mercoledì 2 Dicembre 2020

Fake news, si muove anche l’Europa
F

La verità conta. Per questo dobbiamo riuscire a creare una spazio informativo resiliente e democratico, basato sulla libertà di espressione ma anche con delle richieste chiare ai player digitali. Perché questo dimostrerà che la democrazia è il sistema migliore per affrontare una crisi come quella che stiamo vivendo, con il massimo beneficio per i cittadini.

È questo, in sintesi, il convincimento che sta muovendo l’azione della Commissione europea contro la disinformazione, e che la commissaria ai Valori e alla Trasparenza Věra Jourová ha messo nero su bianco, presentando con l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue Josep Borrell le azioni che a Bruxelles si stanno mettendo in campo per rafforzare la battaglia contro le fake news.

Un problema che l’emergenza Covid ha fatto balzare ai primi posti nelle agende di tutti i governi europei, e che come la stessa commissaria ha confermato, ha visto l’Italia tra i principali bersagli di quello che ha definito come un vero e proprio attacco.

Tornano dunque ancora una volta, a proposito di fake news, e questa volta dalla bocca dei massimi vertici delle istituzioni europee, parole prese a prestito dal linguaggio bellico. Il segno più evidente che è su questo terreno che, in questo secolo, si sta giocando una partita che ha implicazioni vastissime. E che sempre più chiaramente vede ingaggiati in una ‘nuova guerra fredda’, il cui obiettivo è l’affermazione di nuovi equilibri geopolitici, sistemi politici e valoriali di natura opposta e, spesso,  incompatibile.

E quasi all’unisono con la Commissione si è mosso anche il Parlamento europeo, che il giorno dopo la comunicazione di Borrell e Jourová ha deliberato l’istituzione di una commissione speciale sulle interferenze estere verso i processi democratici nell’Unione europea. Per il capodelegazione del Pd Brando Benifei “una notizia che attendevamo da diversi mesi e per cui ci siamo battuti con forza come democratici”.

Non lo hanno mai detto così chiaramente, da Bruxelles: attori stranieri, e in particolare Russia e Cina, nel corso della crisi Covid si sono impegnati in operazioni per influenzare l’opinione pubblica e in campagne di disinformazione, in Europa e altrove, nel tentativo di minare il dibattito democratico e di esacerbare una polarizzazione nella società, con lo scopo migliorare la propria immagine durante l’emergenza.

È scritto nero su bianco nella comunicazione congiunta presentata dall’Alto Rappresentante. Insieme a un punto sugli strumenti adottati finora – e che si sono rivelati finora insufficienti a contrastare un fenomeno che conta evidentemente su un supporto economico e logistico su vasta scala -, e sulle azioni da mettere in campo per il futuro.

Gli asset strategici contro le fake news

Sono tre gli asset strategici individuati dalla Commissione europea, per i quali la pandemia ha rappresentato uno ‘stress test’ unico, e che possono essere riassunti nelle parole-chiave ‘capire-comunicare-cooperare’.

Capire, per distinguere tra contenuti illegali e contenuti dannosi, ma non illegali. E per calibrare le riposte più adatte a ciascuna situazione.

Comunicare, con l’enfasi che i commissari hanno posto sullo sforzo compiuto da Bruxelles per migliorare la propria comunicazione verso i cittadini nel corso della crisi Covid.

E infine la cooperazione, un asset ritenuto strategico per il quale sono diversi gli attori messi in gioco: i governi e le istituzioni europee, chiamate a utilizzare canali comuni come un ‘Sistema rapido di alert’ e all’adozione di una risposta integrata alle crisi di natura politica. E i partner internazionali come l’Oms, il Meccanismo di Risposta Rapida del G7, la Nato e altri. Obiettivo principale, condividere informazioni e buone pratiche.

A giocare un ruolo cruciale, nella strategia messa a punto a Bruxelles, saranno poi quegli attori della società civile capaci di far circolare fact checking e buona informazione, come i media indipendenti e i giornalisti di paesi terzi.

E, infine, a essere chiamate in causa nel capitolo dedicato alla cooperazione sono anche le piattaforme su cui i contenuti circolano, a cui viene riconosciuto di aver rimosso milioni di notizie false, ma a cui viene richiesto uno sforzo ulteriore in tema di trasparenza, dopo l’adesione al codice sulla disinformazione del settembre del 2018.

Per Borrell e Jourová è necessario adesso compiere un passo in avanti, chiedendo alle piattaforme di fornire report mensili che includano dati più dettagliati sulle azioni messe in campo per promuovere contenuti verificati, migliorare la consapevolezza degli utenti e limitare la disinformazione sul coronavirus. E a questo proposito, è arrivata la notizia che anche il social network nascente Tik Tok ha decido di aderire al Codice.

Una buona notizia che apre a una maggior trasparenza su un canale finora frequentato – senza grandi controlli sul tipo di informazione veicolata -, soprattutto da giovanissimi e da qualche spregiudicato politico.

Più letti

Quanta ipocrisia su Diego. Era un mito anche per le sue fragilità, si chiama vita

Quante polemiche, moralismo, bigottismo e ipocrisia inutile in questi giorni su Diego Armando Maradona. Lasciate perdere. Lasciate perdere chi pensa di separare l'uomo dal giocatore...

I valori comuni europei non sono in vendita

Come ormai noto l’Ungheria e la Polonia, con il sostegno della Slovenia, hanno bloccato l’approvazione dell’accordo raggiunto faticosamente a luglio dai rappresentanti del Consiglio...

La legge sul divorzio compie 50 anni. Diede il via alla rivoluzione dei diritti

Il 1º dicembre 1970 il divorzio venne introdotto nell'ordinamento giuridico italiano. Cinquant'anni da quel primo dicembre 1970 quando il Parlamento diede il via libera alla 'Disciplina...

Cybersecurity: non la trama di un film di fantascienza, ma una impellente necessità

La cybersecurity non è più soltanto una questione da addetti ai lavori, né la trama di un film di fantascienza. Proprio per questo, credo...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

La sfida per la legalità riparte dai ‘boschi’: ecco come Troina ha vinto il Premio Comuni virtuosi 2020

Rispetto all’antica e originaria vocazione, che li vedeva in prima linea soprattutto nella gestione dei servizi fondamentali per i cittadini, oggi gli enti locali sono...

“Il Jazz per salvare i ragazzi, anche dal Covid”. L’idea di Massimo Nunzi, trombettista e inventore del GiocaJazz

Il suo primo incontro con la musica non è stato dei più felici. Il suo primo maestro di Conservatorio non ha riconosciuto il suo...

Non dipende da lei. Dipende da Noi

C'è un'enorme questione maschile che ci impedisce di vedere. Che ci impedisce di capire che il problema non è il rapporto tra le donne e...

Il primo antidoto contro la violenza è la parità in tutti i settori

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Layen ha più volte affermato che "la parità di genere è un principio fondamentale dell'Unione Europea,...

“Essere complottista è facile, ti semplifica la vita. Ecco perché è così complicato uscirne”. Parla Emilio Mola

Assalti alle autoambulanze e video girati negli ospedali per testimoniare che "non ce n'è coviddi" ma anche la setta digitale QAnon e le teorie...