mercoledì 14 Aprile 2021

Scuola, la grande bufala dell’isolamento forzato
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Nei parchi giochi, nelle chat delle scuole e sui social non si parla di altro. Tanto che anche il Miur ha dovuto smentire pubblicamente. Siamo di fronte all’ennesima fake news, creata ad arte per terrorizzare genitori già abbastanza preoccupati per la riapertura delle scuole, vista la situazione e la crescita dei contagi.

Ma cosa dice la bufala? Nel post diventato virale si arriva a sostenere che, una volta tornati in classe, se ad un bambino dovesse venire la febbre, ai genitori non sarà permesso prelevare i propri figli e che questi saranno invece affidati all’autorità sanitaria competente. Un vero e proprio “sequestro di minore”, che ha messo in allarme migliaia di genitori.

Cosa c’è di vero in questa notizia? Assolutamente niente.

La risposta del MIUR è stata molto chiara: “Sta purtroppo girando una grave fake news su cosa accade quando si deve gestire un alunno che, all’interno dell’istituto scolastico, mostra sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. Si arriva a sostenere che ai genitori non sarà permesso prelevare i propri figli e che questi saranno affidati all’autorità sanitaria. Niente di più falso, ovviamente”.

Il Protocollo di sicurezza firmato dalla ministra Lucia Azzolina indica in realtà tutta un’altra procedura: in caso di alunno sintomatico il docente avvisa il referente scolastico per il Covid-19, il referente chiama i genitori dell’alunno, il minore viene portato in una stanza di isolamento in compagnia di un adulto con mascherina di protezione. I genitori portano il ragazzo a casa e avvisano il medico e pediatria di famiglia.

Successivamente il medico avvisa la Asl e viene effettuato il tampone. Se il tampone è positivo il referente scolastico fornisce alla Asl i nomi di alunni e docenti che sono stati a contatto con il contagiato 48 ore prima dell’insorgere dei sintomi. La classe e i docenti saranno messi in quarantena per 14 giorni dal giorno dell’ultimo contatto con l’alunno. Le aule saranno sanificate.

L’alunno risultato positivo al test potrà tornare in classe solo dopo la guarigione ovvero dopo due tamponi negativi a distanza di 24 ore.

Se c’è un elevato numero di assenze in una classe (almeno il 30-40%) il referente scolastico deve avvisare la Asl. Se un’intera classe viene posta in quarantena si attiva la didattica a distanza.

Per non cadere in trappole, vi segnaliamo che sul sito del Ministero dell’Istruzione c’è un’apposita sezione con tutte le informazioni, i documenti ufficiali, le risposte alle domande principali per il rientro a scuola. Non facciamo fregare, fidiamoci solo delle fonti ufficiali.

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