mercoledì 30 Settembre 2020

“Da Musumeci solo propaganda, il gioco della destra sui migranti è un bluff disumano”. Parla Pietro Bartolo
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Nello Musumeci lo sapeva già. La sua ordinanza non ha alcun valore perché l’immigrazione non è di competenza regionale. Ma ha provato lo stesso ad alzare un polverone in questa strana estate italiana. Nonostante le minacce e il plauso dei soliti noti, il 25 agosto, dalla Sicilia non uscirà nessun migrante perché gli hotspot che li ospitano, semplicemente, non chiuderanno. “Quella ordinanza è solo propaganda. E’ un atto illegittimo e senza valore. Ma ammesso e non concesso che potesse essere accolto, dove li avrebbe messi tutti i migranti che sono ospitati oggi nei centri?”.

Non nasconde la sua amarezza Pietro Bartolo, medico di Lampeusa che da sempre è in prima linea per garantire la salute dei migranti sull’isola e ora, da europarlamentare, si batte affinché questo tema si possa affrontare senza pregiudizi. “Abbiamo già visto affrontare il problema con le ricette delle destre e sappiamo quali sono i risultati: quando sono stati chiusi gli Sprar, i migranti sono stati buttati in mezzo alla strada. Questa non è una soluzione – continua ancora Bartolo – e serve solo a creare incertezza. Sarebbe interessante, invece, sedersi finalmente ad un tavolo con il governo nazionale e capire come pensa Musumeci di affrontare davvero il problema dell’immigrazione, una volta per tutte. Ma per ora preferisce fare disinformazione”.

Ma allora non c’è un’invasione di migranti in Sicilia?

“Assolutamente no. Attualmente la situazione più complicata è nell’hotspot di Lampedusa perché ci sono circa mille persone mentre ne potrebbero ospitare solo 300. Ma è un disagio che stanno subendo per primi i migranti che sono all’interno del centro, o gli operatori che ci lavorano e le forze dell’ordine che devono gestire la sicurezza. Non ci sono disagi per gli abitanti dell’isola o per i turisti. Si pensi che dall’inizio dell’anno sono arrivati in Sicilia 16-17 mila persone, un numero alto ma gestibile. Nel 2016 ne erano arrivate 190 mila, nel 2011 nel giro di due giorni ne arrivarono 8000. In quegli anni il ministro Maroni li lasciò per due mesi sull’isola allo sbando. Tutte queste cose Musumeci oggi non le ricorda ma ci sono state”.

Ma se non c’è un’emergenza perché il governatore ha sentito il bisogno di fare queste dichiarazione proprio in questi giorni?

“Perché non ha saputo e non sa gestire la pandemia che ci sta coinvolgendo. E’ notizia recente che la Sicilia è all’ultimo posto per tamponi effettuati. In pratica gli unici ad essere controllati sono proprio i migranti che arrivano sulla nostra isola a cui viene immediatamente fatto il tampone. Invece i milioni di turisti che, fortunatamente, sono sbarcati per le vacanze da noi non hanno avuto nessun tipo di controllo e poche regole da rispettare. Musumeci si giustifica dicendo che non ha personale a sufficienza ma non è vero perché ha le risorse stanziate dal governo per assumere nuovo personale e rendere l’isola sicura. Preferisce mischiare le carte e continuare con la sua propaganda becera. Questo è razzismo e discriminazione. I migranti con la sicurezza della salute dei siciliani non c’entrano”.

Ovviamente la sua propaganda piace molto a Salvini…

“Non è un segreto che i due siano molto allineati. Ma un governatore, che ha un ruolo importante e grandi responsabilità, non può comportarsi in questo modo: è da irresponsabile fomentare odio, oltre che ingiusto e moralmente discutibile. Questo modo di comunicare è davvero deleterio e non fa bene al nostro Paese e alla Sicilia”.

Parlare di immigrazione in maniera serena in Italia sembra essere un’impresa impossibile. Si va avanti per slogan: porti aperti o chiusi?

“Mi viene da ridere a sentire queste definizioni! Come si fa a chiudere un porto? Si mette una saracinesca oppure si applica un blocco navale? Come si fa ad impedire ad una barca o ad un barchino di approdare? E’ ovvio che il problema va affrontato seriamente e il governo nazionale deve trovare una soluzione ragionevole per una questione inarrestabile e complessa. Ma non può farlo da solo, questo è un problema europeo che riguarda tutti gli stati membri. Proprio come abbiamo fatto con la gestione dell’epidemia del Covid, l’Europa deve affrontare il problema insieme. Cominciando col superare il Regolamento di Dublino”.

Ma gli amici di Salvini, il gruppo di Visegrad, sono contrari a distribuire i migranti su tutto il territorio europeo…

“Salvini al Parlamento europeo a discutere di queste cose non ci è mai venuto. Questo è tipico di certa destra: se l’Europa risolvesse il problema dell’immigrazione e degli sbarchi di cosa parlerebbe? Come farebbe a creare caos e insicurezza? Come potrebbe continuare ad alimentare odio? Questo fenomeno va governato, si può fare. Ma solo se c’è la volontà. La vera politica fa questo, quella di Musumeci & Co. che politica è?”.

Aspettando l’Europa, il governo deve cominciare col superare i Decreti sicurezza che hanno mostrato da subito tutti i suoi limiti

“E’ difficile ma assolutamente necessario. E il Pd deve essere in prima linea su questa battaglia, è quello che i suoi elettori si aspettano. Bisogna prendere posizione nette e dare risposte giuste di discontinuità col governo precedente, senza aver paura”.

Parliamo sempre di migranti come un problema da risolvere, ma non ci sforziamo mai di metterci nei loro panni e di vedere le cose dal loro punto di vista, cambierebbe tutta la visuale.

“Parliamo di loro come numeri, come carne da macello o come appestati, ma sono solo persone che non hanno avuto la fortuna che abbiamo avuto noi, o peggio che sono nate nella parte sfortunata del mondo. Senza pensare che a renderla sfortunata siamo stati noi stessi in anni di colonialismo e sfruttamento. Abbiamo una responsabilità enorme nei loro confronti dal punto di vista umano e dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. Siamo tutti essere umani e abbiamo tutti diritto a vivere una vita dignitosa. La cosa che mi dispiace di più è che io so che gli italiani non sono razzisti o cattivi, molti sono solo manipolati da chi vuole metterci l’uno contro l’altro, seminando odio e rancore. Bisogna impegnarci tutti per cambiare le cose”.

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