lunedì 21 Settembre 2020

Alla scoperta della scienza, come luogo di saperi e di cultura
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Lunedì 18 maggio per l’Italia significa riapertura delle attività economiche, una data che coincide anche con la Giornata internazionale dei Musei, quest’anno appuntamento di particolare significato per il settore della cultura, colpito dalla pandemia più di altri insieme al turismo.

Il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, nella sua informativa del 7 maggio alla Camera dei Deputati, ha evidenziato il dramma di questi settori e quindi, tra le numerose questioni evidenziate, anche la necessità di investire su “vacanze italiane”, di promuovere l’Italia come Museo Diffuso anche nel suo “patrimonio così detto minore”, di evitare assembramenti e di incentivare il turismo all’aperto.

In tali condizioni, mi piace quindi immaginare che il turismo legato alla cultura scientifica possa rappresentare una opportunità importante per diversificare l’offerta turistica e costituire una “nicchia” verso la quale rivolgere maggiore attenzione, a partire da questa fase.

Prendendo spunto dall’art. 9 della Costituzione – “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”- si può infatti pensare alla scienza come elemento di attrattività turistico-culturale e di valorizzazione per un marketing territoriale di eccellenza.

Obiettivo è anche quello di mantenere viva l’attenzione sul tema, che ha assunto ruolo di primo piano causa Covid-19, riducendo la separazione “ideologica” tra cultura umanistica e cultura scientifica, evidenziando il ruolo della scienza al servizio della società e del territorio.

La Giornata internazionale ICOM dei Musei può essere da stimolo in questo. ICOM – International Council of Museums – rappresenta infatti l’organizzazione internazionale dei Musei, è associato ad UNESCO ed è organismo consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

L’auspicio è riuscire ad ottenere un avvicinarsi alla scienza – che per tutti ha assunto un ruolo di primo piano in questa pandemia, affidandoci completamente a donne e uomini di scienza – non solo in fasi di emergenza ma come elemento culturale di un paese.

Perché questo tipo di proposta, che può apparire scontata per certi territori, viene dalle Marche?

Se il rinascimento evoca città come Firenze e Roma, è ad Urbino che trova la sua identità più profonda. Storicamente questa città, oggi patrimonio Unesco, fu culla dell’umanesimo matematico, attraverso il mecenatismo di Federico da Montefeltro e l’opera fondamentale di Piero della Francesca. Qui si formarono Raffaello, Bramante e venne fondata la scuola di matematica di Federico Commandino (matematico e umanista del XVI secolo, traduttore delle opere dei grandi matematici dell’antichità), il cui principale allievo fu Guidobaldo Del Monte, fondamentale per la carriera accademica di Galilei.

Ecco quindi, immagino che il 2020, anche anno di celebrazioni raffaellesche inevitabilmente ridotte a causa del Covid-19, possa rappresentare l’occasione per dedicare un messaggio a scienza e tecnica come elementi di attrattività di un’intera nazione, il paese di Galilei, considerato il padre della scienza moderna.

Per evidenziare l’importanza del messaggio, a titolo di esempio si più ricorrere a Raffaello, ricordando come lo stesso riservò un ruolo di primo piano sia al connubio arte-scienza nel celebre affresco “la Scuola di Atene” (Media Inaf), sia al connubio arte-tecnica nella descrizione dello strumento che utilizzava per le attività di rilevazioni archeologiche al servizio di Papa Leone X e di cui si può osservare una riproduzione al “Museo Gabinetto di Fisica di Urbino” (foto in allegato). Proprio questa attività storicamente fu la base per la nascita del concetto di tutela del patrimonio contenuto nell’art.9 della Costituzione. 

Ora che il mondo intero è messo a dura prova da questa pandemia, il progresso tecnico-scientifico sta subendo una accelerazione e ci accorgiamo di quanto la scienza possa essere al servizio del Paese. Quindi credo che dare spazio alla scienza anche come mezzo di attrattività di un territorio e di arricchimento culturale per l’intera società raccoglierebbe l’entusiasmo e il coinvolgimento di molti.

Anche per questo esprimo apprezzamento per l’Associazione nazionale Start up Turismo che ha accolto la proposta di organizzare proprio in questa data – 18 maggio Giornata mondiale Musei – un incontro dal titolo “Scienza elemento di attrattività turistico-culturale”, dando anche seguito a contenuti e contatti avviati in occasione dell’incontro del 4 ottobre dal titolo: “Turismo e Scienza: verso un percorso turistico regionale dedicato a scienza e tecnica” da me ideato e organizzato in ambito OsimoLab come adesione alla Settimana mondiale dello Spazio (4-10 ottobre), l’unico evento nazionale ad aver ottenuto i patrocini di ASI, ESA, INAF e GSSI, immaginando fin dal quel momento di dare un seguito al valore trasversale della scienza.

Per concludere, persino un modulo della Stazione Spaziale Internazionale è dedicato a Raffaello, un modulo che, legando scienza e tecnica nel nome dell’artista, ha attraversato in più occasioni la volta celeste, consentendo all’uomo di innalzarsi verso dove sembrano puntare anche le divine proporzioni, le prospettive, e i cieli luminosi delle opere del celebre pittore di fama mondiale di cui nel 2020 ricorrono proprio le celebrazioni per il Cinquecentenario.


Frida Paolella, PD Marche, Consigliera comunale delegata OsimoLab

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