mercoledì 20 Gennaio 2021

“C’è fiducia in noi. L’obiettivo è la ricostruzione del Paese”. Parla Nicola Zingaretti
&

“Resterò governatore fino al 2023”, dice Nicola Zingaretti segretario del Partito Democratico e presidente della Regione Lazio annunciando sul Corriere della Sera i prossimi obiettivi dopo i successi ottenuti nell’ultima tornata elettorale.

Sarà una lunga marcia, ma con un progetto: “Ripristinare il bipolarismo con sistema proporzionale e sbarramento al 5%: quella soglia spinge al voto utile, e noi possiamo diventare il primo partito italiano, il perno di ogni possibile maggioranza anti-sovranisti”.

“Per me vincere le prossime elezioni politiche vuol dire tenere i sovranisti sotto il 50%. Il resto mi va bene tutto”.

“Ho girato 140 piazze elettorali quando nessuno della maggioranza ci metteva la faccia. Con i nostri voti abbiamo fatto una trasfusione di sangue al governo. Adesso non vorrei che si approfittasse della ritrovata stabilità per prendersela comoda. Possibile che stiamo ancora a perdere tempo sul Mes? Voglio dirlo chiaro: l’obiettivo su cui si gioca quest’alleanza di governo non è più l’elezione del prossimo capo dello Stato, come si poteva ancora immaginare a gennaio, ma il Recovery plan e la ricostruzione del Paese“.

Voglio dire però che su una cosa ho avuto di sicuro ragione: al Congresso avevo detto che i Cinquestelle non sono la stessa cosa della Lega. Sono nostri competitori, certo. Ma il governo che abbiamo fatto insieme ha ribaltato i rapporti dell’Italia con l’Europa. Ora siamo ascoltati, c’è fiducia in noi, anche per il modo in cui abbiamo fronteggiato l’epidemia. È un capitale decisivo per l’Italia. E l’abbiamo messo in banca noi»

Più letti

Al via Radio Immagina, dalla parte delle persone

Ormai ci siamo. Una nuova avventura editoriale, una nuova voce prende vita. È la voce del Partito Democratico, dei suoi iscritti, della sua comunità,...

Grazie a Macaluso, l’uomo che non ha mai smesso di “vivere la politica”

Emanuele Macaluso non era un uomo facile. La sua sincerità lo spingeva a dire le cose come le vedeva e le pensava. E talora...

La nuova versione del Recovery Plan, le richieste del PD e il riformismo immaginario

La prima bozza del Recovery Plan non ci piaceva. Lo abbiamo detto a Conte e ai ministri. Ritenevamo sbagliato urlarlo, additando al pubblico ludibrio...

Perchè quello di Renzi è un regalo all’antipolitica

Far dimettere due Ministre dopo aver portato a casa le richieste sui contenuti del recovery fund; dire che il Presidente Conte è una minaccia...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Ecosistema della menzogna e crisi delle democrazie

Dovremmo essere sorpresi della sorpresa. L’assalto al Campidoglio non è il colpo di stato, è un esito di un vero colpo di stato iniziato...

Tra zolfo e inchiostro, a ciascuno il suo maestro

«Considero il potere, non già alcunché di diabolico, ma di ottuso e avversario della vera libertà dell’uomo. Sono tuttavia indotto a lottare perché, all’interno...

Una mascherina sospesa per aiutare i più poveri: l’iniziativa degli Avvocati di strada

È lo studio legale associato più grande di Italia. Con 55 sedi in diverse città del Paese e oltre 1.000 avvocati volontari, l’associazione nazionale Avvocato...

Il fenomeno No Vax figlio di un problema culturale

Il 2020 sarà ricordato come l’anno delle contraddizioni oltre che del Covid19; l’anno in cui si passava dal “chiudete tutto” all’”aprite tutto” in un...

Il fallimento del ‘modello svedese’, tormentone dei negazionisti

Per mesi i negazionisti ci hanno detto che il 'modello svedese' era la soluzione. E in effetti noi tutti lo guardavamo con un misto...