sabato 31 Luglio 2021

Sport e scuola. Dal decreto Rilancio una boccata di ossigeno
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Il decreto Rilancio approvato alla Camera e che dovrà essere convertito entro il 18 luglio, è stato il risultato di un grande lavoro.

Tuttavia, due emendamenti del gruppo Pd non sono stati approvati, quindi, con determinazione, li ho ripresentati come ordini del giorno e alla fine sono stati accolti con 278 voti favorevoli. 

Questi provvedimenti riguardano la scuola e lo sport: due mondi che tra loro devono necessariamente dialogare. Questi sono stati e sono i miei mondi, per essere stata in primis una docente e poi aver svolto il ruolo di Assessore allo sport per la Provincia di Roma. 

Il primo emendamento riguarda una delle grandi problematiche della scuola:  la discontinuità della didattica. Per questo il mio ordine del giorno impegna il governo, alla ripresa dell’anno scolastico, a garantire la stabilità dell’organico di fatto per gli studenti di ogni ordine e grado. 

Aver passato anni nelle aule scolastiche, di periferia e non, mi ha permesso di entrare a contatto anche con realtà disagiate, per le quali la scuola diventa un punto di riferimento sul territorio, oltre che un luogo di inclusione sociale.

L’altro emendamento si occupa di sport. L’associazionismo sportivo di base è linfa vitale di ogni società. Perciò abbiamo ribadito la necessità del credito d’imposta del 50% sulle sponsorizzazioni, visto che l’emendamento era stato bocciato in commissione bilancio. Le sponsorizzazioni, soprattutto per le associazioni sportive, rappresentano ossigeno per sopravvivere: spesso coprono le spese di gestione e costituiscono da sempre un indispensabile contributo.

Moltissime associazioni sportive non beneficiano dei proventi dei diritti televisivi e comunque questi non sempre sono sufficienti. L’intero movimento, dalle grandi alle piccole associazioni, ha bisogno di un supporto concreto. Faccio un esempio tangibile: l’84% dei ricavi delle società di pallacanestro è costituito dalle sponsorizzazioni quindi dire che sono essenziali è riduttivo.

Le aziende che investono sul territorio e che credono nello sport vanno incentivate e agevolate, a maggior ragione in una situazione di forte carenza di liquidità come quella di oggi. Lo sport di base costituisce le fondamenta di tutto il sistema e tutte le discipline sportive risultano penalizzate dal non inserimento di questa previsione nel decreto.

Molte realtà sono in seria difficoltà e rischiano la chiusura, nonostante in questo periodo di particolare crisi economica lo sport rivesta un’importanza fondamentale come strumento di coesione sociale. Ma lo sport, è bene ricordarlo, è anche fonte di lavoro e ricchezza e per questo deve essere considerato alla pari di altre categorie economiche.

Pensiamo anche a tutti i 131 mila collaboratori sportivi che durante il lockdown hanno potuto usufruire dei 600 euro ma che se un’associazione sportiva dovesse chiudere o diminuire il proprio organico si ritroveranno senza lavoro.

Investire nello sport non vuol dire dedicarsi a problemi secondari, ma avere cura di tutte quelle realtà radicate nel territorio che offrono servizi. 

Per fare il punto sul decreto Rilancio, sono stati inseriti interventi strutturali e di rilievo in materia. Mi riferisco alla proroga delle concessioni degli impianti pubblici di 3 anni che è di fondamentale importanza soprattutto a Roma, dove le associazioni sportive sono state gravemente danneggiate durante il lockdown e che ora possono riprendere fiato. Una proroga senza condizioni ad esempio permette la revisione dei mutui

Poi, l’estensione fino al 30 settembre 2020 della sospensione dei termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento degli impianti sportivi pubblici, indispensabile per favorire il recupero dei mancati proventi durante la sospensione delle attività. Ancora, il fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale e il superbonus al 110% di cui possono usufruirne anche le associazioni e le società sportive dilettantistiche per la ristrutturazione degli spogliatoi.

La sofferenza del mondo dello sport è davanti agli occhi di tutti e la politica ha necessariamente dovuto fare la sua parte per permettere alle associazioni di ripartire disponendo come prima cosa un sostegno economico alle società sportive che operano nei territori.

L’emergenza sanitaria ha portato alla luce le criticità della scuola e dello sport, c’è ancora molto da fare ma io, come deputata, professoressa e amante dello sport farò la mia parte. Sono certa che ulteriori riflessioni e attenzioni saranno dedicate a queste due realtà anche dai miei colleghi.

In primis, stiamo lavorando sul “Testo unico in materia di sport” che conferirà sistematicità alla materia e sui contratti dei lavoratori sportivi, poi il Decreto scuola che ha sanato alcune fragilità ad esempio prevedendo più tutele per gli alunni con disabilità, poteri speciali ai sindaci in materia di edilizia scolastica, ma soprattutto il concorso straordinario con l’immissione in ruolo di ulteriori 32.000 insegnanti.

Questa è la politica in cui credo, una politica che non lascia indietro nessuno e per la quale mi batterò sempre.

Patrizia Prestipino, deputata Pd, docente e membro della commissione Scuola di Montecitorio

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