venerdì 27 Novembre 2020

Il sistema acqua-energia-terra è a rischio. Colpa della globalizzazione
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Il consumo nazionale di beni e servizi è soddisfatto dalla produzione interna e dal commercio internazionale. Di conseguenza, paesi e settori esercitano pressioni sulle risorse naturali sia all’interno che all’esterno dei loro confini nazionali.

E quanto sostiene uno studio su larga scala realizzato dall’Università di Cambridge che mette in evidenza i pericoli che corrono i diversi Paesi sulle risorse idriche, energetiche e naturali a causa della globalizzazione.

Per capire come l’uso delle risorse collega diversi attori all’interno dell’economia globale, i parametri su acqua, energia e suolo di 189 paesi e 14838 settori nazionali vengono analizzati per fonte (domestica, macroregionale e remota) e rischio (alto, medio e basso).

Di fatto collegare il consumo nazionale alla fonte rivela che alcuni Paesi e settori sono altamente esposti, direttamente (tramite la produzione interna) e indirettamente (tramite le importazioni), a risorse idriche, energetiche e terrestri sovrasfruttate, insicure e degradate.

Tuttavia, paesi e settori mostrano una maggiore esposizione ai rischi delle risorse attraverso il commercio internazionale (80–90%), principalmente da fonti di produzione remote. In questo contesto, Paesi e settori condividono le stesse fonti di approvvigionamento e rischio di risorse, evidenziando un’opportunità per gestire la sicurezza delle proprie risorse intervenendo nelle catene di approvvigionamento globali a monte.

I risultati  della ricerca in sintesi invitano anche a una riflessione critica sulla compatibilità della globalizzazione con la gestione dei rischi che i paesi affrontano e guidano attraverso il sistema globale acqua-energia-terra.

“Abbiamo scoperto che il ruolo del commercio è stato ampiamente sottovalutato come fonte di insicurezza delle risorse – ha detto Oliver Taherzadeh, alla guida della ricerca da dottorato al dipartimento di Geografia di Cambridge – in realtà è una fonte di rischio maggiore rispetto alla produzione nazionale. Questo tipo di analisi non è stato effettuato prima per un gran numero di Paesi. Quantificando le pressioni che il nostro consumo esercita sulle risorse idriche, energetiche e naturali negli angoli più remoti del mondo, possiamo anche determinare quanti pericoli si trovano di fronte a noi”.

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