mercoledì 4 Agosto 2021

La morte di Saman è una tragedia per tutti. L’intervista di Giuliano Giubilei a Livia Turco

La morte di Saman è una tragedia per tutti, dice Livia Turco, che è stata ministro della Salute e della Solidarietà Sociale, responsabile Donne del PCI e dei Ds, presidente della Commissione Pari opportunità e che ha firmato la legge Turco Napolitano.
Prima di tutto è la tragedia della solitudine di una giovane donna che aveva coraggiosamente deciso di rifiutare un matrimonio combinato dalla sua famiglia.
Ma è anche una tragedia che ci interroga tutti. Per un motivo, semplice e drammatico al tempo stesso: la costruzione della convivenza con le diverse comunità che vivono a fianco – ma non insieme – a noi è un tema rimosso.
Ma se la destra lo respinge, la sinistra lo ha rimosso. Rimosso dalle sue politiche.
Sono contenta che Enrico Letta, l’unico che da presidente del Consiglio fece qualcosa per l’immigrazione abbia riproposto lo Ius Soli. Spero che questo corrisponda a una inversione di marcia.
Noi consideriamo gli immigrati solo come forza lavoro, dobbiamo invece fare uno sforzo per considerarli parte integrante di una società plurale che è anche l’unico modello che assicura convivenza e sicurezza.
E il mondo femminile, di fronte a questo tema, è fermo come quello della politica. “Le femministe? È ora che si sveglino”, dice ancora la Turco.
Che ribalta totalmente le critiche del centro destra, secondo cui la morte di Saman sarebbe la riprova del fallimento delle politiche di integrazione. “È l’esatto contrario- ribadisce -. È proprio la mancanza di una politica di convivenza ad aver causato questa tragedia”.