giovedì 3 Dicembre 2020

Valorizzare le nostre comunità all’estero come parte essenziale del destino dell’Italia
V

In questi difficili settimane, la crisi sanitaria ed economico-sociale ha colpito – con intensità diverse – l’insieme del nostro Pianeta. Tutte le comunità italiane stanno soffrendo le conseguenze di una pandemia destinata a cambiare – in modi ancora difficilmente prevedibili – il volto del mondo sinora conosciuto.

Il Pd è l’unico partito italiano (e tra i pochi nel mondo) ad avere da sempre sviluppato una rete composta dai propri circoli (oltre 120 con più di 5.000 iscritti), dai rapporti e la partecipazione nell’associazionismo e nelle rappresentanze, dalla radicata presenza nella vita delle comunità italiane. In questo periodo la rete dei nostri circoli ha prodotto una intensa attività di solidarietà (sottoscrizioni per ospedali italiani, aiuto ai nostri concittadini in difficoltà, ecc) ed anche di informazione, di confronto, di dibattito politico e culturale. Più in generale vi è stata, in questi mesi, una mobilitazione di tante parti delle nostre comunità nel mondo per aiutare l’Italia e gli italiani.

Si è posta, nel contempo, la necessità di dare, da un lato, sostegno ai nostri connazionali in difficoltà e, dall’altro di far fare un salto di qualità all’investimento sui residenti all’estero per favorire il rilancio del nostro Paese. Con il Decreto “Cura Italia”, grazie all’iniziativa parlamentare di Pd e maggioranza, si sono già stanziati 5 milioni di euro aggiuntivi per l’assistenza e l’emergenza.

Ora il “Pd Mondo” sta lavorando con Governo e Gruppi parlamentari affinché, anche nel Decreto per il rilancio, vi siano alcune misure strategiche. Innanzitutto il sostegno a chi è costretto a rientrare in Italia, avendo perso il lavoro all’estero. Oltre agli strumenti già esistenti stiamo proponendo che non vi siano ostacoli (come invece è stato per il reddito di cittadinanza) all’accesso al “reddito di emergenza” per i rimpatriati che rientrino nei criteri già definiti per i residenti in Italia. Poi, il rafforzamento delle risorse per l’aiuto agli indigenti o a coloro che si sono ritrovati senza assistenza sanitaria, il sostegno alla straordinaria rete degli enti di istruzione italiani, la possibilità di favorire l’investimento dall’estero, estendendo anche agli italiani non residenti, i benefici fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

Insomma, gli oltre sei milioni ci cittadini italiani che vivono, lavorano, studiano all’estero – ed altri milioni di discendenti di italiani – rappresentano non solo una straordinaria realtà di intelligenze ed esperienze ma sono anche una risorsa politica, culturale ed economica che deve essere pienamente valorizzata come parte essenziale del nostro Sistema Paese. La tutela dei cittadini delle comunità all’estero, la loro promozione e la qualità dei servizi e dei diritti di cittadinanza loro offerti e garantiti devono essere i tre pilastri di una rinnovata proposta politica per gli Italiani nel mondo.

In molti casi la piena integrazione nei Paesi di residenza, obiettivo per cui occorre continuare ad impegnarsi, si accompagna all’espressione della volontà di essere parte attiva della società italiana e della costruzione del suo futuro. Ciò riguarda anche quelle migliaia di giovani che, in forme anche diverse dal passato, hanno rappresentato una parte rilevante dei flussi migratori degli ultimi anni.

In questo quadro la riforma e il rafforzamento degli strumenti di partecipazione e di rappresentanza – sia la rete dei Comites che la fitta rete di associazioni ed enti di promozione -, lo sviluppo della promozione della lingua e della cultura italiane, la modernizzazione degli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese, la valorizzazione degli operatori del mondo delle professioni, della ricerca e dell’innovazione, possono essere parte importante di quella visione strategica internazionale di cui l’Italia ha sempre più urgente bisogno.


Luciano Vecchi è responsabile del dipartimento “Italiani nel Mondo” del Partito Democratico

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