martedì 20 Ottobre 2020

L’agricoltura di montagna sostenibile e produttiva: una sfida da vincere
L

La sostenibilità è l’orizzonte, prossimo futuro, dell’intero sistema produttivo e l’economia circolare rappresenta una modalità di esercizio dell’attività economica, pure se non l’unica, che consentirà il raggiungimento di sicuri risultati. Il consenso su questa sfida si sta allargando a fasce sociali, forze economiche e pubblici amministratori.

E’ in questi giorni in corso il Festival della Sostenibilità promosso dalla Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) che raccoglie ogni edizione sempre maggiori adesioni e approvazione.

Nell’ambito della riflessione in corso emerge il tema dell’agricoltura, considerata sotto molteplici aspetti e funzioni.

In particolare in relazione ai dati che configurano la situazione demografica e quella produttiva di alimenti: nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 10 mlrd di abitanti e ben il 75 % vivrà nelle città; queste occuperanno solo il 3 % del territorio, ma l’80% del consumo agroalimentare si realizzerà in città. Si va cioè verso una polarizzazione territoriale sempre più marcata del rapporto città/campagna di cui, per riferirsi al nostro Paese, la presenza dell’animale selvatico – al di là degli episodi dell’avvistamento e contatto con l’orso in Trentino di questa estate -, è ormai fenomeno riconosciuto, diffuso e, per certi versi, irreversibile, come tale oggetto di necessario governo, non di esclusiva analisi ambientalistica.

A tutto ciò si aggiunge la constatazione che il 37 % dei gas serra deriva dalla filiera agroalimentare, cioè dalla produzione di cibo. Si intende dell’intera filiera alimentare, ‘dalla terra alla tavola ‘ evocando la Comunicazione della Commissione della scorsa primavera, denominata ‘from farm to fork‘.

Infine ancor oggi 1/3 del cibo è sprecato pure se si sono fatti passi in avanti decisivi anche a seguito della ‘ legge Gadda ‘ ( l.n.16 del 2016 ) dalla prima firmataria della proposta, on.vle Maria Chiara Gadda. 

Non sono estranei al tema, per concludere, i dati sulla povertà in Italia: 5 milioni di poveri precovid e più 40 % di richiesta di aiuto postcovid.

Un dato allarmante che registra un fenomeno di polarizzazione, in questo caso di redditi che preannuncia, esistono oggi tendenze in questa direzione, altrettanta polarizzazione territoriale: i ricchi lasciano le città nelle quali rimangono i meno abbienti e più bisognosi di aiuto, in particolare per la assegnazione di un pasto giornaliero.

Come si colloca la agricoltura in questo quadro evolutivo ?

L’agricoltura è stata una attività esercitata in diretta sintonia con i cicli biologici naturali di piante e animali secondo un modello che oggi si potrebbe definire di economia circolare ante litteram. Nel corso degli ultimi decenni tuttavia si è consumata una frattura di questo equilibrio. Contestualmente il settore è stato in condizione di soddisfare l’espansione della domanda alimentare attraverso una impensabile capacità produttiva.

Occorre mantenere saldo l’obiettivo della soddisfazione della domanda alimentare affrontando i giganteschi problemi della distribuzione conseguenti alla lettura dei dati sopra riportati, ma è necessario anche avere consapevolezza che comunque i metodi produttivi devono soddisfare in modo sempre più rigoroso e progressivamente diffuso vincoli di sostenibilità.

In questo contesto un’attenzione particolare va posta all’agricoltura di montagna.

L’agricoltura di montagna – in Lombardia la montagna occupa oltre il 40 % del territorio -, rappresenta ancora oggi elemento fondamentale del sistema produttivo e ambientale, in piena e pratica sintonia con gli obiettivi di sostenibilità sopra richiamati assicurando, attraverso la presenza umana, la tutela e la conservazione di tutto il territorio. Una funzione di riequilibrio e di conservazione territoriale che in una Paese come il nostro, esposto al dissesto idrogeologico, è preziosissima. Meno preoccupante forse se ci riferisce alla montagna alpina, ma altrettanto decisiva per il mantenimento di una pianura come fino ad oggi l’abbiamo conosciuta: la grande produzione agricola della pianura Padana trova le sue garanzie in una efficiente manutenzione della montagna alpina.

È però necessario che l’attività agricola, settore eminentemente produttivo, risulti sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Senza opportunità di reddito non esiste infatti attività produttiva.

Se ne discuterà nel corso del convegno organizzato dalla Casa della Agricoltura, in collaborazione con Unimont Università della Montagna di Edolo (Bs) il 7 ottobre 2020, richiamando anche l’evoluzione del contesto normativo in atto della politica comunitaria così determinante per la agricoltura di tutta Europa e presentando concreti casi di successo (ed anche di impegno) di giovani imprenditori agricoli.

Carlo Basilio Bonizzi è Segretario della Casa della Agricoltura                   

Più letti

Attilio Fontana, il ‘front office’ della Lega in Lombardia

È così che Nino Caianiello, chiama Attilio Fontana: il front office, un politico che mette la faccia su decisioni di altri. Una...

Manovra espansiva da 39 miliardi: l’Italia torna protagonista

La manovra finanziaria per il 2021 vale 39 miliardi. È una manovra espansiva, che si aggiunge a quelle varate nei mesi scorsi,...

Dalla destre solo menzogne e fake news: difendiamo la legge contro l’omotransfobia e la misoginia

Sabato scorso, esattamente mentre le sessanta piazze #DALLAPARTEDEIDIRITTI in tutta Italia si riempivano per sostenere la legge contro l’omotransfobia e la misoginia...

L’Italia e il Covid, tutte le misure del nuovo dpcm

La stretta è arrivata, anche se meno forte di quanto si era ipotizzato alla vigilia. E come era forse inevitabile, il nuovo...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Attacchi hacker in politica, una guerra sotterranea fatta di bot e intelligenze artificiali

Il primo attacco hacker di stampo politico della storia si verificò in Estonia nel 2007. La mela della discordia fu il Soldato...

La conferenza stampa di Conte e quell’orologio che non segna le 21.30… ed è subito complotto

I contagi aumentano, così come le preoccupazioni. I numeri ogni giorno fanno più paura e l'incubo di un possibile secondo lockdown turba...

Impoliticamente? Moravia, trent’anni dopo

«Per conto mio, l´impegno ossia il cosiddetto engagement non è questione di necessità esterna, per cui, in determinate circostanze, lo scrittore deve cessare di...

“Il futuro dell’arte, della cultura, della società e della mia Toscana”. A colloquio con David Riondino

Le donne e gli uomini di cultura sono coloro che, forse più di altri, sono in grado di percepire lo stato di...

“Il deserto sociale dei nostri ragazzi si combatte con la cultura”. Parla il Pojana, Andrea Pennacchi

"Stasera porto Pojana alla Festa dell'unità". Così scriveva su Twitter, mentre viaggiava da Trento a Modena in questa sua "estate molto movimentata"...