venerdì 5 Marzo 2021

Decreto Ristoro per le imprese: dalla Cig all’Imu, tutte le misure in arrivo
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Un contributo a fondo perduto per le imprese coinvolte nelle chiusure, cassa integrazione per i lavoratori interessati, credito d’imposta per le attività in affitto, rinvio del pagamento dell’Imu, sostegno per i lavoratori non dipendenti dei settori interessati e un’ulteriore mensilità di reddito di emergenza per le famiglie più fragili.

Sono le misure contenute nel ‘pacchetto’ annunciato dal viceministro all’Economia Antonio Misiani, e destinate al ristoro delle attività commerciali e delle imprese interessate dalle misure previste nel nuovo dpcm. Un pacchetto che, nell’annuncio del viceministro, dovrebbe andare in Gazzetta Ufficiale – e dunque essere immediatamente operativo – già domani, con il decreto con le misure delle categorie interessate.

Sì a bar e ristoranti. No (per ora) ad alberghi e strutture ricettive. Forse a taxi e Ncc. E poi ancora palestre e sale giochi, discoteche e piscine, cinema e teatri. Sono molte le categorie cui verranno destinati gli indennizzi per cali di fatturato dovuti alle nuove restrizioni anti-Covid: sono tutte quelle imprese che dovranno chiudere in anticipo le proprie attività o non potranno aprirle per niente.

O, come nel caso delle sale da ballo e delle discoteche, non hanno mai riaperto. Si stimano circa 325 mila attività per le quali la percentuale dei ristori varierà proprio in base alle diverse limitazioni subite. Quindi per i bar, costretti a chiudere alle 18, il ristoro sarà del 100%, percentuale che per i ristoranti salirebbe al 150%. Indennizzi fino al 200% invece per chi è costretto a chiudere del tutto, come palestre e centri termali e fino al 400% per chi non ha più riaperto.

Sei misure che vanno incontro alla preoccupazione manifestata da molte categorie, in particolare quella dei ristoratori, ma anche dai lavoratori dello spettacolo, costrette a ridurre gli orari degli esercizi o a interrompere del tutto la loro attività.

Provvedimenti che, dopo il lockdown totale della scorsa primavera, hanno fatto crescere per molte imprese la paura del fallimento, con le immaginabili conseguenze sul lavoro e sull’economia. E la tempistica scelta dal governo per l’annuncio, a poche ore dall’entrata in vigore delle nuove regole per il contenimento del virus, sembra andare nella direzione di dare risposta a disagi e preoccupazioni, nel tentativo di tenere insieme la necessaria tutela della salute, con la protezione delle famiglie e delle imprese più esposte.

Misure peraltro arrivate dopo la notizia di una ulteriore impennata di contagi e decessi. Queste, nel dettaglio, le misure annunciate dal governo, che a quanto si apprende dovrebbero prevedere interventi per 5 miliardi di euro subito, tra tutela dei lavoratori e sostegno alle attività bloccate o ridimensionate.

Contributo per le imprese e bonifici diretti

Le risorse stanziate dovrebbero essere tra 1,5 e 2 miliardi. Ci sarà un doppio binario in base ai codici di attività Ateco. Un rimborso più elevato per quelle attività che da ieri hanno dovuto sospendere del tutto la loro attività come cinema, sale giochi e scommesse, sale bingo, palestre, centri sportivi o piscine. Il ristoro sarà più ridotto per bar, ristoranti e pub che possono continuare a operare dalle 5 del mattino fino alle ore 18 e proseguire nelle ore serali con il servizio da asporto. In tutto si tratterebbe di oltre 325mila imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro. Ma i nuovi indennizzi andranno anche alle imprese con fatturato maggiore. E saranno automatici per chi ha già fatto domanda nei mesi scorsi. Gli altri dovranno fare ora la richiesta. A maggio furono distribuiti 6 miliardi, ma la platea era molto più ampia, 2 milioni di imprese, con un minimo di mille euro per la singola partita Iva e 2mila euro per le società. Ristori che stavolta dovrebbero essere più pesanti.

Cassa integrazione

Nel decreto legge ci saranno altre settimane di cassa integrazione utilizzabili dalle aziende in difficoltà. Dovrebbero essere sei, per un costo di 1,6 miliardi di euro. Ma potrebbero arrivare anche a dieci, e in questo caso il costo salirebbe a 2,6 miliardi. Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo preme per le dieci settimane. Ma nel governo si preferisce procedere per gradi: le sei settimane consentirebbero in ogni caso di estendere la copertura fino alla fine dell’anno, visto che al momento la cassa integrazione arriva fino alla metà di novembre. Mentre per la settimane necessarie nel 2021 si potrebbe provvedere con la legge di Bilancio, già approvata salvo intese una settimana fa ma ancora in fase di elaborazione con il nodo del blocco dei licenziamenti ancora ben stretto.

Credito d’imposta per gli affitti

Ci sarà il credito d’imposta degli affitti per due mensilità, cedibile al proprietario, come già era stato previsto in precedenza.

Imu

Previsto lo stop della seconda rata dell’Imu. Il termine per i versamenti di novembre di Ires, Irpef e Irap per contribuenti Isa e in regime forfettario era già stato spostato al 30 aprile 2021.

Lavoratori non dipendenti

Prevista una indennità per i lavoratori stagionali, che “non prendono la cassa integrazione perché non sono lavoratori dipendente”, ha spiegato il viceministro.  Tra questi sono inclusi i lavoratori del turismo, dello spettacolo e dello sport.

Una cifra che dovrebbe oscillare tra i 600 e i 1.000 euro. 

Reddito di emergenza

Prevista infine una ulteriore mensilità di reddito di emergenza, che vale fino a 840 euro, per quelle famiglie che non hanno accesso a nessuna di queste misure, ma hanno comunque diritto ad una rete di protezione

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