giovedì 24 Settembre 2020

Immaginare il futuro e costruire un mondo migliore per la nuove generazioni
I

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un suo recente intervento rivolgendosi ai giovani ha dichiarato: “Come sarà il mondo di domani dipenderà in larga misura da voi, studenti di oggi. Dalla vostra capacità di pensarlo, di progettarlo, di viverlo. Dal vostro impegno. Da come metterete a frutto i saperi e le conoscenze che oggi acquisite“.

Sono proprio questi principi, che avevo come modello, ad avermi dato l’impulso ad agire e per questo vorrei proporre alcuni argomenti di riflessione a partire dalla mia esperienza di Consigliera al Comune di Osimo, con delega politiche europee ed Osimolab, sulle attività ed i progetti cui ho dato vita in questo primo anno di mandato. E’ per me un percorso di azioni ed interventi verso l’obiettivo di dare proprio forma e sostanza al concetto di IMMAGINA.

Queste iniziative hanno avuto tutte un impatto sul territorio in termini di partecipazione, diffusione di informazione e conoscenza e, soprattutto per i più giovani, di proposta di una visione positiva del mondo che li circonda, di sentirsi più vicini e partecipi anche su argomenti e questioni rilevanti, confrontandosi con interlocutori all’apparenza così lontani, ma che in realtà si possono avvicinare e da cui molto si può apprendere, se solo si ha la volontà, la forza e l’impegno per realizzare sogni e progetti.

Come è stato nel caso della Settimana Mondiale dello Spazio organizzata ad Osimo, in adesione alla World Space Week (4-10 ottobre 2019). Da quella iniziativa, l’unica a livello nazionale patrocinata da Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Agenzia Spaziale Europea (ESA), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Gran Sasso Science Institute (GSSI) è scaturita, sulla base di una proposta di Francesca Faedi, astrofisica “cacciatrice di pianeti” (che a dicembre 2019 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’alta onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana), una serie di eventi che hanno avuto un forte impatto sugli studenti che vi hanno partecipato.

Mentre Francesca svolgeva il suo laboratorio a scuola, in quelle stesse ore veniva assegnato il Premio Nobel per la Fisica 2019 al Prof. Didier Queloz con il quale Francesca Faedi condivide 28 pubblicazioni. La sua proposta è stata immediatamente quella di un incontro con lui, subito accolta dall’Istituto tecnico Laeng-Meucci: organizzare una video-intervista con il Premio Nobel Didier Queloz, preparata insieme agli studenti! Sembrava un sogno ed i ragazzi si sono sentiti coinvolti ed attratti verso la scienza ed i suoi misteri da questa opportunità: qualcosa di impossibile che invece diventava possibile.

Ebbene, l’incontro ha avuto luogo lo scorso 30 gennaio, all’Università di Cambridge grazie a Francesca Faedi accompagnata da una delegazione a guida femminile dell’unica scuola italiana che ha avuto questa possibilità: Didier Queloz, fresco Premio Nobel, ha gentilmente risposto alle domande preparate dagli studenti del Laeng-Meucci, dimostrando una grande sensibilità ed attenzione ai giovani. E per i giovani studenti è stato un esempio concreto del fatto che la passione, lo spirito di ricerca e di avventura deve muovere ogni ragazzo verso la vita e nel percorso della vita: scoprire, capire e stupirsi; e ancora cercare e andare avanti, crescere, non aver paura di fallire, progredire.

L’intervista è poi diventata una video-lezione proposta a scuola, seguita con grande interesse e che è ora a disposizione di tutte le istituzioni scolastiche o di altra natura che fossero interessate a proporla e utilizzarla a scopi divulgativi. Ed è stato motivo di soddisfazione che la mozione del Consiglio regionale delle Marche 606/2020 – “11 febbraio – Giornata Mondiale delle Donne e ragazze nella scienza” – citasse l’attività come esempio in ambito STEM e obiettivo 5 ONU parità di genere. 

