giovedì 21 Ottobre 2021

Covid, l’emergenza non è finita
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Mentre risalgono i contagi in Italia: 234 in un giorno, di cui 77 in Lombardia, verranno prolungate al 31 luglio le restrizioni contenute nell’ultimo DPCM.  L’ipotesi su cui si starebbe riflettendo è prorogare lo stato di emergenza per la lotta al coronavirus al 31 ottobre anziché al 31 dicembre.

A riferire in Parlamento quasi in contemporanea le decisioni adottate dall’Esecutivo sarà il ministro Roberto Speranza: il titolare della Salute si presenterà domani sera in Aula a Montecitorio (la volta precedente era stato in Senato) e illustrerà il provvedimento. In sintesi il governo è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al Coronavirus fino alla fine del mese e a prorogare le misure restrittive in vigore da metà giugno (e in scadenza il 14 luglio).

Le mascherine continueranno ad essere obbligatorie nei luoghi chiusi in assenza di distanziamento sociale, ma non ci saranno obblighi per i guanti. Giro di vite, con tanto di multe, contro gli assembramenti, grazie all’intensificazione dei controlli nei luoghi della movida e sulle spiagge. Nel mirino, in particolare, sagre, feste e discoteche. Per queste ultime è probabile che l’apertura, inizialmente prevista per domani, slitti al 31 luglio e sia consentita solo a quelle all’aperto.

Aldilà dei tecnicismi – con la mancata estensione della proroga –  il governo perderebbe la capacità d’azione e l’immediatezza delle risposte di fronte a un secondo rinvigorimento del Covid-19, come firmare nuovi Dpcm o decretare nuove ‘zone rosse’  e quindi nelle attuali condizioni la ‘mossa’ di palazzo Chigi è praticamente un atto dovuto.

Del resto anche il ministro Speranza continua a tenere alta l’attenzione: “220 mila contagi covid in un solo giorno a livello mondiale. Mai prima un numero così alto in sole 24 ore. Questo ci dice che non è vinta e che serve ancora attenzione da parte di tutti. Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità”.

Nel nuovo documento saranno confermati i protocolli che hanno accompagnato i cittadini italiani durante la pandemia. Oltre all’utilizzo della mascherine nei luoghi chiusi e le regole di distanziamento sociale, per cinema e teatri confermate le restrizioni con posti a sedere preassegnati e distanziati e con un massimo di mille persone all’aperto e 200 in posti chiusi.

Esteso il divieto di ingresso e di transito in Italia alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

Insomma l’emergenza Coronavirus in Italia non è finita.

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