lunedì 6 Luglio 2020

Nulla sarà più come prima. Questa è la speranza
N

In un murales in lingua spagnola girato nei social in queste settimane di coronavirus ho letto una frase che ho condiviso con tanti amici e che riassume bene il mio pensiero su come sarà il dopo: “No volveremos a la normalidad porque la normalidad era el problema”. Questa emergenza ha infatti reso evidente una fragilità strutturale della nostra società che era conosciuta soltanto agli operatori sociali o alla parte più attenta e sensibile della politica e delle istituzioni: quanta povertà in progressivo aumento, quanta precarietà in lavori non tutelati e non sufficienti a garantire un tenore dignitoso di vita.

I centri di ascolto e soprattutto quelli di distribuzione alimentare delle nostre Caritas hanno incrociato il bisogno di tante persone e famiglie che mai prima si erano presentate.

Se la “normalità” che ha preceduto il coronavirus era questa dovremo davvero cambiare qualcosa, iniziando proprio dal contrasto alla povertà. In questi ultimi anni si sono attivate per la prima volta misure indirizzate a questo obbiettivo. Occorre rafforzarle, con una attenzione particolare alle possibilità di accesso al lavoro e ad un lavoro dignitoso e tutelato.

Non è infatti solo questione di risorse economiche, ma di accompagnamento e sostegno alla dignità delle persone, di dare a ciascuno la possibilità di trovare una propria dimensione di vita.

Il quadro si allarga perciò nella ricerca delle risorse necessarie e nella questione tutta politica di definire le priorità. Quali saranno dopo il coronavirus? Speriamo non le stesse di prima.

Continueremo nella dimensione del lavoro e della economia a privilegiare il maggior guadagno possibile oppure ci faremo carico anche della busta paga di chi lavora? Continueremo a spendere cifre inimmaginabili nelle armi o apriremo spazi di economia sostenibile e indirizzata allo sviluppo? Sarebbe davvero assurdo e incomprensibile riprendere tutto come prima come se non fosse accaduto niente. Speriamo davvero che la memoria non ci tradisca, come purtroppo sta avvenendo da qualche tempo per altre tragedie del secolo passato.

Quali iniziative potremmo cercare di intraprendere?

La prima potrebbe essere ricostruire una grande rete sociale fra tutti i soggetti: istituzioni, agenzia educative, realtà produttive, terzo settore. “Se ne esce insieme” ci ricordava Papa Francesco prima di Pasqua: dobbiamo ripensare un mondo dove nessun settore fa a meno degli altri, dove economia e ambiente, istituzioni e organi intermedi rafforzano collaborazione e attenzione reciproca. L’economia non potrà più produrre ricchezza per pochi e povertà per molti.

Questo porterà anche un diverso criterio di valutazione dello sviluppo, che non potrà essere più misurato soltanto sulla quantità di merce prodotta o consumata, ma sulla reale qualità della vita delle persone: gli spazi di vita, di riposo, i servizi, le relazioni, tutto quel mondo che non è quantificabile nel consumo o nel possesso dei beni. In queste settimane nelle quali siamo stati privati di questi beni non materiali spero che ne abbiamo riscoperto il valore e l’importanza per la nostra vita.

Questa crisi ci lascia però anche la consolazione di tanta generosità: nelle nostre Caritas riceviamo tanti contributi e la disponibilità di molti giovani al volontariato. Anche questo resterà dopo il Coronavirus e sarà un patrimonio di consapevolezza che ci aiuterà a non tornare a quella “normalità” che sta producendo in questo tempo tanta sofferenza.

Don Armando Zappollini è Direttore Caritas della Diocesi di San Miniato (Pisa)

Più letti

Verso gli Stati Popolari, Gianni Cuperlo dialoga con Aboubakar Soumahoro

La pandemia sta provocando la peggiore recessione economica della nostra storia e sta colpendo soprattutto donne e giovani, avendo messo in ginocchio...

Incentivi per auto Euro 6, voucher per viaggi ed ecobonus. Tutte le novità del dl Rilancio

Via libera della Commissione Bilancio della Camera alla modifica del superbonus al 110%. L’incentivo per garantire l’efficientamento energetico si allarga: si potrà...

A proposito di semplificazioni: come governare le trasformazioni sottraendole ai poteri criminali

Nello Stato di diritto, che non riconosce poteri al di fuori o al di sopra della legge, legalità e trasparenza della azione...

Perché oggi serve una cultura dell’arte pubblica più accessibile e diffusa

Il dibattitto intorno al concetto di "arte pubblica" non nasce certo oggi. Da molto tempo e a più riprese artisti, esperti di...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Sport significa inclusione e coesione, diamo alle associazioni gli strumenti che meritano

Una scelta importante, in un momento di forte attenzione per tutto il mondo sportivo. Come PD vogliamo sottolineare l’importanza dello sport, ricordando...

‘Bonus vacanze’ da oggi al via: come si ottiene e a chi spetta

Come stabilito nel decreto rilancio, da oggi primo luglio scatta la possibilità per gli italiani di richiedere il 'Bonus vacanze'. Un'iniziativa che...

La scrittura per evadere dai social e dal ‘cattivismo’. La lezione di Francesco Trento

Il Coronavirus ci ha bloccato in casa 2 mesi. Un tempo lunghissimo che ci ha costretto a rivedere le nostre priorità ma anche...

Il design della distanza

Tratto da Covid and the City. Le città che saremo, serie POST sulle città dopo il coronavirus. Domande, appunti, proposte concrete. Saremo...

Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, che fare (ora)?

La crisi funziona sempre come un amplificatore delle disfunzionalità di sistema. Il trauma interrompe il tessuto della quotidianità e della “normalità”, ma...