giovedì 6 Agosto 2020

Contratti, digitale, appalti e ambiente: nel Dl Semplificazioni il futuro del Paese
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Il Governo ha approvato ieri il decreto legge “Semplificazioni” un provvedimento importante e molto atteso per accompagnare con procedure più rapide e efficienti la ripresa del Paese. Dopo i due provvedimenti economici (Cura Italia e Rilancio) che hanno messo in campo risorse ingenti per sostenere famiglie e imprese, il quadro si completa con un intervento normativo che vuole dare risposta a una delle richieste più pressanti che viene dalla società: semplificare le procedure che regolano i rapporti con la pubblica amministrazione e che spesso sono all’origine di ritardi e conflitti incomprensibili per cittadini e imprese.

Poter contare su una pubblica amministrazione semplice e efficiente è un obiettivo prioritario per il PD: non a caso su questo fronte abbiamo presentato le nostre proposte già nel mese di aprile, convinti che per uscire dalla crisi generata dal Covid è essenziale cambiare in meglio la macchina pubblica.  Per noi accelerazione e semplificazione vanno di pari passo con rispetto delle regole, legalità e trasparenza; nessun cedimento è possibile su questo fronte, così come sul rispetto dei diritti dei lavoratori e sull’obiettivo di realizzare un Paese più sostenibile e equo.

Il Decreto semplificazione fa propri questi obiettivi e mette in campo una serie di interventi utili a sbloccare ritardi e inefficienze; interviene in quattro ambiti principali: semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia,  semplificazioni procedimentali e responsabilità della p.a., misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale, semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

Una parte rilevante del provvedimento è concentrata sulle misure utili a superare il cosiddetto “blocco della firma” dei funzionari pubblici e a premiare chi opera nell’interesse dell’amministrazione rispetto a chi rallenta; digitalizzazione e tempi certi per l’espressione dei pareri, rafforzamento dello strumento del silenzio assenso, condivisione delle banche dati sono alcune delle misure previste.

Un’attenzione significativa è dedicata alla ripresa degli investimenti pubblici, con alcune misure straordinarie previste solo per un anno, con procedure più semplici e veloci per l’appalto di lavori, servizi e forniture fino alla soglia comunitaria di 5 milioni di euro:  tempi più rapidi per aprire i cantieri, taglio dei tempi morti e lotta al ritardo di Pa e imprese, aggiudicazione dei lavori anche in presenza di ricorsi, un Fondo per le stazioni appaltanti per evitare il blocco dei cantieri. Anche in questo caso però, come richiesto dal PD, si chiede di garantire la partecipazione di un numero adeguato di imprese, secondo un criterio di rotazione. Sugli importi superiori alla soglia comunitaria la regola resta invece quella della gara aperta, salvo opere strettamente legate all’emergenza sanitaria; per noi è fondamentale che le misure su cui si troverà una condivisione tecnica rispettino pienamente il quadro europeo e il principio fondamentale della concorrenza e della trasparenza.

Come richiesto fin dall’inizio dal PD nel testo del DL si è provveduto alla reintroduzione dell’obbligo di validità del Durc al 31 luglio per gli appalti pubblici e si è stralciata la norma ipotizzata che avrebbe portato a una totale liberalizzazione del subappalto. Nessuno sconto quindi nella lotta al lavoro nero e nel contrasto alla criminalità organizzata che purtroppo sappiamo avere grandi appetiti sulle risorse che arriveranno anche dall’Europa nel settore degli appalti pubblici; anche per questo è positivo il rafforzamento delle norme sulle verifiche antimafia negli appalti e i protocolli di legalità che sono stati introdotti.

A fronte di chi ha invocato un’insensata cancellazione del Codice Appalti o professato fantomatiche misure a effetto (anche nella maggioranza) il Decreto semplificazioni ne ha invece rafforzato l’impianto e ha circoscritto con più puntualità  il ricorso alla misura eccezionale del Commissari straordinari, che saranno nominati solo per opere prioritarie con particolari difficoltà progettuali, esecutive o ritardi dovuti a contenziosi. Ai Commissari, che saranno quindi limitati, verranno affidati poteri
omogenei ripristinando il rispetto delle regole su legalità, antimafia, sicurezza e contratti collettivi di lavoro.

Nel DL si fa poi un passo avanti importante anche nella semplificazione delle procedure per riqualificare le nostre città e contrastare il consumo di suolo: accelerazione dei tempi con conferenza di servizi semplificata per acquisire l’ assenso delle altre amministrazioni, interventi di demolizione e ricostruzione più semplici nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici, incentivi per la rigenerazione urbana con riduzione del costo di costruzione da pagare al Comune.

E poi sullo sviluppo sostenibile si interviene per semplificare e accelerare gli interventi per la transizione ecologica: tempi più rapidi e certi per la Valutazione di Impatto ambientale, fast-track per progetti su energie rinnovabili e interventi previsti dal Piano energia e clima, accelerazione nel trasferimento di risorse per il dissesto idrogeologico e sblocco delle azioni di bonifica siti inquinati.

Sbaglia chi ritiene che si possa semplificare un Paese complesso come il nostro con una sola legge; questo decreto traccia una direzione giusta ma sicuramente da solo non basta. Quello che è importante è agire con la consapevolezza che va spazzata via la diffidenza reciproca che purtroppo c’è tra pubblica amministrazione e cittadini, provando a ricostruire un clima di fiducia che riconosca responsabilità e valore tra le parti. Una macchina funziona solo se c’è chi la fa andare: per questo noi consideriamo questo provvedimento un primo passo per tornare a investire nella pubblica amministrazione e nella “buona burocrazia” e questo potrà avvenire immettendo nuove energie e competenze negli uffici di Comuni, Regioni e Stato, persone giovani e con il bagaglio di conoscenze e professionalità che dovranno aiutare il Paese a ripartire e a scrivere una nuova pagina per il nostro Paese.

Chiara Braga è deputata, responsabile Ambiente e coordinatrice dell’Ufficio per il Programma nella segreteria nazionale del Partito Democratico

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