sabato 24 Ottobre 2020

Glocalworking, rimettiamo il lavoro al centro della ripresa
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Nel nuovo contesto che si sta delineando, dove i grandi cambiamenti nel mondo del lavoro stanno iniziando a generare cambiamenti anche negli stili di vita e nell’intera geografia globale, si distingue la visione del manifesto apartitico glocalworking nato per ispirare e contribuire al cambiamento in atto rimettendo il lavoro al centro della ripresa socioculturale locale.

Il manifesto Glocalworking è un modello di attrazione territoriale volto a rilanciare il tessuto socioculturale locale per riattivare economia e modelli sociali sostenibili. Un movimento in grado di sviluppare le aree locali e di supportare le famiglie nel nuovo contesto socio-economico che si sta delineando.

Glocalworking è un manifesto per stimolare una nuova geografia creata dal lavoro digitale: in un un’ottica volta anche a stimolare gli enti preposti per cogliere al meglio le possibilità a livello locale, stiamo sviluppando una piattaforma per incentivare e aiutare le piccole località ad attrarre lavoratori digitali e per creare un movimento che connetta i vari attori per implementare questo modello.

E’ pertanto una nuova visione di un modello di società sostenibile, distribuita ed equa, che mette l’Italia al centro del cambiamento.

Le tecnologie digitali stanno rivoluzionando il modo in cui ci interfacciamo con le città e le piccole località cambiando la geografia di intere nazioni.

Grandi città attrattive e innovative entrano in crisi affrontando dubbi sul futuro del mercato immobiliare e delle attività locali. Mentre località minori e fuori dai grandi circuiti internazionali iniziano a sperare di recuperare attrattività.

Tra i vari fautori e detrattori dello smartworking, Glocalworking prova ad allargare la prospettiva rispetto alle visioni parziali, pur se corrette e frutto d’interessi meritevoli (benefici per l’azienda, benessere del lavoratore, vantaggi per le città del sud come anche interessi in crisi delle attività economiche delle grandi città), proponendo una visione globale capace di creare un nuovo modello di società, sostenibile ed equa, che porti benefici a tutti redistribuendo lavoro, cultura e valore economico.

I lavoratori digitali, “smartworker e nomadi digitali” nel Mondo saranno centinaia di milioni nei prossimi mesi e si stima un miliardo nel prossimo decennio.

Il lavoro è dovunque e il futuro di città, piccole località e interi Paesi dipenderà dalla capacità di attrarre smartworker e lavoratori digitali.

In Italia possiamo avere un vantaggio competitivo importante perché il tessuto socioculturale italiano è formato da micro, piccole e medie realtà locali e imprenditoriali, siamo un Paese di paesi, che se messi in relazione e in sinergia sono in grado di sviluppare un nuovo rinascimento umano e digitale.

L’Italia può essere la culla di talenti e lavoratori digitali di tutto il Mondo, possiamo riportare i nostri cervelli a casa e attirare nuovi lavoratori che porteranno valore, innovazione e cultura, connettendo e rigenerando il tessuto urbano e dei piccoli comuni.

Per poterne cogliere al meglio le possibilità dobbiamo incentivare il lavoro digitale, creare un visto per lavoratori digitali in grado di attirare stranieri e cervelli in fuga soprattutto nei piccoli comuni e creare modelli di “distributed innovation” per mettere a sistema risorse locali e centrali.

Qui il manifesto http://www.glocalworking.com

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