venerdì 27 Novembre 2020

Un attacco ai nostri valori e alla nostra libertà
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Il terrorismo jihadista di matrice islamica ha colpito ancora. E la Francia, da anni al centro di un’aggressione omicida, deve piangere nuove vittime innocenti.

L’obiettivo dei terroristi è scavare un solco incolmabile di odio tra culture, civiltà, religioni rappresentando l’Occidente come il nemico dell’Islam e suscitando sentimenti di rancore, intolleranza e rifiuto nelle ampie comunità di cittadini di fede islamica che risiedono e vivono in Occidente. Ce lo conferma il fatto che gli attentati siano compiuti non da terroristi provenienti da Oriente, bensì da cittadini di religione islamica da anni residenti – e spesso nati e cresciuti – in Europa.

Una situazione critica che suscita nelle opinioni pubbliche allarme e inquietudine a cui – in una pericolosa spirale di azioni e reazioni – spesso si accompagna in tanti cittadini una impaurita diffidenza verso chi per identità di origine o religione appartiene alle comunità islamiche.

La esecrazione degli attentati è perciò assolutamente necessaria, come lo è la solidarietà e la vicinanza con la Francia, le persone colpite e le famiglie delle vittime. Ma non basta, se non si mette in campo un impegno attivo, concreto e quotidiano contro ogni forma di intolleranza e istigazione all’odio e alla violenza.

Difendere e riaffermare valori di libertà, laicità, riconoscimento delle differenze – che sono valori fondanti di una società democratica e libera – è dunque un dovere morale e politico prioritario che deve vedere le istituzioni, le fedi, le articolazioni della società civile impegnate con determinazione e continuità.

E al tempo stesso vanno perseguite politiche di contrasto a ogni forma di marginalità sociale che, soprattutto tra i giovani e nei settori popolari più esposti a condizioni di vita precarie, diventa terreno di coltura di pulsioni estremistiche e di radicalizzazioni. Così come vanno promosse e coltivate tutte le forme di dialogo interculturale e interreligioso per contrastare integralismi e far riconoscere e accettare il valore laico della multiculturalità e della multireligiosità.

C’è dunque un doppio fronte di azione: una lotta ferma contro ogni attività, individuale o collettiva, violenta; e contemporaneamente politiche di integrazione sociale e culturale che tolgano spazio a integralismi e fanatismi.

Non sono compiti facili, ma perseguirli è indispensabile se si vogliono salvaguardare principi e valori che garantiscono convivenza civile, libertà e democrazia.

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1 COMMENTO

  1. caro Piero Fassino, le politiche di integrazione sociale e cultuarle come si attuano? La Francia avverte che non saranno più ammesse famiglie di immigrati da paesi islamici che non mandano i figli alle scuole francesi perchè li educano a casa loro.

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