Un medico per i senza fissa dimora

In Italia, quando una persona diventa così povera da non potersi più permettere di pagare un affitto o un mutuo finisce in strada. E una volta in strada perde anche la residenza, viene cancellata dall’anagrafe del comune e perde tanti diritti. Tra questi, perde il diritto al medico di base e può curarsi solo tramite il Pronto Soccorso. Purtroppo, questo avviene a causa di una legge del 1978, approvata quando il fenomeno dei senza dimora era pressoché sconosciuto.

Antonio Mumolo Presidente di “Avvocato di strada Odv” crede sia giusto intervenire con una legge nazionale (andando oltre le buone leggi regionali approvate in Emilia Romagna e Puglia), che restituisca il diritto alla cura – e al medico di base – alle 60mila persone senza dimora che sono in Italia.

La legge comporterebbe anche un notevole risparmio perché prevenire costa meno che curare malattie in fase avanzata: un medico di base costa circa 80 euro l’anno a persona, mentre un solo accesso al pronto soccorso costa in media 250 euro. Inoltre, diminuirebbero i giorni di degenza di queste persone, oggi costrette a fare anche la convalescenza in ospedale non avendo un medico di base.

 

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