giovedì 13 Agosto 2020

Un mondo libero da pesticidi è possibile, a partire dalle città e dal turismo green
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La rete europea delle Città Libere dai Pesticidi nasce nel 2017 per iniziativa della ONG – con sede a Bruxelles – PAN Europe (Pesticide Action Network), con l’obiettivo di riunire in un network europeo comuni piccoli e grandi che hanno deciso di intraprendere un percorso di sostenibilità a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Nello specifico, le Città Libere dai Pesticidi sono comuni che hanno vietato l’uso di pesticidi chimici, come il glifosato, nella gestione delle aree verdi, quali parchi, aiuole, cimiteri, campi sportivi. Numerosi studi hanno ormai dimostrato i rischi per la salute causati dall’esposizione ai pesticidi chimici, soprattutto a carico dell’apparato endocrino e in special modo per quanto riguarda la parte più vulnerabile della popolazione, come i bambini e i nascituri.

L’attuale pandemia a causa del COVID 19 ha posto in luce in maniera drammatica la fragilità degli equilibri ambientali del pianeta e ha riacceso il dibattito sulla necessità di intraprendere misure concrete e immediate per preservare la biodiversità e rispettare gli habitat naturali delle varie specie.

Questo complesso momento, pertanto, può diventare un’importante opportunità per rivedere i nostri comportamenti quotidiani e le nostre scelte di vita in un’ottica di sostenibilità.

Dice Henriette Christensen, policy advisor di PAN Europe. “Abbiamo lanciato il progetto partendo dall’Italia, accettando una vera e propria sfida. Nel giro di poche settimane avevamo già decine di adesioni alla rete, a testimonianza del fatto che molti comuni, dal Nord al Sud, sentono fortemente l’esigenza di proteggere la salute dei propri cittadini nel rispetto dell’ambiente. Questi comuni sono la dimostrazione concreta che fare a meno dei pesticidi chimici nella gestione delle aree verdi è possibile e i metodi alternativi sono tanti: diserbo manuale, pirodiserbo, approccio integrato con l’utilizzo di piante o insetti dissuasori. E’ solo una questione di volontà, impegno e conoscenza”.

La nuova proposta delle Città Libere dai Pesticidi è ora quella di ripensare alle nostre scelte anche per quanto riguarda i viaggi. Sono tante le destinazioni che offrono bellezza, arte e cultura in una cornice green, che si configura nell’utilizzo di alternative sostenibili ai pesticidi chimici e in produzioni enogastronomiche biologiche. Occhiobello, Varese, Belluno, Teano, Limatola, Sorradile, Roseto Capo Spulico, Melpignano, Fallo, Rescaldina, Baselice sono solo alcuni dei circa cinquanta comuni che offrono una vacanza fatta di accoglienza autentica, piste pedonali e ciclabili, prodotti biologici a chilometro zero, riserve naturali e, soprattutto, la garanzia di un ambiente che non utilizza pesticidi. Fuori dai confini nazionali, anche Tallin, Lisbona e Zagabria hanno aderito alla rete.

La partnership delle Città Libere dai Pesticidi con Borghi Autentici d’Italia conferisce nuova linfa vitale al progetto e si pone in linea con la rilevanza che da sempre, per l’associazione, hanno le pratiche di sostenibilità ambientale e l’attenzione alla qualità della vita degli abitanti, come afferma Rosanna Mazzia, la Presidente di Borghi Autentici.

I prossimi obiettivi delle Città Libere dai pesticidi?

Allargare la rete a livello internazionale, continuare a portare le proprie istanze sui tavoli europei, diffondere buone pratiche di sostenibilità, trasmettere un messaggio di cambiamento possibile, concreto e responsabile.


Michela Bilotta è coordinatrice per l’Italia dell’associazione Città Libere dai pesticidi

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1 COMMENTO

  1. Ci sono pesticidi utili, pesticidi necessari, pesticidi sostenibili. Come le medicine che sempre hanno controindicazioni. Ma guai senza. Per favore : No con i talebani !

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