martedì 20 Ottobre 2020

L’appello di Zingaretti alle piazze toscane: “Non consegniamo questa terra ai neofascisti”
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A poche ore dalla delicata tornata elettorale di domenica e lunedì prossimi, in cui sette regioni rinnoveranno la loro giunta, Nicola Zingaretti decide di concentrare le sue energie soprattutto sulla regione ‘rossa’ d’Italia, la Toscana. Nella giornata di ieri il segretario dem ha chiuso la campagna elettorale a sostegno di Eugenio Giani con un tour de force di interventi in diverse piazze toscane, da Viareggio a Pisa, passando per Livorno, Lucca e Pistoia. E lo ha fatto sottolineando un chiaro messaggio in ognuna delle piazze toccate: “Non consegniamo la Toscana ai neofascisti”.

A fare da sfondo nei vari interventi è stata la vicenda inammissibile della candidata della Lega Susanna Ceccardi, capace di inserire nelle sue liste un esponente di Forza Nuova che utilizza una mascherina con la scritta ‘Boia chi molla’. “Si sono caricati di tutto, anche i boia chi molla – ha commentato stizzito dal palco Zingaretti – non posso pensare che chi usa quei simboli e lo urla nelle piazze possa guidare e comandare la Toscana”. Il leader dem ha ribadito di voler rispettare opinioni e identità di tutti, ma allo stesso tempo si è domandato: “Cos’altro deve accadere per non far scattare nelle persone l’allarme democratico per difendere questa regione?”. 

Nei diversi interventi il segretario dem è tornato spesso sul pericolo neofascista: “Non può vincere in Toscana quella cultura, non possiamo permetterlo per la nostra storia di italiani”. E poi ha rivolto un appello a tutti: “Ai cittadini toscani dico che col voto di domenica e lunedì avranno l’importantissimo compito di difendere la Toscana. Una regione così bella e amata in tutta Europa va difesa dall’assalto di una destra populista e antieuropeista. In democrazia per la vittoria si combatte ed è arrivato il tempo di combattere per salvare la Toscana, tutti in campo senza un minuto di sosta”.

A chi è andato per ascoltarlo e per parlargli, il segretario ha ricordato che il modello toscano, quello che ha arginato con successo il Covid, non è sempre scontato. E nella tappa conclusiva di Pistoia è tornato a parlare di sanità, spiegando quale sia la posta in gioco: “In Toscana non può vincere chi vuole distruggere la sanità pubblica per seguire altri interessi”.

Poi un appello a preservare sia il modello di welfare (“la Toscana è la regione con il tasso di esclusione sociale e di povertà più basso d’Italia”), sia quello industriale: “Stiamo parlando di un angolo di Italia a cui guarda tutto il mondo, un modello che dovete difendere: alcuni prodotti sono definiti non Made in Italy ma Made in Tuscany. Adesso siamo alla vigilia di un grande impegno europeo, oltre 300 miliardi di euro, per il lavoro, per le imprese, per il commercio, per l’artigianato, per la green economy, per la digitalizzazione. Parole e concetti che la Toscana nella sua storia addirittura ha anticipato, perché qui è nato un modello di sviluppo più attento all’ambiente a cui guarda tutto il mondo. Questa regione deve intercettare tutte le opportunità offerte da quella Europa che la destra nazionalista voleva abbattere”.

Infine Zingaretti si è rivolto anche al voto moderato, invitando gli elettori “a unirsi nella difesa di una tradizione che va ben oltre i confini politici”. “Mi rivolgo anche agli elettori moderati – ha concluso, facendo riferimento alla figura di Silvio Belusconi -. Ho rispetto di figure come lui e del lavoro che sta facendo per mantenere un profilo europeista, ma che cosa c’entra un elettore moderato con chi si fa propaganda con ‘Boia chi molla’ o sventolando la bandiera dello scetticismo e del negazionismo sul Covid. Non mi aspettavo che in Toscana si mettesse in lista chi usa tutto questo, ma è accaduto e ora dobbiamo difendere questa regione”.

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