venerdì 27 Novembre 2020

“La curva dei contagi impone nuove misure”: cosa ha detto Conte in Parlamento
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Dopo giorni di indiscrezioni, polemiche e tweet fuori luogo, oggi è il giorno di Giuseppe Conte. In Aula alla Camera (nel pomeriggio sarà al Senato) il premier ha fatto un appello all’unità, così come poche ore prima aveva fatto anche il Presidente della Repubblica: “Restiamo uniti”, ha detto Conte, “in questo drammatico momento a dispetto delle diverse idee, convinzioni, nel nome di quei valori che sono a fondamento della nostra convivenza e del nostro quadro costituzionale”.

Perché la sfida è tutt’altro che vinta e il quadro epidemiologico richiede decisioni da prendere con velocità. Ma, a differenza di quello che è stato a marzo, oggi abbiamo qualche strumento in più e una capacità di monitoraggio e prevenzione migliore. Nonostante questo, però, ha detto Conte, “l’evoluzione della pandemia è molto preoccupante, secondo i parametri il quadro epidemiologico è in transizione verso uno scenario di tipo 4 con alcune regioni che già nel breve periodo accusano il rischio di tenuta dei sevizi sanitari. Si conferma un quadro epidemiologico complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale con specifiche criticità in molte regioni e province autonome”.

Per questo non si procederà in maniera unitaria con misure di contenimento uniformi ma diversificate a seconda del grado di criticità di ciascuna Regione perché “se oggi riproponessimo in sistema restrittivo e indifferenziato su tutto il territorio nazionale” andremmo incontro ad un “doppio rischio: misure non adeguate” nei “territori più a rischio”, e strette “irragionevolmente” stringenti “in quelle aree dove non è necessario intervenire con” misure così rigide.

Secondo i parametri stabiliti dal ministero della Salute e dall’ISS sono già 11 le Regioni che rischiano molto; altre 8 sono classificate a rischio moderato e una probabilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese. A tal fine il prossimo DPCM individuerà tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione all’interno di una delle tre aree, con la conseguente, automatica applicazione delle misure previste per quella specifica fascia, avverrà con ordinanza del ministro della Salute e dipenderà esclusivamente e oggettivamente dal coefficiente di rischio raggiunto dalla Regione, all’esito della combinazione dei diversi parametri quale certificato dal report ufficiale dell’ISS che viene diffuso periodicamente. Sempre con ordinanza del ministro della Salute sarà possibile poi uscire da un’area di rischio ed entrare in un’altra, qualora, la Regione registri coefficienti compatibili con il passaggio di fascia.

Quali sono le novità per tutto il territorio nazionale?

  • Sul territorio nazionale chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di generi alimentari, tabacchi ed edicole che sono all’interno
  • Chiusura dei corner relativi da attività di scommesse e videogiochi ovunque siano collocati
  • Chiuderanno anche musei e mostre
  • Riduzione sino al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali
  • Limiti agli spostamenti da e verso le regioni che presentano elevati coefficienti di rischio salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o di salute o di necessità
  • Limiti alla circolazione di persone nella fascia serale più tarda salvo comprovate esigenze lavorative, motivi di studio, di salute o necessità
  • Possibilità che le scuole secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente alla Dad

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