lunedì 25 Ottobre 2021

Allarme clima, per l’Europa il 2020 è l’anno più caldo

Per l’Europa il 2020 è stato l’anno più caldo da quando se ne tenga registro, superando di 0.4 gradi il 2019, sinora l’anno più caldo mai registrato nel nostro continente.

Lo fa sapere Copernicus, il servizio di monitoraggio satellitare della Terra dell’Unione europea. Il Copernicus Climate Change Service (C3S) segnala anche che a livello globale il 2020 pareggia con il 2016 quale anno più caldo di sempre, il sesto in una serie di anni eccezionalmente caldi iniziata nel 2015, con la decade 2011-2020 che è la più calda mai registrata.

Dati, questi, che fanno comprendere come oltre il dato dell’anno più caldo di sempre, a causa dell’emergenza climatica in atto, si debba rilevare come i record nelle temperature si susseguano con una frequenza sempre più serrata.

La temperatura media del pianeta, misurata alla superficie, ha raggiunto gli 1,25°C in più rispetto al periodo pre-industriale del 1850-1900. Un dato vicinissimo alla prima soglia stabilita dall’accordo di Parigi, quel 1,5°C che, secondo un vasto consenso scientifico, è necessario per evitare gli impatti peggiori del riscaldamento globale.

Un record bollente, raggiunto peraltro in un anno in cui non si è presentato il fenomeno climatico di El Niño, al contrario del 2016. E nonostante il 2020 sia stato l’anno dei lockdown e del Covid-19, del crollo senza precedenti della domanda di energia e delle emissioni di gas climalteranti.

Il riscaldamento globale si è fatto sentire ovunque sul pianeta. Per l’Europa è stato un anno record, il più caldo mai registrato, con la colonnina di mercurio che è stata in media 1,6°C al di sopra della norma. A influenzare in modo decisivo questo dato l’ondata di caldo che ha colpito l’Europa occidentale tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

L’Artico e la Siberia settentrionale hanno visto temperature medie particolarmente estreme nel 2020. E’ qui che si sono registrati gli scostamenti maggiori, con un’ampia regione che ha segnato 3°C in più rispetto alla media a lungo termine e alcune località che, addirittura, hanno toccato medie di 6°C sopra la media. Temperature che, a loro volta, hanno innescato una tremenda stagione di incendi nell’Artico, con un record di 244 milioni di tonnellate di CO2 rilasciate all’interno del circolo polare artico. E anche il ghiaccio marino artico ha fatto segnare record negativi.

Si parla sempre della media del surriscaldamento spalmata a livello globale, ma il cambiamento climatico sta già avendo impatti fisici sostanziali a livello locale in tante parti del mondo e le regioni colpite continueranno a crescere in numero e dimensioni.

Per quanto riguarda il clima l’Italia ha fatto registrare un’anomalia termica di +1,5 gradi Celsius, al quinto posto tra i dati degli ultimi 60 anni. In termini di temperature medie il 2020 è risultato il terzo anno più caldo di sempre, mentre lo scorso novembre si è piazzato al secondo posto (dal 1880 a oggi).