lunedì 18 Gennaio 2021

Ora un nuovo testo unico sull’immigrazione, che metta al centro il cittadino
O

I contenuti presentati nel “decreto rilancio”, riguardanti la lotta al lavoro nero e l’emersione dei lavoratori dall’irregolarità, sono una buona notizia e una svolta significativa rispetto al recente passato. Le reazioni scomposte delle destre, arroccate su posizioni ideologiche anacronistiche, ne è la conferma più lampante. La scelta di riconoscere diritti e dignità a delle persone è risultata inaccettabile a chi fino a ieri aveva alimentato la retorica allarmista contro i migranti, rappresentandoli sempre come una minaccia alla nostra identità e sicurezza.

Con questo provvedimento invece si è voluto ribadire il principio che solo nella legalità vivono i diritti e che queste persone – fino a ieri invisibili – sono prima di tutto portatrici di diritti. Un primo passo importante nella giusta direzione. Si è cosi ribadito che questi lavoratori sono parte integrante del nostro Paese. Per questo era giusto e “naturale” che in questo decreto cosi complesso, fossero comprese queste norme.

Minimizzare come fanno alcuni questo intervento credo sia sbagliato. Bisogna ora insistere perché il salto culturale registrato, diventi il cuore di una più ampia strategia, che metta al centro una idea di società diversa. Un tema che la crisi pandemica ha prepotentemente posto in agenda e che non si potrà eludere domani.

Fra le tante domande a cui saremo chiamati a rispondere, credo che si porrà anche quella se è pensabile che in un Paese come l’Italia abbia senso la presenza di milioni di persone che vivono secondo le leggi ma con meno diritti civili degli altri concittadini. Se questo non indebolisce la tenuta sociale e democratica e di quanto la lotta al lavoro nero rappresenti un vantaggio per l’intera comunità, senza differenze di provenienza. Mantenere lo status quo sarebbe un errore grave e un regalo a chi sfrutta questa situazione per dividere il Paese.

Bisognerà avere il coraggio di portare a fondo una battaglia di civiltà. Per liberare dal lavoro nero altri lavoratori e per affermare un modello di cittadinanza piena per quei milioni di donne, uomini e ragazzi che da anni vivono qui e che ormai risulta insufficiente definire ancora immigrati. Sono invece ancora – per diversi aspetti – cittadini di serie B purtroppo. Una cosa dannosa per tutti, che ci rende tutti più deboli.

Censis, Istat e rapporti annuali di prestigiose istituzioni di ricerca ci ribadiscono ormai da anni quanto la presenza di questi nostri concittadini sia indispensabile per la crescita culturale, sociale ed economica. Si continua però ad ignorare la necessità di una nuova legislazione che ne promuova una piena cittadinanza, passando da un’idea di integrazione a una di interazione. Cittadini e quindi protagonisti nelle comunità dove vivono, attivamente partecipanti alle scelte amministrative come negli altri ambiti sociali che li vedono coinvolti. Un processo che rappresenterebbe una grande alleanza con una parte di Paese ancora troppo ai margini, ma in grado di dare un enorme contributo se messo nelle condizioni di poter esprimere le proprie potenzialità.

Per queste ragioni credo che si debba iniziare a ripensare a un nuovo testo unico sull’immigrazione che metta al centro il cittadino, con i suoi doveri e diritti in giusto equilibrio. La Bossi-Fini non è riformabile e risulta ormai uno strumento obsoleto e vessatorio. Inadatto a far dispiegare tutte quelle potenzialità accennate a una parte importante della nostra comunità nazionale.

Spesso in questi mesi di quarantena ci siamo ripetuti come un mantra che solo insieme ne usciremo, anche io penso che sia vero, per questo è venuto il momento di dimostrarlo, non lasciando indietro nessuno.


Marco Pacciotti, membro della Direzione nazionale del Partito Democratico

Più letti

La nuova versione del Recovery Plan, le richieste del PD e il riformismo immaginario

La prima bozza del Recovery Plan non ci piaceva. Lo abbiamo detto a Conte e ai ministri. Ritenevamo sbagliato urlarlo, additando al pubblico ludibrio...

Perchè quello di Renzi è un regalo all’antipolitica

Far dimettere due Ministre dopo aver portato a casa le richieste sui contenuti del recovery fund; dire che il Presidente Conte è una minaccia...

Zingaretti: “Crisi di governo incomprensibile, scelta di Italia Viva contro l’Italia”

Di seguito le dichiarazioni rilasciate al Tg1 dal segretario del Pd Nicola Zingaretti: "Quello di Italia Viva è un errore gravissimo contro l'Italia, perché noi...

Bologna aspetta Patrick Zaki, diventato cittadino onorario con un voto all’unanimità

Il Comune di Bologna ha conferito la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki “riconoscendo nella sua figura quei valori di libertà di studio, di...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Ecosistema della menzogna e crisi delle democrazie

Dovremmo essere sorpresi della sorpresa. L’assalto al Campidoglio non è il colpo di stato, è un esito di un vero colpo di stato iniziato...

Tra zolfo e inchiostro, a ciascuno il suo maestro

«Considero il potere, non già alcunché di diabolico, ma di ottuso e avversario della vera libertà dell’uomo. Sono tuttavia indotto a lottare perché, all’interno...

Una mascherina sospesa per aiutare i più poveri: l’iniziativa degli Avvocati di strada

È lo studio legale associato più grande di Italia. Con 55 sedi in diverse città del Paese e oltre 1.000 avvocati volontari, l’associazione nazionale Avvocato...

Il fenomeno No Vax figlio di un problema culturale

Il 2020 sarà ricordato come l’anno delle contraddizioni oltre che del Covid19; l’anno in cui si passava dal “chiudete tutto” all’”aprite tutto” in un...

Il fallimento del ‘modello svedese’, tormentone dei negazionisti

Per mesi i negazionisti ci hanno detto che il 'modello svedese' era la soluzione. E in effetti noi tutti lo guardavamo con un misto...