sabato 24 Ottobre 2020

Vince il Pd che ha scelto da che parte stare
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“Ha vinto una squadra, una comunità, la passione. Non si vince da soli, sempre insieme”. Questa parole del nostro Segretario Nicola Zingaretti sintetizzano meglio di ogni altre il risultato delle elezioni del 20 e 21 settembre. A qualche ora di distanza dal consolidamento dei dati possiamo provare a guardare a quello che abbiamo alle spalle e soprattutto a quello che abbiamo dinnanzi a noi. Contro le peggiori previsioni e le caricature di molti osservatori il PD ha incassato un’affermazione importante in queste elezioni, grazie alla compattezza e all’orgoglio di una comunità che ha combattuto in queste settimane come non faceva da tempo, con tenacia, passione e unità. 

Le belle vittorie in Toscana, Puglia e Campania ci dicono questo. E anche le sconfitte nelle altre Regioni, dove il PD è stato sempre protagonista con la forza e la generosità dei suoi candidati e delle sue candidate. In tante città si sono già affermati o sono stati riconfermati Sindaci capaci; in moltissime realtà il PD è competitivo nei prossimi ballottaggi, riuscendo a riaprire partite che qualcuno voleva date per perse in partenza. Non nascondiamo la delusione delle sconfitte e il rammarico di non essere riusciti a costruire con le forze che già condividono con noi l’esperienza del Governo nazionale alleanze più larghe, che avrebbero potuto scrivere un finale diverso e vincente.

In tutte le competizioni però il Partito Democratico è stato centrale e determinante nel costruire l’alternativa alle destre. Altro che subalternità o spirito rinunciatario; in tutte i contesti il PD ha messo in campo serietà e lealtà, anteponendo sempre al proprio interesse particolare l’obiettivo di costruire la proposta più forte e credibile per battere le destre.

Quanti pensavano di costruire la propria affermazione sulle divisioni e sui distinguo è stato smentito dalle urne, così come chi come scommetteva sul trionfo incontrastato della destra a trazione leghista.  

Ma nulla di tutto questo è accaduto per caso. In questi mesi, di fronte alla prova durissima dettata dall’epidemia e della sue enormi ricadute economiche e sociali, il Partito Democratico ha scelto con nettezza da che parte stare: dalla parte delle persone (non a caso era questo lo slogan delle nostra campagna elettorale) per aiutarle a fronteggiare le difficoltà e a rialzarsi dalla crisi, con gli interventi economici e le misure di protezione che hanno caratterizzato i provvedimenti di questi mesi; dalla parte dell’Europa che siamo riusciti a cambiare, grazie all’azione del nostro Governo e dei nostri rappresentanti a Bruxelles, nella direzione della solidarietà e di una nuova stagione di crescita sostenibile e inclusiva. I cittadini hanno riconosciuto e premiato la serietà e la determinazione del PD, contrapposta a una destra sovranista che ha visto sgretolare la propria retorica antieuropeista di fronte al passaggio storico raggiunto a luglio 2020 con l’approvazione del programma Next Generation EU.   

Il risultato di questa tornata amministrativa acquisisce quindi un forte valore politico, perché consegna al Partito Democratico una centralità e una responsabilità ancora più significative. La sfida dell’utilizzo efficace delle risorse imponenti che arriveranno all’Italia attraverso il Recovery Fund e gli altri canali di finanziamento europeo è la nostra prima ossessione. Non si tratta solo di affrontare i problemi generati dall’emergenza sanitaria, bensì di aggredire debolezze e ritardi strutturali del nostro Paese.

Digitalizzazione, rivoluzione verde, infrastrutture, istruzione, formazione, equità sociale, di genere e territoriale, salute sono le missioni da perseguire per rilanciare la crescita su basi radicalmente nuove e ridurre le disuguaglianze. Dobbiamo essere all’altezza di questo passaggio e presentare nei tempi dovuti all’Europa un Piano che sia frutto di un patto con le forze economiche, del lavoro e della società e che si deve accompagnare a riforme importanti, quella del fisco, del lavoro, della pubblica amministrazione e della giustizia.

Dobbiamo imparare dal passato recente e attivare tutti gli strumenti disponibili, a partire da MES, per rafforzare la nostra sanità pubblica, bene comune per eccellenza di cui l’intero Paese ha riscoperto l’inestimabile valore. Portare a compimento l’impegno a riscrivere le norme che governano il fenomeno dell’immigrazione, modificando subito i decreti sicurezza che hanno prodotto già troppi danni. Avviare una stagione finalmente possibile di riforme istituzionali; con questo spirito e forti delle nostre proposte abbiamo contribuito alla consultazione referendaria per la riduzione del numero dei parlamentari e abbiamo lavorato perché riprendesse l’iter parlamentare dei provvedimenti necessari a dare organicità al funzionamento delle istituzioni.

Sono questi i fronti su cui il Partito Democratico intende investire tutto il capitale politico che è emerso da questo importante passaggio elettorale; anche nel rapporto con il nostro Governo che è ora nelle condizioni di agire con più efficacia e decisione, in quadro oggettivamente più stabile. Non ci interessano il chiacchiericcio inutile e le ricostruzioni di manovre di potere che qualcuno pensa ancora di poter alimentare. Per il Partito Democratico esistono i destini delle ragazze e dei ragazzi di domani, i diritti delle persone a costruire un presente più giusto, le necessità delle imprese e dei lavoratori che ogni giorno aiutano l’Italia a rialzarsi da questa terribile crisi.   

Anche per questo combatteremo, ancora una volta, nei prossimi giorni, nelle città che sono impegnate nella sfida dei ballottaggi, chiedendo a tutta la comunità delle democratiche e dei democratici di sentirsi parte d questa battaglia: per costruire, a partire dei territori, un altro pezzo di futuro.  

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3 COMMENTI

  1. Malgrado il vento ostinato e contrario alimentato quasi in coro dai principali giornali, il PD ed il suo Segretario hanno dimostrato carattere, combattivita’ e serieta’. Cio’ ha pagato insieme alla capacita’ di costruire alleanze larghe nei territori, ampliando la base dello schieramento.
    Adesso occorre ragionare su due livelli: azione di governo e radicamento del Partito nel territorio.

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