giovedì 24 Settembre 2020

“O si condivide un destino comune o non ci si salva”. Conversazione con Enrico Letta
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“La parola chiave è destino comune. E’ quello che è mancato nel passato. Ognuno ha cercato la salvezza per conto suo. Poi la pandemia ci ha fatto capire che qualsiasi sia la nostra provenienza – geografica, di istruzione, di ceto sociale  o professione – o si condivide un destino comune o non ci si salva. Quando dico che la politica deve alzare lo sguardo,  intendo questo: c’è bisogno di una grande battaglia politico-culturale per definire questo destino comune e condividerlo nella quotidianità”. L’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, professore alla Sciences Po di Parigi, è il protagonista di “Dialoghi sul cambiamento” di ‘Immagina’.  Lo spazio, dal titolo “Per un’Europa delle persone”, è stato l’occasione per fare un’analisi della situazione nazionale e internazionale.

Per Letta l’Europa è a un bivio, sta per vivere un vero e proprio rituale di passaggio che la porterà a trasformarsi nella vera Europa sociale che tutti attendono, anche grazie al Recovery plan. “Usare parole enfatiche in un momento di sofferenza non serve – ci racconta – ma oggi davvero due fatti politicamente fondamentali hanno scatenato conseguenze positive. Sto parlando innanzitutto dell’uscita dalla Ue della Gran Bretagna che ha sempre messo un grosso veto sulla crescita dell’Europa sociale ed economica e si è sempre concentrata sull’Europa finanziaria. Secondo cambiamento geopolitico è stato lo spostamento della posizione della Germania che, da ‘Signor no’ che ebbe 10 anni fa durante la crisi finanziaria, ora vede assumere dalla Merkel una posizione europeista”.

Letta difende a spada tratta il Mes rinnegando quella che definisce la retorica sul meccanismo europeo di stabilità, spesso considerato erroneamente il responsabile delle politiche di austerità: “Con i fondi del Mes si potrebbe ad esempio finanziare un piano per costruire un laboratorio di telemedicina diagnostica per mille comuni italiani montani e rurali, lontani almeno un’ora dal più vicino ospedale. Sarebbe un modo per abbassare la pressione sugli ospedali e dare un servizio alla popolazione anziana che in quei luoghi vive. La protezione dei più deboli è fondamentale”.

Ma non è solo l’Europa a trovarsi ad un bivio fondamentale: “Nei prossimi 12 mesi l’Italia riceverà tanti di quei finanziamenti come mai è successo nella storia recente e dobbiamo essere in grado di usarli e spenderli bene, perché ci giochiamo molto. Non solo la credibilità, ma il futuro. Quella che abbiamo è l’ultima grande occasione per salvare il Paese:  171 miliardi di euro sono circa dieci leggi di stabilità, tutte in un colpo. E’ qualcosa di eccezionale che fa tremare le vene nei polsi. Se non avremmo le giuste idee e la giusta capacità di metterle in campo la frustrazione si tramuterà in rivolta sociale e la reazione dei partner europei sarà quella di definirci  ‘sempre come i soliti’. Insomma non possiamo permetterci di sbagliare”.

Letta conclude mandando una cartolina virtuale agli italiani per ringraziarli del loro comportamento ineccepibile e per dare un messaggio chiaro anche alle forze populiste che lavorano in chiave antieuropeista: “Dobbiamo rialzarci, guardare lungo, e sapere che l’altro è il mio alleato e se l’altro sta bene, sto bene anche io. Non sarà il ‘me ne frego’ che ci aiuterà ad uscire dalla crisi. Condividiamo un destino comune  e questo ci farà scrivere la più bella pagina della nostra storia”.

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4 COMMENTI

  1. Caro Presidente,
    ho particolarmente apprezzato il suo esempio concreto di quello che si potrebbe fare con i fondi del MES. È proprio vero che il senso di solitudine e di abbandono, che spesso si avverte nei Borghi, potrebbe essere colmato con la digitalizzazione e, in particolare, un centro di telediagnostica a distanza potrebbe alleviare le esigenze di una popolazione sempre più anziana.
    Concludo dichiarandomi d’accordo sulla sua analisi della situazione in Europa e delle sue prospettive.