Ecco questo è un grande risultato per me, vedere giovani che acquistano entusiasmo ed energia e voglia di migliorarsi e di studiare per conoscere e comprendere e impegnarsi nella vita. Perché tutto si può fare, ogni obiettivo si può raggiungere anche intervistare un Premio Nobel in giovane età!

Un grande risultato, perché quelle ragazze e quei ragazzi trasmetteranno questo messaggio agli altri e così si collabora alla crescita di una coscienza collettiva, sulla base della partecipazione e non solo di principi espressi a parole e non percepiti direttamente.

E nel piccolo del nostro mondo cittadino e regionale può prendere avvio una nuova visione dell’apprendimento, basato sull’incontro con realtà che sembrano lontane e irraggiungibili. 

E non è bastato. L’attività di preparazione a quella intervista è stata realizzata utilizzando un kit di cubi componibili rappresentativi i 17 Obiettivi ONU di Agenda 2030, menzionati proprio dall’ONU sul suo sito ufficiale, con un articolo e la foto dei ragazzi del Laeng-Meucci con i cubi da me ideati: l’intenzione era quella di donarli agli istituti scolastici per fornire loro uno strumento capace di aiutarli a ragionare sui valori della cittadinanza globale, così come sul contributo trasversale della scienza al raggiungimento degli Obiettivi stessi. Proprio per questo ho scelto la Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo come momento istituzionale per donare loro il kit.

Ugualmente la Settimana mondiale dello Spazio, ha visto una grande partecipazione di giovani che si sono entusiasmati nell’incontrare l’astronauta Umberto Guidoni ed hanno seguito con interesse gli interventi su argomenti affascinanti e che invitano a pensare, sognare, progettare e danno stimolo e carica per porsi obiettivi importanti per la vita.

Come pure la ricorrenza della Giornata Mondiale della Radio è stata molto interessante per i ragazzi. Devo ammettere che passare dall’organizzazione della Settimana dello Spazio alla Giornata Mondiale della radio per valorizzare una storia imprenditoriale locale, nel nome di Marie Laeng che lega il nome della scuola ad una storia di impresa, è particolarmente stimolante, specialmente quando sappiamo che finanche nello spazio la comunicazione con “Madre Terra” avviene tramite comunicazione radio.

L’incontro a scuola ha creato una connessione tra passato, presente e futuro stimolando i giovani in un incontro con esperti di livello nazionale per ricostruire sì la storia della radio, ma anche di vederne le applicazioni che ancora oggi la rendono comunque insostituibile nelle contaminazioni tra telecomunicazioni, maching learning, Open Data, settore aerospaziale. Ascoltare un radioamatore che fa capire come la radio sia uno strumento fondamentale al di là delle tecnologie moderne, come computer, cellulari, tablet, ecc., e di come possa essere utile in situazioni particolari di emergenza, di necessità e salvare la vita.

Raccontando queste iniziative manifesto sì la mia passione, l’impegno e il desiderio di far crescere e progredire la nostra società, a partire dai giovani. E credo che anche partendo dal mio piccolo territorio, inteso non solo in senso fisico, si possa cominciare a costruire un mondo migliore. Perché il mondo è l’insieme di piccole realtà, poi interconnesse, collegate in ambiti territoriali più ampi, fino ai grandi Stati nazionali e alla comunità internazionale del mondo intero. E se in ogni piccolo luogo si sviluppano idee e progetti per migliorare la vita, far crescere la ricchezza globale senza danneggiare la natura ed il prossimo, nel rispetto dell’ambiente, educando con l’esempio e la partecipazione e non solo con dichiarazioni di principio, alla fine si contribuisce a costruire un mondo migliore per noi stessi e per le generazioni che verranno.

Lo credo profondamente, ne sono convinta e ne voglio essere parte. In ogni luogo mi sarà possibile mi impegnerò per questi obiettivi. E’ quello che considero il senso di una vita partecipata e davvero attiva. E mi auguro di partecipare questa visione con tante donne e tanti uomini che condividono le nostre idee e i nostri progetti.


Frida Paolella, Segreteria PD Marche, Consigliera Comune di Osimo, delegata Politiche Europee ed Osimolab

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