinare la velocizzazione della realizzazione delle opere pubbliche, sarà quello di migliorare significativamente l’efficienza e l’efficacia degli strumenti in essere, piuttosto che per mezzo di un allentamento eccessivo delle regole. Non vanno infatti dispersi i successi raggiunti nel campo della salvaguardia della salute dei lavoratori, dell’ambiente e della legalità delle operazioni.

Serve una pianificazione e una gestione integrata degli interventi di sostegno a livello nazionale e regionale per favorire il rilancio imprenditoriale. Servono soluzioni innovative che permettano l’osmosi di capitali e competenze tra diverse aree produttive. Se vi sono settori in crisi quella forza lavoro può magari essere convertita rapidamente in altri settori in crescita.

Nella nostra visione politica i due livelli possibili di intervento – ossia l’emergenza e la ripartenza che riguardando materie e complessità differenti – devono necessariamente avere più di un punto comune e sicuramente una finalità principale unica: far ripartire il paese dotandolo di strumenti e orizzonti di sviluppo nuovi, in grado di ridare all’Italia un ruolo significativo nel sistema economico mondiale.

Questo implica che sia gli interventi legati all’emergenza sia quelli per la ripartenza, devono essere pensati in funzione del ritorno ad una normalità migliore con la semplificazione dei procedimenti amministrativi, la gestione delle opere pubbliche che ne diminuisca i tempi di realizzazione, l’accompagnamento dei piccoli e medi produttori alla conversione e sviluppo innovativo sia in senso tecnologico che di sostenibilità ambientale, un sistema infrastrutturale e di mobilità sempre più sicuro ed efficiente.


Marco Simiani è responsabile Infrastrutture nella segreteria nazionale del Partito Democratico

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2 COMMENTI

  1. Gentile dottor Simiani,
    credo che l’infrastrutturazione trasportistica di questo Paese non sia più rinviabile.
    Ci sono intere aree dell’Italia completamente abbandonate a se stesse. Aree che potrebbero rinascere se davvero si decidesse di cambiare l’idea stessa di spostamento/lavoro/urbanistica.
    Il fenomeno dello sprawl urbano sta fortemente condizionando la mobilità. I sistemi di trasporto e l’urbanistica devono crescere di pari passo in maniera sostenibile e a basso impatto.
    Bisogna puntare a far si che le grandi città non si ingolfino tutti i giorni con migliaia di automobili in entrata e in uscita.
    C’è bisogno di una rete di adduzione e distribuzione capillare. Penso a una città come Roma che ha solo 2 linee metropolitane e mezzo. Inaccettabile. Se non ci sono società in grado di costruire nuove linee metropolitane, che si affidino la progettazione e i lavori a chi ha capacità di spesa, risorse e competenze (penso a FS).
    Immaginiamo un diverso sistema dei trasporti, per davvero.

  2. Anche io concordo sull’importanza delle infrastrutture su ferro e su strada: occorre adeguare sia le autostrade, ma soprattutto le ferrovie. Sarebbe auspicabile in un futuro, spero prossimo, che le merci possano e viaggiare di nuovo su treno per le lunghe percorrenze in modo da diminuire la necesità di ampliare strade ed autostrade. la tariffazione dovrebbe prevedere un risparmio rispetto al gasolio e quindi il bonus gasolio andrebbe sostituito con un bonus treno-merci. Ovviamente le ferrovie dovrebbero attrezzarsi per rendere l’imbarco e lo sbarco degli autotreni rapido ed il viaggio fatto prevalentemente nelle ore notturne. L’obiettivo potrebbe essere quello di percorrere 1200 chilometri in 12 ore.
    Infine è ovvio che occorre migliorare la gestione ANAS che non è brillata ultimamente. MA questo argomento rientra sulla responsabilità dei funzionari pubblici nelle gare di appalto per cui le procedure adottate, con la scusa della loro enorme complessità, sono spesso applicate nella forma più complessa anche quando si potrebbe usare quella più semplice.

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