  2. Presidente,
    l’uscita del Regno unito dall’Unione europea è sicuramente un fatto politico ed economico rilevante. Se è vero che la Gran Bretagna ha avuto, rispetto ad una maggiore integrazione europea, sempre un atteggiamento scettico se non contrario, ritenere che la presenza della stessa nella UE sia stato l’ostacolo principale allo sviluppo di una Europa sociale ed economica, con tutto il rispetto, appare una semplificazione, forse anche un po’ consolatoria. La supremazia della finanza sull’economia è stato il tratto caratteristico del pensiero neo-liberista a partire dagli anni ’80 del 900. Questa linea di pensiero è stata adottata da tutti gli stati europei, indipendentemente dall’orientamento politico dei i partiti che li guidavano. Tale concezione si è fatta strada anche nei partiti laburisti e socialdemocratici, snaturandoli e depotenziandone l’azione. La globalizzazione ha fatto il resto. I movimenti sovranisti non sono arrivati da soli, non sono arrivati per la mancanza di un senso di destino comune, ma sono il frutto delle politiche neo-liberiste e del mercato globale lasciato senza regole. Il destino comune che hanno avvertito le popolazioni europee è stato quello dell’abbandono, della solitudine e dell’aumento delle disuguaglianze. In questa situazione la reazione più facile è stata quella di individuare il responsabile nel diverso da se, che sia un cittadino extracomunitario, un altro stato, un cittadino di un’altra nazione europea, rinfocolando in Europa stereotipi e atteggiamenti che ritenevamo superati.
    Io credo che se si vuole proseguire nella costruzione dell’Europa, non indietreggiare sul piano della civiltà, non mettendo in discussione la pacifica convivenza, è necessario mettere da parte, da europeisti e non, i luoghi comuni che hanno accompagnato e accompagnano qualsiasi discorso sull’Europa e riconoscendo anche quelli che sono stati i suoi fallimenti.
    L’Europa non è una nazione e difficilmente lo sarà mai, è stato un innovativo percorso di coabitazione di nazioni di cui si devono riconoscere le differenze ma che deve avere come presupposto l’uguaglianza e la pari dignità. Altrimenti diventa un’altra cosa, ho norme comuni in tanti aspetti della vita civile ed economica, riconosco le differenze tra gli stati ma i rapporti diventano gerarchici ed egemonici: stati ricchi contro stati meno ricchi, nord Europa contro sud, ecc.

  3. C’è poco da commentare. L’anali fatta da Enrico è giusta e di grande prospettiva. Ora c’è bisogno che il governo si metta al lavoro ; ed in modo particolare il P.D.: non si può stare fermi occorre lavorare perchè le cose vengano fatte . Basta con le parole .Occorrono fatti.

  4. Mentre da noi le proposte sembrano sempre le stesse, nel resto del mondo se ne cercano di nuove.

    – Corea del Sud – I pesi massimi della politica discutono del reddito di base:
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/673096260201522/

    – Colombia – Reddito di Base Universale?
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/671010533743428/

    – Argentina – Reddito di Base Universale, un’alternativa progressista e praticabile per ridurre le disuguaglianze
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/669072140603934/

    – Regno Unito – La Finlandia ha dimostrato perché una risposta alla pandemia dovrebbe includere un reddito di base
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/661075128070302/

    – Australia – È tempo di un Reddito di Base Universale?
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/658850111626137/

    – USA – Il Reddito di Base Universale riceve sempre più attenzione sulla scia della crisi COVID-19
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/661464398031375/

    – Canada – Vescovo: il Reddito di base è “ciò che è giusto fare per le persone”
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/657780715066410/

    – Svizzera – Reddito Universale – “Per diligenza e obbedienza, ci sono delle macchine”
    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/656230811888067/

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