mercoledì 27 Gennaio 2021

Cybersecurity: non la trama di un film di fantascienza, ma una impellente necessità
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La cybersecurity non è più soltanto una questione da addetti ai lavori, né la trama di un film di fantascienza. Proprio per questo, credo che occorra davvero accendere i riflettori sull’urgenza e la necessità di proteggerci dalle minacce cibernetiche e dagli attacchi informatici, purtroppo sempre più ricorrenti e dannosi per le nostre industrie, le nostre amministrazioni di governo e anche personalmente per i nostri cittadini.

La ciberdifesa deve essere pertanto uno strumento di interesse pubblico a salvaguardia della sicurezza di tutti i giorni, oltre che della sicurezza dalle grandi minacce, costantemente dotato della più avanzata tecnologia a disposizione. Per questo non si può sganciare il discorso sulla cybersecurity dalla necessità di programmare e assicurare nel tempo investimenti mirati e strategici in innovazione tecnologica, che sappiano guardare alle sfide del futuro decodificando i rischi e i pericoli del presente. Programmi come Horizon Europe (in particolare attraverso il polo tematico “Sicurezza Civile per la Società”), Digital Europe e InvestEU, i programmi per l’Intelligenza Artificiale e il Supercalcolo quantistico, saranno a disposizione per mettere a sistema i fondi e le risorse, in stretta sinergia con il nuovo Recovery Plan in cui la cibersicurezza è stata individuata come una delle priorità.

In Europa da giugno 2019 è in vigore il ‘Cybersecurity Act’, che rafforza da una parte il ruolo di ENISA, l’agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione, conferendole un mandato permanente e maggiori risorse in generale per il raggiungimento di una sicurezza informatica comune e di alto livello. Dall’altra stabilisce il primo quadro di certificazione della sicurezza informatica a livello europeo per garantire un approccio comune nel mercato interno e, in ultima analisi, migliorare la sicurezza informatica in un’ampia gamma di prodotti digitali. Inoltre, sono tuttora aperti altri dossier legati al tema della sicurezza cibernetica, tra tutti segnalo il regolamento che istituisce il Cybersecurity Competence Network and Centre, e mi auguro che i negoziatori trovino presto un accordo per poter capitalizzare tutti questi sforzi nella nuova programmazione finanziaria 2021-2027.

Inoltre, nel pieno della pandemia da coronavirus l’importanza di rafforzare gli standard di sicurezza informatica all’interno dell’Unione europea è cresciuta rapidamente nell’agenda politica comunitaria, poiché il lavoro a distanza è aumentato in modo esponenziale e un numero sempre maggiore di persone, compresi lavoratori impiegati in settori sensibili e strategici, ha lavorato molto più tempo utilizzando dispositivi collegati in rete.

Anche per queste ragioni, il 24 luglio scorso la Commissione europea ha aggiornato la nuova Strategia Ue per la sicurezza, un piano d’azione basato su quattro pilastri dove la lotta al ‘cybercrimine’ e la protezione delle infrastrutture materiali e immateriali figurano al primo posto.

Come detto sarà pubblicata entro fine anno la nuova Strategia europea sulla cybersicurezza e in Commissione ITRE (Industria, Ricerca e Energia) del Parlamento europeo siamo pronti a fare la nostra parte per dotare l’Ue e gli Stati membri di una visione di lungo termine sulla protezione delle nostre società nel ventunesimo secolo.

Patrizia Toia è vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca e energia al Parlamento UE

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