mercoledì 14 Aprile 2021

Lo specchio della pandemia: la necessità di un sistema più equo
L

La pandemia per l’Italia è stata una sorta di severo stress test che ha messo in luce i suoi punti di forza e quelli di debolezza. Mi limito a far riferimento ad uno degli esempi più citati, in questi mesi: abbiamo compreso una volta per tutte che è irrinunciabile disporre di una sanità pubblica funzionante, che sappia offrire servizi di analoga efficienza in tutte le aree del Paese. Abbiamo infatti apprezzato e riconosciuto l’abnegazione e la professionalità dei nostri medici e dei nostri operatori sanitari, i primi ad avere avuto il merito di arginare una situazione di emergenza che avrebbe potuto essere molto più dolorosa di quella, tragica, che ha causato tanti lutti e di cui a lungo sconteremo le conseguenze. Tanto l’abbiamo apprezzato che abbiamo smesso di darli per scontato, e ci rendiamo conto della necessità di investire per rafforzare e migliorare la sanità, ad esempio in uno dei “nodi” che, ove trascurato, ha consentito l’esplosione del contagio, ovvero la medicina del territorio.

Credo che lo stesso approccio – pandemia come fattore rivelatore – si possa adottare per quella che è, in linea generale, la condizione dei più deboli del nostro Paese. Funziona il nostro sistema di protezione, o invece ha bisogno di una profonda revisione? I dati Istat recentemente diffusi ci confermano quanto già sapevamo (e quanto ovviamente sa bene chi soffre), cioè che l’Italia è un Paese profondamente diseguale.

Nella tragica conta dei decessi l’Istat ci dice che a pagare il prezzo più alto sono stati i meno abbienti e istruiti; in particolare a marzo, il mese più difficile, nelle aree a maggiore diffusione dell’epidemia. E’ più alta infatti la probabilità che i meno istruiti siano anche quelli più esposti a patologie come il diabete e l’obesità, che quindi rischiano maggiormente di rimanere vittime del virus; che vivano in abitazioni più piccole, e che quindi abbiano difficoltà a mettere in atto l’isolamento e le quarantena; che lavorino in settori dove non è stato possibile l’impiego a distanza. Fa impressione che non si parli solo di anziani: restando al mese di marzo, e alla categoria delle donne di età compresa tra i 35 e i 64 anni, con basso tasso di istruzione, si è registrato al Nord un aumento dei decessi del 28%.

Passando alla fase successiva alla prima emergenza, e analizzando i tassi di occupazione, si scopre che per coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni il tasso è inferiore di dieci punti rispetto al periodo che ha seguito la grande crisi del 2008. In questo caso, è facile dedurre, pagano dazio i precari.

Istruzione: nel Paese il 12% dei bambini non ha accesso a un pc o almeno a un tablet, e quindi ha avuto serie difficoltà ad avvalersi della didattica a distanza. Ma, attenzione, questa percentuale al Sud sale al 20%, e se poi la famiglia di provenienza oltre a risiedere nel Mezzogiorno è povera, si arriva al 30.

Sia che lo si legga dal punto di vista dell’istruzione, che della qualità del lavoro, del divario tecnologico o dell’area geografica, appare chiaro che esiste un messaggio chiaro che ci arriva dal coronavirus o, per essere più precisi, dalla crisi che ha scatenato. Nel nostro Paese sopravvivono fortissime diseguaglianze, e una crisi così travolgente le ha accentuate e ha drammaticamente influenzato le condizioni di ciascuno. Chi era più debole, ne è uscito ancora più debole, quando non ne è rimasto vittima. Il divario si è quindi ulteriormente ampliato.

A ridosso di quello che appare come il consesso decisivo per la costruzione di uno strumento efficace di livello europeo, di sostegno finanziario ai Paesi più colpiti dalla crisi (il nostro è in testa), quando una parte significativa del dibattito e della trattativa è concentrata sui tempi di erogazione delle risorse, credo sia fondamentale che il Partito Democratico assuma un ruolo di forte iniziativa per mettere a fuoco che la capacità delle nostre società e dei nostri sistemi di ripartire dipende anche dalla costruzione di meccanismi di ripartizione delle risorse e delle azioni che siano più equi, che sappiano cioè prendersi cura in modo più efficace dei più deboli, di qualsiasi debolezza si parli.

Più letti

Calo delle nascite, ipoteca sul futuro. Con Elena Carnevali, Massimo Livi Bacci e Giorgia Serughetti

Il dodicesimo anno consecutivo di calo delle nascite, con accanto un dato che si è manifestato, in tutta la sua crudezza, per la prima...

Gagarin, sessant’anni dopo. Con Francesco Rea e Roberto Vittori

Sessant'anni fa per la prima volta l'uomo andava nello spazio. Era l'astronauta russo Yuri Gagarin.Ne parliamo a Contemporanea con l'astronauta Roberto Vittori e con il...

La ricostruzione dell’Aquila, un percorso da valorizzare assieme agli altri

Il 6 aprile scorso è stato celebrato il dodicesimo anniversario dal terremoto che ha devastato L’Aquila e molti borghi abruzzesi, causando oltre 300 vittime....

Si scrive vaccino, si legge geopolitica

Siamo ad un anno preciso dal primo lockdown in Italia per via dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Le nostre vite sono state stravolte in...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Il weekend di Radio Immagina. Politica, Europa, ambiente e innovazione: tutti i podcast

Una programmazione speciale, in onda su tutti i nostri canali radiofonici il sabato dalle 17 e la domenica dalle 8,30. Questa settimana in replica...

Cultura, turismo e tradizione: é la via del vino – Intervista a Dario Stefàno

Un vademecum su tutto quello che c’è da sapere sulla storia del vino, le potenzialità dell'enoturismo e il significato identitario che appartiene alla "bevanda...

Il weekend di Radio Immagina. Politica, Europa, ambiente e innovazione: tutti i podcast

Una programmazione speciale, in onda su tutti i nostri canali radiofonici il sabato dalle 17 e la domenica dalle 8,30. Questa settimana in replica...

Il weekend di Radio Immagina. Politica, Europa, ambiente e innovazione: tutti i podcast

Una programmazione speciale, in onda su tutti i nostri canali radiofonici il sabato dalle 17 e la domenica dalle 8,30. Si comincia con L’Intervista, di...

‘Arte, memoria, melodie silenziose: piantare il futuro’. Intervista a Paolo Fresu

È uno dei nostri musicisti più talentuosi ed autorevoli, ma è anche un artista, e un uomo, di grande sensibilità civile. La scorsa settimana...