giovedì 22 Ottobre 2020

Quelle strane alleanze che danno forza alle fake news

La fake news si sono diffuse più velocemente del virus. Ma cosa c'è dietro?

Tra le molte cose su cui occorrerà riflettere una volta che la tempesta da cui siamo stati travolti si sarà calmata, vi sono le dinamiche che hanno portato, in piena crisi e con il Paese scosso da una pandemia che mieteva migliaia di morti, a una vera e propria esplosione del fenomeno delle fake news. A una velocità di diffusione più forte del virus stesso, sono decine le notizie confezionate chissà dove arrivate sui cellulari di milioni di cittadini, e nella sezione Fake news di Immagina ve ne offriamo una parziale carrellata.

Quali interessi, quali obiettivi e quali manovre si sono celate e si celano dietro al proliferare di false informazioni, che con un’epidemia in atto possono rappresentare anche un pericolo per la salute dei cittadini?

Alla loro diffusione virale hanno senz’altro contribuito  la paura e l’insicurezza da cui le persone sono state investite praticamente da un giorno all’altro. Ma è inutile negare che, se da un lato è addirittura fisiologico che una fetta di popolazione particolarmente spaventata possa essere più ricettiva anche alle più assurde panzane, è altrettanto evidente come ci sia stato chi, su questa condizione psicologica, ha giocato in maniera sporca.

Rispondere alla domanda su chi si celi dietro a tutto questo è complicato. È un compito che spetta ai debugger esperti e di cui la task force apposita messa in piedi dal governo italiano si è fatta carico. Ma un paio di cose sulle dinamiche che hanno dato alle bufale una forza di penetrazione mai vista prima, si possono dire fin da subito.

I numeri della diffusione in Europa

Innanzitutto qualche numero: la no-profit Avaaz ha analizzato la diffusione di 100 contenuti  bollinati come falsi da fact checkers indipendenti, scoprendo come solo questi fossero stati condivisi in Europa 1 milione di volte e visualizzati qualcosa come 117 milioni di volte.  

Appare ormai evidente, dunque, come vi siano gruppi che hanno tutto l’interesse a seminare confusione e paura, chiaramente convinti di trarne un qualche vantaggio. Gruppi che, sempre stando alle analisi degli esperti, nascono divisi ma colpiscono uniti, spesso stringendo alleanze che potremmo definire quasi naturali, per le quali non sono necessarie né firme né strette di mano.

Il senso della destra per le bufale

E qui veniamo all’altro punto. Perché al netto dalle origini spesso eterogenee per tipologia e provenienza geografica delle fake – molto nasce in ambienti complottisti -, quello che colpisce è l’esistenza di un circuito, in Italia come altrove, pronto a spalleggiarle. Un circuito il cui carburante principale, soprattutto qui da noi, è un pezzo di politica, nella fattispecie i movimenti di destra e populisti – la Lega e affini – e la vasta rete di gruppi che soprattutto su facebook gravitano in quel mondo.

Un’alleanza che riesce a dare forza e viralità alle più assurde bufale o tesi complottiste, come è successo ad esempio nel caso del video del TgR Leonardo sul virus creato in laboratorio, visualizzato milioni di volte nel mondo dopo la condivisione da parte di Salvini e Meloni e dopo la pubblicazione sul social network russo VK.

Perché c’è poco da fare: se una fake sui vaccini resta in una chat di condominio, poco male. Ma se il fiume carsico di bufale e disinformazione è spalleggiato da uno dei partiti con il maggior consenso nel Paese, il discorso cambia, e diventa molto più grave e serio.

Le contromosse dei colossi del web

Anche perché la preoccupazione per il dilagare delle fake, a cui Salvini sembra immune, è arrivata fino ai piani alti dei colossi del web. Facebook, ad esempio, ha assicurato di stare intervenendo con degli alert rilasciati sulle bacheche degli utenti che siano stati esposti a notizie false e un link al sito dell’OMS con le informazioni certificate. Un servizio che però, purtroppo, per il momento lascia privo di warning ancora il 70% dei contenuti in lingua italiana.

Mentre Google è intervenuto sulle ricerche legate al coronavirus, riportando tra i risultati solo le notizie da fonti ufficiali e verificate.

L’arma della condivisione responsabile

L’arma più potente contro le fake news, in ogni caso, resta quella che ancora troppi cittadini non sono consapevoli di possedere: e cioè la possibilità di scegliere con cognizione di causa cosa condividere, facendo girare solo notizie verificate e di cui è possibile tracciare l’origine.

La lotta contro le bufale comincia da ogni singolo cittadino, attraverso la condivisione responsabile. 

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1 COMMENTO

  1. Stavo per mandarvi un commento sul sito IMMAGINA chiedendovi di prevedere una rubrica di fake news, quando ho scoperto con molto piacere che l’avevate gia fatta. Penso sia un’ottima idea ed un efficace strumento di verifica delle notizie false che potranno essere contestate sul web. Sono cosciente che spesso le persone leggono solo il titolo e credono a quello a cui vogliono credere senza verificare la veridicità delle notizie, ma se anche solo in una piccola parte di persone si potesse instillare un dubbio, direi che sarebbe comunque un successo.
    Non so se è gia previsto, ma sarebbe utile la possibilità di segnalarvi le potenziali fake news in modo che si possa fare una verifica.

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