mercoledì 21 Ottobre 2020

Continueremo a cercare la verità su Giulio Regeni, con rigore e fiducia
C

Teniamoci stretto Giulio Regeni. Non nella memoria sofferente per una giovane vittima dei servizi di uno Stato reticente, neppure soltanto per il rispetto dovuto a una famiglia che combatte per la verità, tantomeno per farne un’astratta icona di battaglie ideali buona per ogni stagione. Dobbiamo averlo come bussola dei diritti della persona, della sua inviolabilità e della tutela che la nostra Repubblica deve garantire ai suoi cittadini, in vita e in morte. Regeni, ucciso in Egitto, è prima di tutto un “caso” italiano, un faro acceso sulla coscienza civile delle Istituzioni.

Per questo il Pd non smetterà mai di chiedere che sia fatta piena luce sulle circostanze di una morte inaccettabile, e va riconosciuto al segretario Zingaretti di avere spinto il Governo a riaprire il caso Regeni. Abbiamo chiesto al premier Conte di continuare con maggior determinazione a premere sull’Egitto, per avere una posizione trasparente da quel Governo, e abbiamo chiesto un’iniziativa forte del ministro degli Esteri, affinché i rapporti tra i due Stati siano improntati a ottenere dal Cairo un atteggiamento pienamente collaborativo nelle indagini. Un passo concreto è alla portata: ci sono cinque ufficiali egiziani indagati, per i quali si deve finalmente aprire un processo.

La costituzione della Commissione Regeni e i suoi lavori che si tengono con regolarità sono più di un segnale, sono una precisa dichiarazione delle Istituzioni italiane: questo caso è una ferita tuttora aperta per il Paese, che non deve essere archiviata né sbiadire nelle nebbie del tempo.

Non può esserci fregata, giacimento di gas o Realpolitik di seconda categoria che possa farci deviare dalla ricerca di verità e giustizia. Chiarito ciò, dobbiamo avere, come Paese, la consapevolezza che rompere i rapporti con l’Egitto non aiuterebbe a fare un passo avanti alle nostre richieste, spostando lontano dall’Italia il quadro delle interlocuzioni e quindi togliendoci la capacità di fare le pressioni necessarie a raggiungere l’obiettivo.

Un’altra considerazione va fatta, in tempi segnati dalle continue e spesso vuote scaramucce della politica. Noi vogliamo credere che fare luce sulla morte di Giulio Regeni sia considerato da tutti un impegno nazionale, uno dei capitoli fermi in agenda nella nostra politica interna ed estera. Il Pd si è sempre avvicinato con estrema delicatezza a questa tragedia, per gli aspetti umani che devono essere protetti e per la necessità che l’Italia presenti il solo volto delle Istituzioni. Continueremo così, con rigore e fiducia.


Debora Serracchiani è una deputata del Partito Democratico, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni

Più letti

Da Papa Francesco parole rivoluzionarie, scalderanno il cuore di molti omosessuali credenti

In un documentario proiettato alla Festa del Cinema di Roma, sono contenute dichiarazioni rivoluzionarie di Papa Francesco sulla necessità di riconoscere le...

La lunga mano di Salvini in Lombardia congela anche il coprifuoco

Se voleste avere un piccolo assaggio di quello che sarebbe successo se a gestire la pandemia fosse stato Matteo Salvini, basta guardare...

Supereremo la seconda ondata con la cultura della responsabilità

Quello che abbiamo temuto sta avvenendo: una seconda ondata pandemica con crescita esponenziale dei contagi. Su cosa significhi “esponenziale” e su quanto...

Manovra espansiva da 39 miliardi: l’Italia torna protagonista

La manovra finanziaria per il 2021 vale 39 miliardi. È una manovra espansiva, che si aggiunge a quelle varate nei mesi scorsi,...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Attacchi hacker in politica, una guerra sotterranea fatta di bot e intelligenze artificiali

Il primo attacco hacker di stampo politico della storia si verificò in Estonia nel 2007. La mela della discordia fu il Soldato...

La conferenza stampa di Conte e quell’orologio che non segna le 21.30… ed è subito complotto

I contagi aumentano, così come le preoccupazioni. I numeri ogni giorno fanno più paura e l'incubo di un possibile secondo lockdown turba...

Impoliticamente? Moravia, trent’anni dopo

«Per conto mio, l´impegno ossia il cosiddetto engagement non è questione di necessità esterna, per cui, in determinate circostanze, lo scrittore deve cessare di...

“Il futuro dell’arte, della cultura, della società e della mia Toscana”. A colloquio con David Riondino

Le donne e gli uomini di cultura sono coloro che, forse più di altri, sono in grado di percepire lo stato di...

“Il deserto sociale dei nostri ragazzi si combatte con la cultura”. Parla il Pojana, Andrea Pennacchi

"Stasera porto Pojana alla Festa dell'unità". Così scriveva su Twitter, mentre viaggiava da Trento a Modena in questa sua "estate molto movimentata"...