giovedì 9 Luglio 2020

La medicina del territorio, un modello da applicare a livello nazionale
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I dati hanno evidenziato che le regioni che hanno una sanità basata sulla medicina del territorio, invece che nell’ospedalizzazione, hanno reagito meglio a questa emergenza. Dove i malati con i primi sintomi sono andati subito al PS degli ospedali questo ha generato contagi a catena nella popolazione e grossi problemi per la tenuta dello stesso ospedale (Codogno e altre zone lombarde insegnano).

Quando nel 2016 riuscimmo come sindaci della Valdichiana a mantenere il nostro distretto autonomo questa conquista passò come un’informazione scontata o peggio ancora inutile forse perché non si era veramente compreso il valore della medicina territoriale per la salute pubblica.

Ora è evidente: i medici di famiglia e pediatri in rete, attivi, con tutti i dati della popolazione condivisi, il servizio di igiene pubblica, gli infermieri del territorio e la nuova unità USCA, tutto è servito per avere direttamente e continuamente il polso della situazione dei cittadini (specialmente di quelli più a rischio per stili di vita, lavoro o patologie pregresse o, perché no, solitudine); è servito per fare tamponi mirati e per prevenire situazioni che potevano generare contagi incontrollati.

Per non parlare della gestione delle RSA (più gestibili – oltre che più umane – da 30 posti letto rispetto ai 620 del Pio Albergo Trivulzio), dell’assistenza sociale, dei disabili, della salute mentale e, della vera forza della medicina del territorio, ovvero la prevenzione e la medicina d’iniziativa. Io credo che dobbiamo iniziare a dirlo senza che sia lesa maestà alle efficienti ed operose regioni del Nord.

Se un modello ha funzionato, di più e meglio, dopo questa pandemia deve essere adottato in tutto il territorio nazionale per i prossimi mesi ma anche per i prossimi anni mettendoci finalmente e definitivamente più soldi. Avere una medicina del territorio efficace con risorse professionali e strumentali adeguate più vicina alla popolazione e consapevole delle necessità specifiche di un territorio non è più una scelta di destra o di sinistra ma di buon senso.


Francesca Basanieri è stata sindaca di Cortona dal 2014 al 2019 ed è presidente dell’Assemblea provinciale del Pd di Arezzo

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