Per la mia Verona sommersa dall’acqua

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Ieri pomeriggio Verona, la mia città, è stata colpita da un violentissimo nubifragio che ha causato danni ingentissimi. È sufficiente vedere le immagini impressionanti della città devastata da grandine e pioggia torrenziale per capire la portata dell’evento che abbiamo dovuto affrontare.

Veronetta, via Sant’Alessio, lungadige Porta Vittoria completamente sommersi dall’acqua. La grandine come fosse una coltre di neve spalata dai cittadini nelle vie del centro storico. Auto distrutte. Alberi divelti. Vie e abitazioni completamente allagate. Scene di guerra.
E, uscendo dalla città, ovunque, vigneti e altre coltivazioni distrutte, con intere aree del Garda e della Valpolicella messe in ginocchio. Si tratta di realtà economiche di straordinaria importanza che rappresentano un valore aggiunto non solo per il Veneto ma per il Paese intero.

Purtroppo, saranno sempre più frequenti fenomeni di questa portata con precipitazioni intense e distruttive. Ciò è determinato anche dal fatto che, con il surriscaldamento globale di origine antropica, l’Italia -circondata da mari sempre più caldi- risenta di una maggiore energia nell’atmosfera. Da qui, questi temporali di una violenza inaudita. I cambiamenti climatici sono una realtà che le istituzioni dovrebbero cominciare ad affrontare seriamente perché ne va del futuro di ognuno di noi.

È chiaro che il governo farà la sua parte, dando tempestivo sostegno alla zone colpite. Saranno stanziate le risorse e messe in campo le misure necessarie per dare immediato ristoro a famiglie e attività produttive. Verona e le zone colpite non saranno lasciate sole.

Per un evento eccezionale servono risposte eccezionali da parte di tutte le istituzioni, come è stato nei giorni della tempesta Vaia o della tromba d’aria che ha colpito il veneziano. Mi auguro, in tal senso, che saranno eccezionali anche le misure messe in atto per un piano regionale straordinario contro il dissesto idrogeologico, il consumo del suolo e la manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture a Verona. Interventi evidentemente non più rinviabili.

Purtroppo, la nostra città non ha infrastrutture adeguate, con un sistema di scolo delle acque che non può reggere l’urto di fenomeni atmosferici come quello di ieri pomeriggio. Servirebbero investimenti massicci, un serio piano di ammodernamento delle reti idriche e fognarie e la riqualificazione di un’infrastruttura strategica come Borgo Trento.

Purtroppo, le giunte di centrodestra degli ultimi 15 anni non hanno ritenuto di dover intervenire in questa direzione e, oggi, la città ne paga tutte le conseguenze.

I cambiamenti climatici impongono un cambio di paradigma perché l’eccezionale rischia di diventare ordinario. Continuare a negare l’evidenza è un atteggiamento irresponsabile e pericoloso. Le scelte delle amministrazioni devono andare nella direzione della tutela del territorio e del rilancio delle infrastrutture strategiche.

Per questo, mi auguro che la giunta si metta presto al lavoro per realizzare un progetto serio per rendere più sicura la città e impedire che piogge torrenziali, sempre più frequenti, la mettano in crisi.

In queste ore vorrei esprimere la mia solidarietà ai cittadini colpiti e rivolgere un appello alle istituzioni centrali e locali perché lavorino in sinergia per mettere subito a disposizione le risorse per chi ha subito danni alle proprie abitazioni o attività.

E, infine, la mia gratitudine agli operatori, alla protezione civile, alle forze dell’ordine e ai volontari che si sono attivati sul territorio per prestare soccorso. Grazie a ognuno di loro.

La nostra è una grande comunità che si rialzerà più forte di prima.

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