giovedì 24 Settembre 2020

Restituiamo la socialità ai bambini con i Community park di quartiere
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A due mesi dalla quarantena all’interno delle case, bambini e ragazzi hanno il bisogno, nonché il diritto, di tornare a giocare e socializzare con i propri coetanei.

A causa dell’isolamento sociale imposto dalla quarantena e dalla sospensione delle scuole si sono evidenziate forme di regressione dell’autonomia, la percezione di sé solo in qualità di figlia/o, la forzata limitazione psicofisica, l’aumento di conflittualità in famiglia e l’abuso dei dispositivi elettronici.

In una condizione adulto-centrica la percezione che il bambino ha di sé è solo in qualità di figlia/o e necessita di riappropriarsi della propria dimensione infantile. Questa forzata limitazione psicofisica può essere superata con attenzione alla salute sia fisica sia psicologica del bambino stesso.

In quest’ottica chiediamo vengano riconosciuti i diritti dei minori, proponendo un’attività controllata di riapertura dei parchi in micro-gruppi di bambini di 5 bambini, all’interno del proprio quartiere, con controlli sanitari presidiati dal Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss, e affidati ad animatori esperti con supervisione di pedagogisti e psicologi ogni tre Community Park.

L’attività si svolgerà nelle aree verdi dei quartieri, compresi quelli delle scuole. Nei Community Park chiediamo sia sospeso l’obbligo del distanziamento fisico, pur in condizioni di sicurezza sanitaria si vogliono creare condizioni per giocare serenamente e di sperimentare anche la forza delle carezze.

In presenza di un’epidemia globale la soluzione per limitarne la diffusione qui proposta è locale, di quartiere.

Chiediamo, al più presto, che i micro-gruppi di 5 o più unità, la costanza dei rapporti sociali come qui rappresentata siano una scelta di prevenzione del contagio autorizzata e consigliata. In forma auto-organizzata o con servizi dedicati.

Come scelta etica e di responsabilità si devono tutelare i nonni, soggetti più a rischio, quindi non potranno essere loro ad ottemperare alla mancanza di welfare per minori.

Nessun genitore dovrà rinunciare al proprio lavoro per la mancanza di sostegno nell’accudimento dei figli. In un periodo che vede la disoccupazione tornare oltre l’8% chiediamo di sostenere il lavoro che genera lavoro.

Gli italiani si sono dimostrati attenti e ligi alle regole finora imposte, ora servono norme rispettose dei diritti anche dei più piccoli cittadini.

Tramite il gioco e la socialità, quali necessità psicofisica, ci si propone di riequilibrare il disagio vissuto: una PEDAGOGIA DELLA VICINANZA SOCIALE E RELAZIONALE, al tempo del distanziamento fisico.

Elisa La Paglia è consigliera comunale di Verona.

Questa proposta è stata scritta grazie ai tantissimi professionisti e altrettanti genitori che hanno contribuito con riflessioni, correzioni e richieste.


PROGETTO COMPLETO: http://elisalapaglia.it/i-bambini-ri-escono/

Se condividi la proposta sottoscrivila su http://chng.it/89rgfYQZ

Per maggiori informazioni o aderire: IBAMBINIRIESCONO@gmail.com


Elisa La Paglia è consigliera comunale del Pd a Verona


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