martedì 7 Luglio 2020

“Io Cavaliere della Repubblica, che emozione”. Parla Giacomo Pigni
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Giacomo Pigni ha 24 anni, a gennaio si è laureato in Giurisprudenza, è iscritto al Pd e segretario dei Giovani Democratici Altomilanese, e da ieri è un Cavaliere della Repubblica, tra i 57 nominati da Mattarella per essersi “ particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza coronavirus”.

Un’emozione grande, che sentiamo nella sua voce di giovanissimo non appena ci risponde al telefono.

Congratulazioni Giacomo. Raccontaci come hai saputo la notizia.

È stata una sorpresa. L’ho saputo da una collega che mi ha scritto chiedendomi se ‘quel’ Giacomo ero io. Poi ho aperto whatsapp e ho trovato i messaggi della mia ragazza, di mamma e papà, degli amici. E poi ho letto la notizia dai giornali. Non sono ancora stato contattato, ma se dovesse esserci una cerimonia al Quirinale sarò felice di venire a Roma, una città bellissima nella quale vado di solito per le riunioni del Partito democratico, che con la sua bellezza mi è molto mancata durante il lockdown. Sarà bello rivederla per una occasione come questa.

Raccontaci dell’iniziativa di volontariato per la quale hai ricevuto l’onoreficenza. Come è nata?

L’iniziativa è nata all’interno del Partito democratico. La presidente della sezione Auser ‘Ticino Lona’, anche lei iscritta al Pd, si è messa in contatto con me perché era in difficoltà nel continuare il servizio svolto abitualmente, perché i volontari Auser erano anziani che non potevano uscire. Dunque si era creato un cortocircuito, con i volontari che mancavano e i bisogni che aumentavano. Abbiamo cominciato con il circolo e poi abbiamo allargato ad altre ragazze e ragazzi, fino ad arrivare a una trentina di volontari.

Che tipo di attività avete svolto?

I servizi erano essenzialmente due: il servizio di chiamate, con il contatto telefonico degli anziani già segnalati ad Auser e che l’associazione non riusciva più a seguire. Per prima cosa abbiamo digitalizzato i faldoni nei quali erano conservati i numeri di telefono, e così facendo siamo riusciti a offrire il servizio stando a casa, chiamando con i nostri telefoni. L’altro servizio, che poi è quello che ci ha preso più tempo, è stata la consegna della spesa a domicilio. Andavamo dagli anziani a prendere i soldi e poi a portare gli acquisti. Nel periodo più difficile sono arrivate anche 3/4 richieste al giorno, un numero che sembra esiguo, ma bisogna pensare a quanto fosse difficile fare la spesa nel pieno della pandemia. Poi con lo scemare delle restrizioni alcuni volontari sono stati dirottati a misurare la temperatura fuori dall’ospedale di Legnano. Adesso stiamo continuando, ma chiaramente meno di prima.

In servizio fuori l’ospedale, una vera responsabilità dunque.

Sì. È stata la ATS Lombardia a chiedere ad Auser di svolgere questo servizio. Quando ho ricevuto la mail con la quale Ats diceva che c’era bisogno di persone per la misurazione della temperatura fuori dagli ospedali, mi è stato chiaro una volta di più che il volontariato non è accessorio, ma spesso svolge servizi che sono essenziali.

Sei stato nominato Cavaliere della Repubblica per un servizio svolto anche con il Pd. Cosa diresti oggi a Salvini e Meloni?

Gli direi che siamo un partito, e che un partito è questo. Non bisogna pensare a un partito come a un qualcosa di scollegato dalla comunità, perché un vero partito, come lo intendo io, opera nella comunità, è unito nei valori e nelle idee e agisce nella società. Io posso essere un iscritto al Pd ma allo stesso tempo un volontario di Auser, uno studente, un cittadino. E sono sicuro che tanti iscritti alla Lega hanno fatto cose simili alle nostre durante l’emergenza. Perché se non agisce così, un partito è finito.

Cosa vuoi dire al tuo Pd?

Se c’è una cosa che questa esperienza mi ha insegnato è che bisogna puntare su tutti gli elementi che compongono una comunità. Il Pd deve essere un collante di risorse già presenti nella società. Oggi la contrapposizione è tra chi vuole una società del ‘noi’ e chi lavora per una società dell’’io’, e il Pd deve lavorare per il ‘noi’, per tenere assieme tutto ciò che di buono c’è nella società. Da questo punto di vista, il Terzo Settore o viene sostituito dallo Stato, cosa impossibile, oppure deve essere riconosciuto come un elemento essenziale della società.   

Congratulazioni da tutti noi di Immagina Giacomo, e a rivederci presto a Roma.

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