Dalla gestione dell’emergenza alla rinascita dell’Italia. Dibattito con Lucarelli, Schlein, Bottura e Furfaro

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Il palco della Festa nazionale dell’unità, in corso a Modena, ha ospitato il dibattito “Covid-19 dalla gestione dell’emergenza alla rinascita dell’Italia” con la partecipazione del giornalista Luca BotturaMarco Furfaro, responsabile Comunicazione della segreteria PD, la giornalista Selvaggia Lucarelli Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna, coordinati da Eva Giovannini.

È stato un dibattito eterogeneo e originale, che ha toccato il tema della “rinascita” sotto diversi aspetti, da quella post emergenza sanitaria, alla rinascita vera e propria legata all’impegno della politica e alle nuove prospettive che gli ospiti auspicano per il nostro Paese.

Lucarelli ha aperto il dibattito condividendo le storie che più l’hanno colpita nel periodo della pandemia. Una notizia in particolare, che non ha voluto diffondere quando la ricevette, per non aggiungere dolore, ha spiegato, è stata la confusione delle salme avvenuta in un ospedale famoso, a causa di uno scambio di cartellini. Notizia che ha scelto, per rispetto delle vittime, di tenere per sè fino a questo momento, perchè avrebbe generato solo ulteriore smarrimento tra la gente, che nella fase iniziale della diffusione del virus non aveva punti di riferimento certi. “E le storie di solitudine all’interno degli ospedali purtroppo sono state struggenti e molteplici”, ha proseguito, “di gente che non ce l’ha fatta e che non ha potuto salutare i propri cari.”

“I numeri dei morti per il coronavirus”, ha concluso Lucarelli, “sono molto più ampi di quelli che conosciamo, ci sono morti che sono oltre i numeri freddi della cronaca, quelli che non hanno retto al dolore della perdita e si sono suicidati o coloro che non si sono potuti curare nel periodo del lockdown”.

L’intervento di Bottura, tra il serio e il faceto, è stato più propriamente politico. Ha esordito condividendo disappunto sulla gestione della pandemia da parte delle destre. Dove hanno governano i sovranisti c’è stato ‘casino’ ha dichiarato: Trump, Bolsonaro, Fontana, ne sono l’esempio, sottolineando che se ci fosse stata la destra al governo in Italia, la gestione della pandemia sarebbe stata un disastro. Ha poi suggerito di stare più sul territorio, come PD, per ascoltare le istanze dal basso. Il segreto della comunicazione, secondo lui, è avere qualcosa di importante da comunicare, “bisognerebbe avere il gusto dell’impopolarità. Bisognerebbe comunicare che abbiamo un progetto politico e culturale differente“.

Partendo dall’attualità è stata data poi la parola a Elly Schlein. La vicepresidente di Regione ha parlato del dibattito referendario, sottolineando positivamente come in questa battaglia referendaria non ci siano stati i toni di inciviltà che invece sono stati messi in campo per il referendum costituzionale precedente, voluto da Matteo Renzi. Lei voterà no, non è favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari, “bisognerebbe però scrivere una nuova legge elettorale“, ha chiarito, “per dare agli elettori davvero la possibilità di eleggere i propri rappresentanti e per ridurre la distanza che si è acuita in questi anni tra la politica e la società. Lotta alle diseguaglianze, ecologia e parità sono le sfide più importanti che ci attendono”, ha concluso.

Marco Furfaro ha tirato le fila del dibattito. “Sono stato in passato uno di quelli che incalzavano il PD – ha detto – ma la data del 3 marzo 2018 mi ha fatto cambiare rotta. Come centrosinistra abbiamo scoperto che litigando tra noi si genera astensionismo e l’astensionismo va a destra ad un certo punto. Abbiamo ereditato dalla classe dirigente precedente il peggior risultato che il centrosinistra ci ha consegnato da dopo il dopoguerra e questi sono oggi i rapporti di forza in Parlamento. Sono entrato nel PD in quella fase nella quale la storia si era fermata, dopo una sconfitta epocale e c’era una sconnessione sentimentale tra politica e Paese: sulla povertà ad esempio, il PD pur di dare contro il reddito di cittadinanza ha perso un pezzo di popolo. Sono entrato nel PD con Zingaretti perchè ha fatto Piazza Grande ed ha detto che aveva bisogno di tutto e di tutti”.

Parlando della comunicazione infine, Furfaro ha ripreso dei passaggi degli interventi degli altri ospiti: ‘la comunicazione deve avere qualcosa da comunicare’, come ha detto Bottura e ‘deve essere sempre autentica’, come ha detto Selvaggia.

“Nella drammaticità del periodo della diffusione del covid, il Pd come comunità si è stretto a se stesso. Ha ritrovato l’empatia con le persone e la prossimità. Abbiamo intercettato un sentimento, siamo stati un partito messo a pancia a terra per aiutare le cittadine e i cittadini italiani. Oggi però si deve ripartire e mettere in moto un Paese”, ha ammonito. E per fare questo la questione valoriale è importante: il Pd è per abolire i decreti sicurezza ad esempio.

Chiudendo il dibattito, Furfaro ha ricordato che sì ci saranno a breve le elezioni regionali e il referendum, ma in ballo c’è anche la vita delle persone. “Rischiamo di finire in mano a chi non distingue tra fascismo e antifascismo. Siamo in un Paese dove 4 ragazzi hanno ammazzato di botte un ragazzino di 21 anni. Dobbiamo combattere una società dove c’è il maschio alfa che comanda per tutti e dove gli ultimi stanno ad attendere le briciole. Dobbiamo combattere una una idea di società che odia tutte le diversità, non solo i migranti, che odia le donne. Insomma c’è in ballo qualcosa di più che delle elezioni, litighiamo fino alla morte ma rimaniamo tutti uniti contro la peggiore destra che ha mai visto questo Paese“.

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