giovedì 16 Settembre 2021

Bielorussia, fenomenologia di una dittatura. Dialogo con Mauro De Bonis

Con il nostro approfondimento, oggi, ci spostiamo nell’Est Europa, in particolare in Bielorussia, dove come molti di voi hanno imparato a conoscere, soprattutto negli ultimi tempi, c’è una situazione politica a dir poco incredibile, visto che da più di 25 anni il Paese è guidato, ininterrottamente, dallo stesso uomo: Alexander Lukashenko.

Una situazione su cui si sono accesi i riflettori dell’opinione pubblica e della comunità internazionale perché dopo le ultime elezioni, quelle del 2020, qualcosa in Bielorussia è cambiato. Sì perché, per la prima volta, i cittadini bielorussi si sono ribellati. Con una protesta molto forte e mediaticamente molto efficace, anche grazie all’aiuto della diaspora bielorussa all’estero, una protesta dal volto femminile delle sue principali protagoniste, gli oppositori si sono fatti finalmente sentire.

E come succede in questi casi, è scattata, immancabile la repressione. Arresti, fughe all’estero, denunce. Fino all’ultimo, incredibile episodio del dirottamente dell’aereo di linea Ryanair, partito da Atene e diretto a Vilnius, costretto dalle autorità nazionali ad atterrare, col pretesto di un falso allarme bomba. Una volta che il velivolo è atterrato a Minsk, la polizia bielorussa ha arrestato uno dei passeggeri: Roman Protasevitch, un blogger ventiseienne che in questi anni ha animato la protesta popolare contro il regime dittatoriale del presidente Lukashenko.

Un episodio che ha fatto molto scalpore, provocato reazioni molto dure della comunità internazionale e gettato nuove ombre su Lukashenko. Parliamo di questo oggi, della natura di questo regime, delle sue relazioni, delle sue caratteristiche insieme a Mauro De Bonis, giornalista di Limes ed esperto di Russia e Paesi ex sovietici.

A cura di Stefano Cagelli


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