giovedì 15 Aprile 2021

“Innovazione, scuola, ambiente: guidiamo la transizione dell’Italia”. Parla Nicola Zingaretti
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L’Italia è un Paese che da tanti anni non cresce ed è “scarsamente competitivo”. Il Covid “non solo ha aggravato la condizione dei poveri, ma ha indebolito il nostro tessuto produttivo. La scelta di formare questo governo da parte del Pd è stata lungimirante, ora tanti tifosi di allora fischiettano, ma io la difendo”.

E’ quanto scrive in una lettera a La Stampa il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che illustra il suo piano di riforme e ribadisce la necessità di ricorrere anche al Mes.

Senza questo governo, “non avremmo potuto fronteggiare la pandemia: Salvini l’avrebbe gestita come Trump o Bolsonaro“, sottolinea, e non si sarebbero avuti in Europa “gli straordinari risultati” ottenuti. Ora sui fondi europei “non possiamo sbagliare”.

Il Pd “intende guidare la transizione ad un’altra Italia“. Riguardo le risorse del Recovery Fund si sta lavorando “per avere già a settembre un quadro delle scelte che si intende compiere” per “un nuovo sviluppo qualitativamente più alto e avanzato”. Bisogna puntare su “innovazione, ricerca, scuola, capitale umano, valorizzazione dei nostri talenti, green economy, digitalizzazione del Paese e drastico ammodernamento della pubblica amministrazione”.

C’è l’impegno inoltre contro le discriminazioni di genere; per il rilancio di politiche industriali e il sostegno “molto più attivo al tessuto della piccola e media impresa” e sul piano fiscale, adeguando anche i pagamenti all’erario da parte da tante partite Iva, facendo corrispondere l’esborso per le tasse all’andamento reale dei ricavi.

E infine “infrastrutture moderne, risanamento strutturale del dissesto idrogeologico dei nostri territori, interventi nel Mezzogiorno di sostegno a talenti, territori e imprese”.

La scuola, “è in una condizione di equilibrio incerto che può sfociare in una rivolta di massa”. Sarebbe intollerabile “dopo mesi di lockdown far perdere anche solo un’ulteriore ora di lezione“.

Va inoltre costruita una “nuova sanità”, per la quale il Mes “è una linea di finanziamento molto più vantaggiosa rispetto alla ricerca di risorse sul mercato. Ed è senza condizioni. Ogni giorno sprecato è imperdonabile”. Zingaretti inoltre reputa fondamentale riaprire “una riflessione collegiale sulla politica estera” nel Mediterraneo, dove “la presenza italiana e’ allo stato attuale ininfluente”.

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    Adottato in clandestinità il 15 marzo 1944, con il titolo “Giorni felici”, il testo prevede “l’istituzione di una vera democrazia economica e sociale, che comporta la cacciata del grande feudalesimo economico e finanziario dalla direzione dell’economia”.

    A livello sociale, prevede “un piano completo di sicurezza sociale, che mira a garantire a tutti i cittadini i mezzi di sussistenza in tutti i casi in cui non sono in grado di ottenerli dal lavoro” e “la ricostituzione, nelle sue libertà tradizionali, di un sindacalismo indipendente, dotato di ampi poteri nell’organizzazione della vita economica e sociale”.

    La sostituzione dell’Assicurazione sociale con la Previdenza sociale, nel 1945, appare come il frutto di un’autentica rivoluzione culturale, che ha fatto del progresso economico e sociale un obiettivo primario, e che postula un emancipazione tramite la continua estensione dei diritti.

    E, 75 anni dopo, i promotori del Reddito di Base o del Reddito Universale lo hanno capito bene; per loro, la rivoluzione non è finita. Deve arrivare al suo completamento.

    https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/713200936191054/

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