mercoledì 2 Dicembre 2020

Dieci frasi-simbolo (poco conosciute) di Giovanni Falcone per capire la mafia
D

È possibile, a distanza di 28 anni dalla strage di Capaci, continuare a ricordare Giovanni Falcone con le solite due frasi che chiunque non ne abbia mai letto nulla ripete quasi a pappagallo?  Prima frase: “Come diceva Falcone, follow the money”… Là, ecco l’esperto. Oppure, seconda frase: “Falcone diceva che la mafia, come tutti i fenomeni umani, ha avuto un inizio e avrà una fine”. Oh, lei sì che l’ha studiato…
Ma quello di seguire le tracce del denaro è stato un grande insegnamento tecnico-professionale. Che ora però viene (per fortuna) praticato da quasi tutti. Mentre la fine della mafia richiede, per Falcone, un rigoroso impegno collettivo che nella formula da esperti non compare.

E se le frasi da ricordare fossero altre? Se ci fossero altre frasi capaci di trasmetterci insegnamenti e interrogativi morali e civili scomodi come fu scomodo lui? Ne ho selezionate dieci e ve le consegno. Rifletteteci, cercatene il significato più profondo, anche rispetto alla nostra realtà di tutti i giorni. E sarà un 23 maggio più ricco, perfino più bello.

1. A PROPOSITO DEI MAGISTRATI CHE NON CAPISCONO NULLA DI MAFIA
“Uno dei miei colleghi romani, nel 1980, va a trovare Frank Coppola, appena arrestato, e lo provoca: ‘Signor Coppola, che cosa è la mafia?’. Il vecchio, che non è nato ieri, ci pensa su e poi ribatte: ‘Signor giudice, tre magistrati vorrebbero oggi diventare procuratore della Repubblica. Uno è intelligentissimo, il secondo gode dell’appoggio dei partiti di governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia…”.

2. A PROPOSITO DEL BISOGNO DI RIGORE PROFESSIONALE DI MAGISTRATI E INVESTIGATORI
“Solo il rigore professionale di magistrati e investigatori darà alla mafia la misura che la Sicilia non è più il cortile di casa sua e quindi servirà a smontare l’insolenza e l’arroganza del mafioso che non si inchina all’autorità dello Stato”.

3. A PROPOSITO DELLO STATO CHE SI LIBERA DEI MIGLIORI SERVITORI
“Anche lo Stato, infatti, in certi casi cede alla tentazione di liberarsi del singolo inquirente scomodo rimuovendolo o destinandolo ad altra sede”.

4. A PROPOSITO DELLA SUPERIORITA’ DELLO STATO-MAFIA
“Confrontandomi con lo ‘Stato-mafia’ mi sono reso conto di quanto esso sia più funzionale ed efficiente del nostro Stato e quanto, proprio per questa ragione, sia indispensabile impegnarsi al massimo per conoscerlo a fondo allo scopo di combatterlo”.

5. A PROPOSITO DELLO STATO-PENDOLO
“Questo è il quadro realistico dell’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata. Emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare azione governativa può esercitare sull’opinione pubblica”.

6.A PROPOSITO DELLA POLITICA CHE PRENDE ORDINI DALLA MAFIA
“E’ evidente che è la mafia ad imporre le sue condizioni ai politici, e non viceversa”.

7. A PROPOSITO DEI PICCOLI E GRANDI MAESTRI CANTORI
“La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione”.

8. A PROPOSITO DELLE STUPIDAGGINI E DELLE FOLLIE DEGLI ONESTI
“In certi momenti questi mafiosi mi sembrano gli unici esseri razionali in un mondo popolato da folli”.

9. A PROPOSITO DI INTELLETTUALI E POLITICI FIANCHEGGIATORI
“La mafia è razionale […] Se la minaccia non raggiunge il segno, passa a un secondo livello, riuscendo a coinvolgere intellettuali, uomini politici, parlamentari, inducendoli a sollevare dubbi sull’attività di un poliziotto o di un magistrato ficcanaso, o esercitando pressioni dirette a ridurre il personaggio scomodo al silenzio”.

10. A PROPOSITO DELLE SOLITUDINI MORTALI
“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello stato che lo stato non è riuscito a proteggere”.

Più letti

Quanta ipocrisia su Diego. Era un mito anche per le sue fragilità, si chiama vita

Quante polemiche, moralismo, bigottismo e ipocrisia inutile in questi giorni su Diego Armando Maradona. Lasciate perdere. Lasciate perdere chi pensa di separare l'uomo dal giocatore...

I valori comuni europei non sono in vendita

Come ormai noto l’Ungheria e la Polonia, con il sostegno della Slovenia, hanno bloccato l’approvazione dell’accordo raggiunto faticosamente a luglio dai rappresentanti del Consiglio...

La legge sul divorzio compie 50 anni. Diede il via alla rivoluzione dei diritti

Il 1º dicembre 1970 il divorzio venne introdotto nell'ordinamento giuridico italiano. Cinquant'anni da quel primo dicembre 1970 quando il Parlamento diede il via libera alla 'Disciplina...

Cybersecurity: non la trama di un film di fantascienza, ma una impellente necessità

La cybersecurity non è più soltanto una questione da addetti ai lavori, né la trama di un film di fantascienza. Proprio per questo, credo...

Articoli correlati

1 COMMENTO

  1. Tutte frasi da ricordare e sulle quali riflettere, ma soprattutto la quinta meriterebbe di essere posta a fondamento di una decisa azione di contrasto alla criminalità organizzata: lo Stato non deve limitarsi ad un impegno “…emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare azione governativa può esercitare…” Lo Stato dovrebbe agire con determinazione costante, impegnando con forza e continuità tutti i suoi organi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

La sfida per la legalità riparte dai ‘boschi’: ecco come Troina ha vinto il Premio Comuni virtuosi 2020

Rispetto all’antica e originaria vocazione, che li vedeva in prima linea soprattutto nella gestione dei servizi fondamentali per i cittadini, oggi gli enti locali sono...

“Il Jazz per salvare i ragazzi, anche dal Covid”. L’idea di Massimo Nunzi, trombettista e inventore del GiocaJazz

Il suo primo incontro con la musica non è stato dei più felici. Il suo primo maestro di Conservatorio non ha riconosciuto il suo...

Non dipende da lei. Dipende da Noi

C'è un'enorme questione maschile che ci impedisce di vedere. Che ci impedisce di capire che il problema non è il rapporto tra le donne e...

Il primo antidoto contro la violenza è la parità in tutti i settori

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Layen ha più volte affermato che "la parità di genere è un principio fondamentale dell'Unione Europea,...

“Essere complottista è facile, ti semplifica la vita. Ecco perché è così complicato uscirne”. Parla Emilio Mola

Assalti alle autoambulanze e video girati negli ospedali per testimoniare che "non ce n'è coviddi" ma anche la setta digitale QAnon e le teorie...