martedì 2 Marzo 2021

Per uscire dalla crisi più forza all’Europa sociale
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In questi mesi complicati, procede con caparbietà a Bruxelles il lavoro per reagire alla crisi, e per trovare un accordo finale su NextGeneration EU e sul bilancio, assicurando risorse adeguate alle politiche dell’Unione per i prossimi sette anni.

Mentre Orban e Kaczyński si rifiutano di accettare le regole sullo stato di diritto, mettendo in opera un ricatto sul bilancio e minacciando di bloccare programmi utili a tutti i cittadini europei (compresi i loro), il Parlamento Europeo è impegnato in una serie di importanti triloghi, cioè le negoziazioni con Commissione e Consiglio, per chiudere accordi fondamentali per i programmi UE.

In questa fase così delicata, rinforzare la dimensione sociale dell’Europa in ogni ambito è la chiave per uscire dalla crisi e governare i cambiamenti in atto. Io stesso, in queste settimane, sto partecipando ad esempio a quello sul Single Market Programme, dove stiamo riuscendo a confermare una serie di misure per legare la crescita del mercato interno agli obiettivi di sviluppo sostenibile, alla protezione dei consumatori, oltre che al controllo del mercato a tutela di imprese e cittadini (si pensi alla contraffazione).

Ovviamente, tutto ciò andrà accompagnato a una specifica linea di bilancio, come continueremo a chiedere come Parlamento. Più complesso, attualmente, è il negoziato sul nuovo Fondo Sociale Europeo Plus, a cui partecipo in qualità di relatore ombra per il gruppo S&D. FSE+ è il programma che avrà il compito di assicurare il rispetto degli obiettivi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, firmato a Goteborg nel 2017 anche grazie alla spinta del gruppo S&D. FSE+ infatti finanzierà interventi di contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale, per l’occupazione giovanile, la formazione, l’innovazione sociale e l’aiuto agli indigenti.

Al tempo stesso, il Fondo promuoverà il reskilling e l’upskilling di quei lavoratori che, a causa della doppia trasformazione verde e digitale che vedremo nei prossimi anni, vedranno il loro lavoro modificarsi profondamente, e dovranno quindi aggiornare e modificare le loro competenze. 

Anche sull’occupazione giovanile si giocherà una partita importante, dato che Garanzia Giovani, lo strumento europeo per accompagnare i giovani nelle loro prima esperienze di tirocinio e di lavoro stabile, rientrerà interamente nel nuovo Fondo Sociale.

In virtù della sua importanza strategica nel sostenere la dimensione sociale all’interno di un contesto di grandi mutazioni, come Parlamento Europeo stiamo affrontando i negoziati tenendo ferme le nostre rivendicazioni, ambiziose ma necessarie per poter intervenire nella maniera più efficace. Prima di tutto, il ruolo centrale di ESF+ nella lotta alla povertà: abbiamo il dovere di dare l’avvio con risorse adeguate alle Garanzia per i Bambini, la proposta del gruppo S&D e del Parlamento Europeo per offrire aiuti economici alle famiglie dei minori che vivono sotto la soglia di povertà o a rischio di emarginazione. Inoltre, riteniamo che gli stanziamenti debbano essere ampliati rispetto alla proposta originaria: i mesi della pandemia sono stati tremendi sul fronte sociale, e hanno peggiorato situazioni già drammatiche; il negoziato in corso non può quindi non tenere conto della gravità della situazione sociale che vediamo oggi, e di come questa renda necessario riformare il programma.

E’ un negoziato duro, ma aperto; in base alle prime riunioni notiamo la volontà delle altre istituzioni di giungere a un accordo.

Da parte sua, però, il Parlamento Europeo continuerà a tenere una linea ferma in favore di un accordo migliorativo rispetto alla proposta iniziale. Il nostro obiettivo è quello di chiudere le negoziazioni entro la fine del semestre di presidenza tedesca del Consiglio dell’UE (31 dicembre 2020).

Le prossime settimane, dunque, saranno importantissime per mettere in campo la risposta alla crisi e alle trasformazioni in atto, definendo una serie di programmi che daranno forma all’UE dei prossimi anni.

Come S&D e Partito Democratico, stiamo affrontando la sfida con serietà e determinazione, senza timore dei ricatti delle destre, ma con la volontà politica di dare a livello europeo le risposte ai bisogni dei cittadini degli Stati membri.

Editoriale dalla newsletter degli Eurodeputati Pd

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1 COMMENTO

  1. rafforzare la dimensione sociale dell’Europa potrebbe accompagnare la tutela delle categorie più deboli, una più giusta distribuzione del reddito e migliori condizioni di vita a di salute.

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