Si apre un nuovo capitolo per la sinistra cilena (e non solo)

Con Alfredo Somoza, giornalista e attivista

Con il 55,8 per cento dei voti, Gabriel Boric, leader della coalizione di sinistra, ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Cile, superando di oltre 10 punti percentuali José Antonio Kast, il candidato di estrema destra. Al primo turno delle elezioni, lo scorso 21 novembre, Kast aveva ottenuto il 27,9 per cento dei voti, Boric il 25,8. A 35 anni, Boric diventerà il presidente più giovane della storia del Cile.

Si dichiara femminista e dice che da presidente il suo sarà “il primo governo Ecologista della storia del Cile”. Boric critica fortemente il neoliberismo e vuole rendere pubblico il sistema sanitario e quello pensionistico, oggi entrambi privati, e decentralizzare i poteri dello Stato, devolvendo verso le regioni e le comunità locali con grande attenzione verso le popolazioni native.

Ne parliamo con Alfredo Somoza, presidente dell’ICEI (Istituto di Cooperazione Economica Internazionale di Milano) collaboratore di diverse testate radiofoniche e web e uno dei giornalisti più informati sulle dinamiche dell’America Latina.

A cura di Stefano Cagelli

 

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