martedì 7 Luglio 2020

Dobbiamo invertire il paradigma del traffico
D

Per lanciare un vero trasporto sostenibile e rivoluzionare le grandi città, il bonus per mezzi elettrici non basta. E’ importante, ma per far sì che venga usato da una buona parte della popolazione, qualsiasi mezzo sostenibile necessita di vie sicure e libere da traffico automobilistico.

Perché già è molto rischioso viaggiare in auto (per questo prima molte famiglie sceglievano i suv pure in città) ma in bici è veramente pericoloso se non ci sono ciclabili separate.

Il problema adesso è la continuità delle ciclabili perché molte piste si interrompono e necessitano di attraversamenti stradali pericolosi. Penso che la soluzione immediata sia nell’urbanismo tattico e nel creare fasce temporali in cui alcuni percorsi che possano essere di lavoro (dal lunedì al venerdì tra le 7 e le 8 e pomeriggio 5/6) e per svago (il sabato e domenica) siano inibiti al traffico veicolare ed a uso delle bici.

Questo è possibile e non aggraverebbe il traffico perché toglierebbe molto traffico di automobilisti singoli che si sposterebbero in bici e simili.

Qui un esempio di proposta per svago (sabato e domenica) ma che poi chiudendo nelle fasce indicate le aree dove passa la ciclabile tra Torrino ed Eur potrebbe diventare pure lavorativa. Favorire il trasporto sostenibile intraquartiere e negli spostamenti medi di città è possibile.

Dobbiamo invertire il paradigma del traffico, da creare maggiori spazi per le auto a ridurli a favore di mezzi elettrici e ciclabili creando piste sicure e prive di traffico automobilistico per spostamenti di lavoro e scuola (licei in particolare).

Molti spostamenti (stimati in 60%) quotidiani sono per tratti tra 3 e 12 km e percorribili se in condizioni di piste sicure pure in bici.

Una altra importante iniziativa, a Roma, potrebbe essere sperimentata chiudendo il sabato e la domenica la laterale della Colombo per arrivare al mare.

Spero di essere stato utile e d’ispirazione.

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