lunedì 25 Gennaio 2021

Per un Paese a misura di donna
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Quello che è successo nei giorni scorsi in Europa è di straordinaria importanza, un cambio di passo a cui abbiamo lavorato. L’Europa c’è, affronta la crisi prodotta dalla pandemia rafforzando la visione comune, perché si esce insieme dalle difficoltà che stiamo attraversando.

Per l’Italia è l’occasione di un cambiamento radicale. Ci vorranno serietà, velocità e concretezza, che abbiamo dimostrato di avere in questi mesi, ma soprattutto serve una visione del Paese. Orientare l’impatto di genere del Next Generation sarà essenziale.

Adesso davvero possiamo immaginare, come ci invita a fare questo sito. Immaginare e costruire un Italia che affronti le disuguaglianze che le tarpano le ali e ne segnano persino il declino demografico. Lo abbiamo visto anche in questi mesi.

Quando denunciamo l’assenza delle donne dai luoghi del potere non lo facciamo per una rivendicazione corporativa, ma per segnalare l’autoreferenzialità e l’assenza di realtà di un sistema Italia bloccato, fondato sulla rendita, di posizioni, di potere, di ricchezza.

Le donne non si possono permettere di vivere di rendita. Con i giovani sono il cuore del cambiamento necessario. Il segretario Zingaretti ha presentato il patto con e per i giovani del Partito Democratico. Un impegno importante.

Ora serve che il Pd lo faccia con le donne. Adesso, che c’è da ricostruire l’Italia, è urgente che siano protagoniste.

Come giustamente ha detto il ministro Provenzano anche la nuova questione meridionale è essenzialmente una questione femminile, è importante la sua proposta di ridurre al 100 per 100 gli oneri contributivi per le assunzioni delle donne per i primi 24 mesi.

Abbiamo il tasso di occupazione femminile tra i più bassi nell’Unione europea. Eppure le donne sono state in prima fila durante il lockdown, sottoposte a un grande sovraccarico di lavoro. La crisi economica colpisce soprattutto settori ad elevata presenza femminile, come il turismo, il commercio, i servizi alla persona. Oggi, nella ripartenza, non possiamo permetterci che le donne escano ulteriormente dal mondo del lavoro. Il Fondo monetario internazionale ha denunciato il rischio che nel mondo la loro condizione torni indietro di 30 anni.

La grande opera necessaria, volano anche di occupazione femminile, è la riforma del welfare: un nodo strategico anche di nuovo modello sviluppo paese. Investiamo nell’innovazione e nelle grandi infrastrutture sociali, nell’economia della cura e nella conoscenza, nella ricerca, nella scuola, nei servivi educativi per l’infanzia, nella condivisione del lavoro domestico e di cura, riformando davvero i congedi parentali. Sosteniamo l’imprenditoria femminile, la parità retributiva e la piena valorizzazione delle donne nel mercato del lavoro.

Il Partito democratico deve fare suoi questi obiettivi, se vogliamo fare dell’Italia un paese dinamico e giusto, aperto al futuro.

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