lunedì 25 Gennaio 2021

Non lasciamo i Paesi poveri in balia del Covid. Serve un’Assemblea permanente dell’Onu
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“…Tutto quanto accade una volta potrebbe non accadere mai più… Ma tutto quanto accade due volte accadrà certamente una terza…”(Paulo Coelho, Le Valchirie)

Dal 31 dicembre 2019 all’8 luglio 2020, sono stati registrati nel mondo oltre 12 milioni di contagi. In Africa, sono 509.003, in America 6.136.111, in Europa 2.513.645, in Asia 2.631.961, con 543. 902 decessi ufficiali. Le cifre sono ovviamente sottostimate perché in molti Paesi non esiste un sistema sanitario capace di registrare i malati. La pandemia quindi esiste e si sta diffondendo soprattutto tra le popolazioni più povere. C’è il rischio di nuovi focolai in Italia a causa dei viaggi di ritorno da molti Paesi? Certamente. Vedi Bangladesh. E allora cosa fare? Chiudere frontiere e voli internazionali? In una prima fase possono dare qualche risultato, ma la soluzione è altrove.

Ci siamo disinteressati a lungo delle “Neglected Tropical Diseases”, malattie “dimenticate” che fanno ammalare oltre 2 miliardi di persone, e decine di milioni ne muoiono ogni anno. Conosco bene queste malattie e questi malati. Si tratta sempre di persone che vivono in paesi impoveriti. Quando qualcuna di queste malattie come Ebola, sembra che arrivi anche nei Paesi ricchi, allora fingiamo di interessarcene e lanciamo campagne per la ricerca di un vaccino. In realtà scampato il pericolo del loro trasferimento da noi, torniamo tranquilli ai nostri affari. Continuando a lasciare questi Paesi in balia della loro povertà e insufficienza di servizi sociali, educativi e sanitari.

Ora però qualcosa è cambiato. Il Covid-19 sembrava una epidemia dell’Occidente e abbiamo lavorato con impegno e sacrifico per contrastarla. In Italia abbiamo raggiunto risultati straordinari grazie sempre a professionisti di eccellenza. Ma ora la stessa epidemia viaggia veloce nei Paesi impoveriti e il nostro piccolo pianeta è sempre più interconnesso. Possiamo isolarci dal resto del mondo? No. E allora? Forse è tempo che i capi di Stato e le agenzie delle Nazioni Unite si uniscano per combattere insieme questo grande pericolo per l’umanità, non lasciando che ognuno cerchi di salvarsi da solo a scapito di altri. Altrimenti avremo sempre numerosi “positivi per caso”. Perché non organizzare un Piano Marshall contro la pandemia da SARS-CoV-2? Un’Assemblea permanente delle Nazioni Unite, fino alla fine della Pandemia. Un’utopia? I virus non utilizzano passaporti e se ne infischiano dei confini tra un Paese e l’altro!

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