martedì 29 Settembre 2020

Nuovi italiani e cittadinanza: tra realtà, speranze e aspettative
N

Da alcuni anni nel nostro paese si discute spesso della riforma della legge della cittadinanza tra chi si schiera a favore e chi contro. Una riforma tanto attesa quanto sperata dalle seconde generazioni presenti in Italia (oltre 1 milione di ragazzi e ragazze secondo i dati ISTAT) i quali dopo aver effettuato un percorso di studi, di formazione e di lavoro, attendono di essere riconosciuti anche sulla carta come Italiani a tutti gli effetti esercitando in pieno i propri diritti e doveri.

Le seconde generazioni, ricordano ancora, con tanta amarezza, “l’illusione ottica” del mancato raggiungimento di tale traguardo, il sogno di una vita andato in frantumi per l’inadatta gestione politica di tale questione probabilmente diventata scomoda e frutto di una propaganda di una certa politica che vedeva tale riforma come un pericolo.

Da dove bisogna ripartire oggi?

Bisogna in primis contrastare qualsiasi forma di fake news inerente la vita sociale ed economica delle seconde generazioni in Italia, ascoltando attivamente le loro proposte in uno schema partecipativo e condiviso con la società civile italiana e cercando altresì di rimuovere la barriera invisibile che crea una separazione “Noi/Voi” e prendendo in considerazione i “nuovi italiani” in un nuovo schema inclusivo “Noi Italia / Noi comunità”. Mettere in risalto i valori progressisti, europeisti e di inclusività sono importanti per il moderno centrosinistra il quale deve farsi promotore di tale cambiamento di visione garantendo e potenziando i valori espressi dall’articolo 3 della nostra costituzione. Il dibattito pubblico  sulle seconde generazioni e la relativa riforma della legge della cittadinanza non si può limitare soltanto agli aspetti prettamente normativistici, non sarà infatti l’approvazione di uno Ius Soli Temperato o di uno Ius Culturae a fare la differenza, bensì la necessità culturale di dimostrare ad un intero paese che tale riforma sarà un valore aggiunto ad una grande nazione europea come l’Italia. Occorre infine un monitoraggio delle tempistiche burocratiche attinenti al rilascio di tali pratiche che non possono non trascurare gli standard di semplificazione e di digitalizzazione dei servizi burocratici odierni. 

Lavoro e seconde generazioni

Il contributo delle seconde generazioni al mondo del lavoro non è secondario, vi è la necessità  di valorizzare ulteriormente le figure lavorative quali mediatori culturali, interpreti, traduttori per garantire una migliore integrazione stante il  ruolo chiave che hanno tali giovani nel problem solving all’interno delle amministrazioni pubbliche (settore scolastico, sanitario, ecc) che hanno come target di utenza persone migranti e di nuova migrazione.

La speranza è dunque di poter vedere al più presto una concretizzazione di un modello effettivo di integrazione, interazione, partecipazione e ascolto attivo che può far rilanciare i valori della nostra Italia, l’Italia che non teme i cambiamenti, l’Italia che riparte dai valori inclusivi e che ascolta le tantissime voci dei “nuovi italiani” superando l’indifferenza e la divisione sociale, solo così vedremo un paese che sarà ancora più forte in termini sociali, politici ed economici in Europa e nel mondo.  

Più letti

“Sprecare sempre meno cibo: il futuro passa da qui”. Colloquio con Andrea Segrè

Oggi si celebra la prima giornata internazionale della Consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, istituita a fine 2019 dalle Nazioni Unite.

“Ideali e concretezza, combatteremo per una nuova politica”. La risposta di Zingaretti alle sardine

Caro Mattia,in primo luogo grazie per il tuo ennesimo contributo. Il sentimento di insoddisfazione verso la politica italiana attraversa anche tutti noi....

Perché la questione di genere deve essere centrale nel Recovery Plan

Ripresa e resilienza sono le due parole scelte per segnare la risposta europea alla crisi generata dalla pandemia ancora in corso, e...

Arriva il bonus per i pagamenti elettronici. Ecco come funziona

Da quanto tempo sentite dire che l'Italia è il Paese in Europa con il più alto tasso di evasione fiscale? Eppure nulla...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Impoliticamente? Moravia, trent’anni dopo

«Per conto mio, l´impegno ossia il cosiddetto engagement non è questione di necessità esterna, per cui, in determinate circostanze, lo scrittore deve cessare di...

“Il futuro dell’arte, della cultura, della società e della mia Toscana”. A colloquio con David Riondino

Le donne e gli uomini di cultura sono coloro che, forse più di altri, sono in grado di percepire lo stato di...

“Il deserto sociale dei nostri ragazzi si combatte con la cultura”. Parla il Pojana, Andrea Pennacchi

"Stasera porto Pojana alla Festa dell'unità". Così scriveva su Twitter, mentre viaggiava da Trento a Modena in questa sua "estate molto movimentata"...

“Canto i grandi per contrastare il populismo dilagante”. Intervista a Neri Marcorè

Cantante, imitatore, attore: abbiamo imparato a conoscere Neri Marcorè ed apprezzare la sua capacità di trasformista negli anni. E ora, dopo il...

Quella foto è già storia. L’Nba cambia il rapporto tra politica e sport

"Non devi mai avere paura di quello che fai se sai di essere nel giusto". Forse hanno pensato a questa potentissima frase...